tradizioni (più o meno) pasquali
Ah, questi sono senza dubbio i post che preferisco.
Che vi devo dire? L'aria di casa mi ispira! E poi...nessuno può fermare l'onda calabra! E allora eccomi qui, pronta a raccontarvi le tradizioni (più o meno) pasquali tipiche di una terra, la mia, che accoglie i suoi studenti durante le vacanze.
Probabilmente sono solo situazioni calabre, forse anche terrone, magari comuni a tutti.
IL RITORNO
Se tu parli con quanti vivono come te lontani dai propri domicili per studio/lavoro pare che che per Pasqua non ritorna mai nessuno. I giorni sono pochi, le ferie non ci sono, tanto a pasquetta il tempo fa sempre schifo, dei miei amici non torna nessuno, magari salgono i miei. E tu ti dici "meglio, così trovo tranquillamente posto sul pullman del ritorno". TUTTO CIO' NON E' VERO. Alla fine TUTTI tornano a casa, e spesso si portano dietro anche il capo/la vicina di casa/ il peluche/il lavavetri dell'incrocio per fargli vedere che giù ad aprile fa caldo. E che vi devo dire? Ammazziamoci per quei quattro posti che ci stanno. Bravi tutti.
Meno male che c'è la mia mamma che, posso arrivare anche a mezzanotte del giorno mai, mi fa trovare ogni volta la cena più bella di sempre. Oh mamma! <3
I RITI PASQUALI
Partiamo da una premessa: sono cattolica. E anche praticante. Quindi se mi trovate sempre davanti al sagrato della chiesa durante il triduo pasquale è soprattutto per questo motivo. C'è anche un detto però che dice: paese che vai, usanze che trovi. E ogni paesello ha le sue tradizioni legate ai momenti topici dell'anno. E ovviamente la Pasqua non fa eccezione. E io ci sono affezionata, lo ammetto, non riesco proprio a farne a meno. Sento che fanno parte di me, e io in parte faccio parte di tutto questo. Questo miscuglio di sacro e profano, metafisico e finito, silenzio e confusione, mi appartengono, fanno da casa ad una parte dei miei ricordi. E ancora non so fino a quando riuscirò ad essere qui per vedere la processione dei misteri del venerdì santo, ma ogni volta che mi riuscirà saprò che sarò riuscita a mettere un mattoncino a quel luogo della mente che chiamerò sempre casa.
(Lo so, era nato come post ironico e con questo punto sfociamo nel romantico. Scusate il picco glicemico, adesso torniamo nei ranghi).
SEDUTE DI AGGIORNAMENTO/TERZO GRADO
Il tempo è fugace e i giorni sono pochi, tecnicamente ci sarebbe anche da studiare, ma non si può proprio rinunciare agli aperitivi con gli amici per aggiornarsi riguardo argomenti molto importanti, quali:
-coppie nate/scoppiate;
-gente incinta;
-gente che si sposa (vi giuro che a 23 anni succede anche questo);
-litigi da far invidia a uomini e donne;
-corna.
Ma se questi sono gli incontri più proficui e divertenti, che ti vedono spettatore degli affaracci altrui, c'è anche l'altra faccia della medaglia, ovvero quando il protagonista della conversazione sei TU!
"e quindi ti laurei?"
"e quindi state ancora insieme?"
"e quindi poi vi sposate?" (?)
"ma quindi dopo andate a convivere?" (!!!!!!!!!!!!)
"ma che sei ingrassata/dimagrita?" (!?! °°°***!!!?!?!)
Se tutto questo succede per mano di un amico è un conto, quando invece l'intervista parte da un parente sono guai.
LE GIOIE DELLA TAVOLA
O forse avrei dovuto scrivere "la gioia delle tavole", perchè io ho l'impressione che il cibo in questi giorni abbia il magico potere di autocrearsi e non estinguersi mai. Per una pastiera che regali te ne tornano indietro altre tre, per un capretto che lasci cuocere ne trovi un altro che pascola ancora sotto il tavolo della cucina vivo. E io ormai non ho più la capienza di stomaco che avevo una volta: adesso con tre cannelloni ho riempito lo spazio a disposizione per il cibo.
E poi c'è il giorno di pasquetta, quel giorno felice in cui la nonna prepara le lasagne. Non quelle alla bolognese però. Perchè l'opinione di mia nonna sulle lasagne alla bolognese è che sono troppo vuote. le lasagne calabresi non posso essere con "solo" besciamella e ragù. Dentro 20 strati di sfoglia troverete le polpettine, la salsiccia e... le uova sode. E vi dirò: ci stanno benissimo. E quando non ha contorni a disposizione ci infila dentro pure le olive. Ovviamente non la digerirete mai, però le feste sono anche il momento di massimo splendore per i digestivi e le tisane drenanti.
CIO' CHE A PASQUA NON MANCA MAI
-la pioggia di pasquetta;
- la braciolata bagnata;
-jesus christ superstar/Gesù di Nazareth di Zeffirelli;
-le cartoline divertenti che ti arrivano su whatsapp;
-mia mamma che mi chiede "un augurio carino da mandare ai suoi amici";
- gli atei di stami****a che loro pasqua non la festeggiano però a mezzogiorno si siedono a tavola, sacrificano gli agnellini di marzapane e rompono le (pall..) uova.
