GNAM! (Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma)- e vedi che ti mang...vedi
immancabile come la visione dei dati auditel il giorno dopo la finale del Grande fratello (vip), anche questo mese abbiamo un inserto dedicato alla cultura; io e Duci abbiamo visitato per voi la GNAM, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.
Ma come fanno i nostri eroi a farsi un museo al mese, pur essendo squattrinati e senza una lira? Molto furbescamente, noi due sappiamo approfittare da un evento per il quale bisogna fare un grande plauso al ministero dei Beni culturali: ogni prima domenica del mese tutti i musei statali sono gratuiti per tutti, cittadini italiani e stranieri.
E perdersi nel maestoso atrio della GNAM in una domenica uggiosa di novembre è tutto ciò che si potrebbe chiedere.
La scelta tattica è stata perfetta: il museo è così grande che non soffre problemi di sovraccarico: la struttura che ospita la galleria è il Padiglione delle Belle Arti costruito da Cesare Bazzani a Valle Giulia, scelta nel 1911: inizialmente la scelta viene criticata, soprattutto per la sua posizione fuori mano, con il tempo però si dimostra vincente, e ad oggi in quel di Valle Giulia, fra Villa Borghese da un lato e il Museo Etrusco dall'altro, l'originario sogno del "tempio delle arti" voluto da Bazzani sembra compiuto.
La Galleria ospita dei veri capolavori: da molto tempo desideravo ritrovarmi viso a viso con la "psiche svenuta" di Pietro Terani, o ammirare la possanza della monumentale opera di Antonio Canova che raffigura l'ira di Ercole e le sventure di Lica.
Le ninfee rosa di Monet e le tre età della donna di Klimt sono alcune delle opere più famose che la Galleria racchiude, ma al suo interno è possibile ammirare le corse dei cavalli con gli occhi di De Nittis, o inseguire il punto di fuga nel sole dipinto da Giuseppe Pelizza da Volpedo.
Fra un Boccioni e un Mondrian, fra i ritratti di Modigliani e le enormi tele di Giuseppe Aristide Sartorio, se c'è una cosa che davvero è curiosa osservare è la fauna che popola il museo.
Difatti, in tre ore a zonzo per la Galleria, ecco cosa abbiamo visto:
-famiglie con molti bimbi al seguito, età media 6 anni (il che è un dato decisamente positivo, educhiamo i bambini all'arte!);
-giovani future coppie, dove lui sfodera tutte le sue conoscenze in storia dell'arte e lei fa finta di non sapere;
-il radical chic, declinato in tutte le sue forme: quello con il capello sfatto e la barba incolta, il gilet due taglie più grandi, cappelli sgargianti e l'immancabile occhialetto di corno;
-Giapponesi, giapponesi ovunque;
-turisti stranieri (li riconosci dall'abbigliamento: mentre tu sei avvolto da otto sciarpe, loro vanno in giro in bermuda e top);
-studenti dell'accademia delle belle arti;
-uomini con i baffoni a manubrio (neppure Kandinskij avrebbe saputo disegnarli più precisi).
è inutile dire che, di tutte queste, la categoria che mi ha colpito di più è quella dei baffoni, perchè ho temuto, con loro in giro, qualcuno potesse finire a mangiare bambini, una ghiottoneria per i comunisti baffuti, soprattutto perchè senza olio di palma.
La Galleria Nazionale, con i suoi capolavori nascosti e la sua possente struttura, vi aspetta.
Time is out of joint now.

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