un treno, un viaggio, un diario

30/12/2018

ecco,
se potessi scegliere, vorrei vivere e campare raccontando ciò che si può vedere dal finestrino di un treno, un auto, un pullman, durante un viaggio.
ad esempio, vorrei trasportare la gente con gli occhi nei miei occhi e portarli lungo il tratto ferrato che da Paola sale su, fra Praia e Sapri, e poi oltre. 
a Fuscaldo, villette bianche dalle imposte blu a perdita d'occhio, a raccontarti la favola bella di un'estate che non ha fine nè inizio. 

a Belvedere, invidierai tu stesso di non essere casa, così da poter beare le tue radici e fondamenta con un affaccio perenne sul Mediterraneo. Una scritta blu vorrebbe indicarti la presenza del "Lido Cristina" nei paraggi, ma la tua vista viene sfidata dalla fierezza di un isolotto a due passi da te, e del Lido Cristina hai già perso le tracce.  



Intercity diretto a Milano: facce stanche, facce tristi, occhi che nascondo a stento le lacrime della partenza e dell'abbandono, ma a sinistra l'isola di Dino prova a darti conforto: lei resterà qui, non si muove da questo specchio su cui poggia. a Praia il treno si ferma e attende la salita dei passeggeri: io occupo abusivamente un posto finestrino che non è il mio: finchè  non lo reclama nessuno mi godo occhi di mare e sole.
"Signorina, il suo posto è qualche fila più in là"
"Lo so, ma mi faccia sognare ancora un po' di mare": il controllore, convinto, va via. Finchè potrò continuerò ad invocare il mio diritto di avere un posto nella vita vista mare. 
A Sapri saluti le spiagge e ti immergi nelle profondità del Parco del Cilento. il monte del Vallo di Diano è avvolto in una nebbia maestosa come un Monte Olimpo qualunque, proteggendo Marina di Camerota ai miei occhi con malcelata gelosia. 

Siamo ai bordi della controra quando il treno ferma a Pisciotta: qui all'ora di pranzo non si viaggia: rimandiamo i susti e i malipensieri alla controra. 



Ora siedo al posto a me assegnato vista montagna: da qui posso leggere tutti i nomi delle stazioni in cui non ci fermiamo. 

"Non ci siamo mai detti le parole 
Non ci siamo mai detti le parole giuste 
Neanche per sbaglio 
Neanche per sbaglio in silenzio"    

Accanto a me una coppia: Lei lo ama e glielo dice con le lacrime agli occhi, Lui le dice che è tutta troppo, troppi sentimenti. ora Lei dorme fra le sue braccia e Lui la accoglie, mentre guarda un paesaggio in chiaroscuro. Caravaggio vi avrebbe dedicato tutta la sua poesie di luci ed ombre a colori. 

"Sarà, sarà, sarà 
Che ho sempre il Sahara in bocca" 

Fermata fissa a Napoli. Napoli mia, ma chi è il pazzo che passa dai tuoi porti e non si ferma un attimo per respirare la tua essenza? Sale gente carica di capitone e sfogliatelle: il vagone sembra un laboratorio artigianale di una grande pasticceria, con il suo odore di zucchero e canditi. 

A Formia il sole si sta sciogliendo dentro il mare ed il mio viaggio finirà una stazione più in là. Il treno si svuota e si riempie, Lui e Lei sono ancora lì. 




"Ma senza te chi sono io 
Un mucchio di spese impilate 
Un libro in francese che poi non lo so 
Neanche, neanche bene io 
Se devi andare pago io 
Scusa se penso a voce alta "

Lui e Lei hanno fatto la pace: Lei riposa placida sulle sue ginocchia, Lui guarda lontano. Chiudo il mio taccuino, fermo la musica: questo viaggio si chiude qui, ma dentro questo treno lascio viaggi che continuano. 
Vite che non sono la mia.

(questo diario l'ho scritto in cinque ore di treno: condivido qui queste pagine che raccontano storie d'amore, voglia di viaggiare che non sa smettere.)

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