Sempre vostra
Che vi devo dire? L'aria di casa mi ispira! E poi...nessuno può fermare l'onda calabra! E allora eccomi qui, pronta a raccontarvi le tradizioni (più o meno) pasquali tipiche di una terra, la mia, che accoglie i suoi studenti durante le vacanze.
Probabilmente sono solo situazioni calabre, forse anche terrone, magari comuni a tutti.
IL RITORNO
Se tu parli con quanti vivono come te lontani dai propri domicili per studio/lavoro pare che che per Pasqua non ritorna mai nessuno. I giorni sono pochi, le ferie non ci sono, tanto a pasquetta il tempo fa sempre schifo, dei miei amici non torna nessuno, magari salgono i miei. E tu ti dici "meglio, così trovo tranquillamente posto sul pullman del ritorno". TUTTO CIO' NON E' VERO. Alla fine TUTTI tornano a casa, e spesso si portano dietro anche il capo/la vicina di casa/ il peluche/il lavavetri dell'incrocio per fargli vedere che giù ad aprile fa caldo. E che vi devo dire? Ammazziamoci per quei quattro posti che ci stanno. Bravi tutti.
Meno male che c'è la mia mamma che, posso arrivare anche a mezzanotte del giorno mai, mi fa trovare ogni volta la cena più bella di sempre. Oh mamma! <3
I RITI PASQUALI
Partiamo da una premessa: sono cattolica. E anche praticante. Quindi se mi trovate sempre davanti al sagrato della chiesa durante il triduo pasquale è soprattutto per questo motivo. C'è anche un detto però che dice: paese che vai, usanze che trovi. E ogni paesello ha le sue tradizioni legate ai momenti topici dell'anno. E ovviamente la Pasqua non fa eccezione. E io ci sono affezionata, lo ammetto, non riesco proprio a farne a meno. Sento che fanno parte di me, e io in parte faccio parte di tutto questo. Questo miscuglio di sacro e profano, metafisico e finito, silenzio e confusione, mi appartengono, fanno da casa ad una parte dei miei ricordi. E ancora non so fino a quando riuscirò ad essere qui per vedere la processione dei misteri del venerdì santo, ma ogni volta che mi riuscirà saprò che sarò riuscita a mettere un mattoncino a quel luogo della mente che chiamerò sempre casa.
(Lo so, era nato come post ironico e con questo punto sfociamo nel romantico. Scusate il picco glicemico, adesso torniamo nei ranghi).
SEDUTE DI AGGIORNAMENTO/TERZO GRADO
Il tempo è fugace e i giorni sono pochi, tecnicamente ci sarebbe anche da studiare, ma non si può proprio rinunciare agli aperitivi con gli amici per aggiornarsi riguardo argomenti molto importanti, quali:
-coppie nate/scoppiate;
-gente incinta;
-gente che si sposa (vi giuro che a 23 anni succede anche questo);
-litigi da far invidia a uomini e donne;
-corna.
Ma se questi sono gli incontri più proficui e divertenti, che ti vedono spettatore degli affaracci altrui, c'è anche l'altra faccia della medaglia, ovvero quando il protagonista della conversazione sei TU!
"e quindi ti laurei?"
"e quindi state ancora insieme?"
"e quindi poi vi sposate?" (?)
"ma quindi dopo andate a convivere?" (!!!!!!!!!!!!)
"ma che sei ingrassata/dimagrita?" (!?! °°°***!!!?!?!)
Se tutto questo succede per mano di un amico è un conto, quando invece l'intervista parte da un parente sono guai.
LE GIOIE DELLA TAVOLA
O forse avrei dovuto scrivere "la gioia delle tavole", perchè io ho l'impressione che il cibo in questi giorni abbia il magico potere di autocrearsi e non estinguersi mai. Per una pastiera che regali te ne tornano indietro altre tre, per un capretto che lasci cuocere ne trovi un altro che pascola ancora sotto il tavolo della cucina vivo. E io ormai non ho più la capienza di stomaco che avevo una volta: adesso con tre cannelloni ho riempito lo spazio a disposizione per il cibo.
E poi c'è il giorno di pasquetta, quel giorno felice in cui la nonna prepara le lasagne. Non quelle alla bolognese però. Perchè l'opinione di mia nonna sulle lasagne alla bolognese è che sono troppo vuote. le lasagne calabresi non posso essere con "solo" besciamella e ragù. Dentro 20 strati di sfoglia troverete le polpettine, la salsiccia e... le uova sode. E vi dirò: ci stanno benissimo. E quando non ha contorni a disposizione ci infila dentro pure le olive. Ovviamente non la digerirete mai, però le feste sono anche il momento di massimo splendore per i digestivi e le tisane drenanti.
CIO' CHE A PASQUA NON MANCA MAI
-la pioggia di pasquetta;
- la braciolata bagnata;
-jesus christ superstar/Gesù di Nazareth di Zeffirelli;
-le cartoline divertenti che ti arrivano su whatsapp;
-mia mamma che mi chiede "un augurio carino da mandare ai suoi amici";
- gli atei di stami****a che loro pasqua non la festeggiano però a mezzogiorno si siedono a tavola, sacrificano gli agnellini di marzapane e rompono le (pall..) uova.
Sempre vostra

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