perchè quando una donna cambia il taglio di capelli...

...tranquilli, sta solo partendo per l'erasmus!!
Buona sera a tutti, amici vicini e lontani!
Ebbene sì...
 tutto è compiuto...
   Ho varcato la soglia del parrucchiere. E ci ho dato un taglio.
Ma proprio un taglio netto, della serie che ho rinunciato al solito taglio scalato trito e ritrito per optare invece per un nuovo taglio: taglio pari, scalato in lunghezza.
 "Embè? che sarà mai?" direte voi.
Ed è qui che introduco una grande lezione di vita, perciò maschietti prendete penna e taccuino e appuntatevi tutto, parlerò una sola volta. Quando una donna cambia qualcosa nella propria capigliatura, vuol dire che vuole dare una svolta alla sua vita. Ma proprio seria.
Che dite, un cambio di residenza momentanea in un altro Stato della UE per un anno può bastare???? XD

Il gesto simbolico è stato fatto, ora toccherà fare tutto il resto. E mi sembra che "il resto" che ho ancora da fare abbia la mole del Monte Bianco. A parte le valige che non so neppure dove stanno, sono "le valige del cuore" che ancora non ho cominciato a fare.

Personalmente credevo fosse più facile, o forse non ho il ricordo di quando ho dovuto impacchettare la mia vita e trasferirla dalla Calabria all'Urbe, ma questa volta la valigia degli affetti tarda a riempirsi. E rallenta tutto il resto. Una settimana, fra una settimana sarò già a a Valencia da qualche giorno, e ancora non mi sembra assolutamente vero. Sono qui, sul tavolo in cristallo del mio soggiorno, con l'aria di casa, i profumi familiari che mi rassicurano, fra le voci che conosco, i passi diversi e uguali di chi vive con me. Pochi giorni e cambia tutto, e si stravolge di nuovo tutto.

Ho paura, molta paura, una parte di me crepa dalla paura.

   Poi c'è l'altra parte di me, quella incosciente, quella che invece di pensare si tappa le orecchie e canticchia trallallà e rassicura la parte spaventata di me.
 "non ti preoccupare, non ci pensare, chiudi gli occhi e salta"


Facevo la prima media, ero in un campeggio scout, e ognuno di noi doveva sostenere una prova di coraggio, un gesto simbolico per dimostrarci più forte delle nostre paure. A me fu chiesto di saltare oltre il falò. In alto, oltre il fuoco, il pericolo, la paura del buio. Oltre il falò, mi rassicuravano, qualcuno mi avrebbe acchiappato subito, non mi sarebbe successo nulla, non mi si sarebbero bruciate le scarpe, nè i pantaloni, nulla. Morivo dalla paura di fare una cosa del genere, non lo volevo fare. Ho sentito quella voce dentro di me, ed ho saltato. Non mi sono bruciata le scarpe, nè i pantaloni, nulla. E mi avevano acchiappato subito, "giusto il tempo di farti volare" mi disse il mio capo scout.
Ed ho volato.
E ho volato tante volte in vita mia: ad un altro campeggio, ero già un bel po' grandicella, allacciai l'imbracatura e con le braccia spalancate feci un piccolo tratto appesa ad una corda, per sbattere contro un materasso. Ho volato quando sono partita per il campo di volontariato in Albania. Ho spiccato definitivamente il volo quando sono partita per Roma.
E, alla fine del volo, ho sempre trovato qualcuno con le braccia aperte, pronto a prendermi.

Questa volta non sarà un volo, sarà una migrazione, e non so cosa mi aspetta. Io mi aspetto il meglio.
quando mercoledì salirò sull'aereo, allaccerò le cinture, smetterò di preoccuparmi, smetterò di pensare, chiuderò gli occhi.
E salterò.

Oh belli, ho come l'impressione che il mio prossimo post verrà scritto direttamente in suolo ispanico, perciò non dimenticatevi di me e seguitemi!
Intanto, se voletecogliere  un carattere un po' più estemporaneo di questa esperienza e di me vi aspetto sul mio profilo Instagram: chiara_mente92.
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Buenas noche!

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