Questa è la mia vita, se entri chiedimi il permesso...
Ecco, magari se ieri nel corso della cena avessimo adottato questa teoria forse non ci saremmo trovate mezza Europa in casa. Però diciamolo, le feste universitarie in casa (e in particolare quelle erasmus) sono belle proprio per questo!
Adelante Adelante, raccontiamo tutti i dettagli di questa fantastica serata!
Alle 20:30, ora dell'appuntamento, el piso 14 sulla gran via fernando el catolico era invaso da un ottimo profumo di parmigiana di melanzane preparata dalle due padrone di casa.
Con grande orgoglio io e la Ele abbiamo inaugurato il nostro forno con un signor piatto tipico della cucina italiana.
Non è stato semplice reperire la materia prima (sopratutto le melanzane!!! è stato più semplice trovare il parmigiano!!), ma già prima di metterla in forno quella parmigiana prometteva faville.
E così abbiamo conquistato le papille gustative dei nostri ospiti.
Eravamo all'incirca una ventina di persone e nel nostro appartamento abbiamo ben rappresentato l'Europa. Oltre ad un numero spropositato di italiani le nazioni presenti erano Francia, Germania, Portogallo e Inghilterra. Ma la cosa davvero figa è stato che in tavola c'erano diversi piatti tipici! oltre il piatto forte, campeggiavano sul tavolo la quiche lorraine, polpette con mostarda alla tedesca, vini iberici, birre di ogni tipo, pandori melegatti e wiscky scozzese.
è stata una bolgia, credetemi, soprattutto perchè le sedie erano davvero pochine. Ma è stato bello.
La prima festa organizzata da me, ma ci credete? Mi rendo conto che mostro un entusiasmo spropositato per tutte le "prime volte" che sto sperimentando qui. Ma ho una gioia incontenibile. Come si fa a spiegare cosa vuol dire avere uno spazio tutto proprio, se la maggior parte di voi non ne è mai stato sprovvisto? Io finora di "mio" ho solo avuto una stanzetta con bagno. E basta.
Ho potuto organizzare una festa, fare casino fino a tardi, raccogliere le lattine delle birre e fare colazione con il pandoro rimasto. Per me è tantissimo. Sto avendo per la prima volta qualcosa di mio. Per un anno posso tornare qui e pensare che sono a casa.
Domani torno a Roma. una città che ormai non sento mia, che non riesco a sentire mia, perchè tornarci vuol dire non avere un posto dove andare a stare senza scomodare qualcuno che mi ospiti. E chi mi conosce bene sa quanto mi pesi dover essere di intralcio agli altri. Andrò a dormire in un albergo, perchè non mi va di imporre la mia presenza dove non è gradita. Domani inizio un viaggio che terminerà solo giovedì, quando con papà tornerò nel mio paese, dove mi aspetta la mia famiglia. Passerò questi giorni così, in un posto che ora come ora mi dice poco. Dove per ora nessuno, se non pochissime persone mi hanno detto "ma dai, resta".
sarà starno tornare a Roma, sapendo cosa lascio qui.
Un posto che è mio.
Un posto, una città, una esperienza che sto difendendo con le unghie e con i denti da chi vuole ridurla ad un mero "in erasmus si va solo per sballarsi, la Spagna è il posto di chi vuole scopare".
Questa sera, la mia ultima notte qui del 2013, ho capito il senso di tutto questo. Sono uscita fuori dalle mie sicurezze, dalle mie ansie, da amicizie rese tali solo sulla carta per trovare la mia libertà. Mi sono bastati 4 mesi qui per capire la nuova versione di me che si è creata. Ho preso tutte le mie paure e le ho poste al mio servizio: non sono più loro ad agire su di me, ma io che mi servo di loro per costruire la mia città, le basi della mia sicurezza.
Ieri sera eravamo tante persone diverse, alcuni non si erano mai visti prima fra loro, tutti provenienti dalle realtà più disparate. Abbiamo fatto una piccola rappresentazione del nostro futuro, immersi nella più completa diversità. Già tutti più cresciuti dopo quattro mesi di vita qui. Un po' più internazionali. Molto più grandi.
Adelante Adelante, raccontiamo tutti i dettagli di questa fantastica serata!
Alle 20:30, ora dell'appuntamento, el piso 14 sulla gran via fernando el catolico era invaso da un ottimo profumo di parmigiana di melanzane preparata dalle due padrone di casa.
Con grande orgoglio io e la Ele abbiamo inaugurato il nostro forno con un signor piatto tipico della cucina italiana.
Non è stato semplice reperire la materia prima (sopratutto le melanzane!!! è stato più semplice trovare il parmigiano!!), ma già prima di metterla in forno quella parmigiana prometteva faville.
E così abbiamo conquistato le papille gustative dei nostri ospiti.
Eravamo all'incirca una ventina di persone e nel nostro appartamento abbiamo ben rappresentato l'Europa. Oltre ad un numero spropositato di italiani le nazioni presenti erano Francia, Germania, Portogallo e Inghilterra. Ma la cosa davvero figa è stato che in tavola c'erano diversi piatti tipici! oltre il piatto forte, campeggiavano sul tavolo la quiche lorraine, polpette con mostarda alla tedesca, vini iberici, birre di ogni tipo, pandori melegatti e wiscky scozzese.
è stata una bolgia, credetemi, soprattutto perchè le sedie erano davvero pochine. Ma è stato bello.
La prima festa organizzata da me, ma ci credete? Mi rendo conto che mostro un entusiasmo spropositato per tutte le "prime volte" che sto sperimentando qui. Ma ho una gioia incontenibile. Come si fa a spiegare cosa vuol dire avere uno spazio tutto proprio, se la maggior parte di voi non ne è mai stato sprovvisto? Io finora di "mio" ho solo avuto una stanzetta con bagno. E basta.
Ho potuto organizzare una festa, fare casino fino a tardi, raccogliere le lattine delle birre e fare colazione con il pandoro rimasto. Per me è tantissimo. Sto avendo per la prima volta qualcosa di mio. Per un anno posso tornare qui e pensare che sono a casa.
Domani torno a Roma. una città che ormai non sento mia, che non riesco a sentire mia, perchè tornarci vuol dire non avere un posto dove andare a stare senza scomodare qualcuno che mi ospiti. E chi mi conosce bene sa quanto mi pesi dover essere di intralcio agli altri. Andrò a dormire in un albergo, perchè non mi va di imporre la mia presenza dove non è gradita. Domani inizio un viaggio che terminerà solo giovedì, quando con papà tornerò nel mio paese, dove mi aspetta la mia famiglia. Passerò questi giorni così, in un posto che ora come ora mi dice poco. Dove per ora nessuno, se non pochissime persone mi hanno detto "ma dai, resta".
sarà starno tornare a Roma, sapendo cosa lascio qui.
Un posto che è mio.
Un posto, una città, una esperienza che sto difendendo con le unghie e con i denti da chi vuole ridurla ad un mero "in erasmus si va solo per sballarsi, la Spagna è il posto di chi vuole scopare".
Questa sera, la mia ultima notte qui del 2013, ho capito il senso di tutto questo. Sono uscita fuori dalle mie sicurezze, dalle mie ansie, da amicizie rese tali solo sulla carta per trovare la mia libertà. Mi sono bastati 4 mesi qui per capire la nuova versione di me che si è creata. Ho preso tutte le mie paure e le ho poste al mio servizio: non sono più loro ad agire su di me, ma io che mi servo di loro per costruire la mia città, le basi della mia sicurezza.
Ieri sera eravamo tante persone diverse, alcuni non si erano mai visti prima fra loro, tutti provenienti dalle realtà più disparate. Abbiamo fatto una piccola rappresentazione del nostro futuro, immersi nella più completa diversità. Già tutti più cresciuti dopo quattro mesi di vita qui. Un po' più internazionali. Molto più grandi.

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