la settimana pontina
Dal (niente affatto) fresco soggiorno della mia casetta in Calafrica eccomi qui.
Ho passato il mese di luglio a fare la girandolina in giro per il Lazio, fra un esame verbalizzato e scatoloni scaricati a (500) km di distanza.
Alla fine del mese il Duci ha finito la sessione estiva, ma, dall'alto del nostro panico da sessione e del caldo torrido, non siamo riusciti ad organizzare una vacanza come si deve. Memori di tutto questo ci stiamo già organizzando per qualche progetto futuro, perchè dobbiamo mantenere l'immagine di coppia social, figa e sorridente che infondiamo da qualche anno (progetti per i quali servono soldi, quindi se volete per caso finanziarci sappiate che ogni offerta è ben accetta. In cambio di offerte offriamo preghiere e selfie).
In tutto questo però non abbiamo voluto rinunciare ad una parvenza di vacanza, e quindi Duci mi ha invitato a casa sua, nella Pontinia.
Allora, devo ammettere che ero abbastanza diffidente; insomma, nei cataloghi turistici non la si trova nella categoria "mete ambitissime". Ma siccome sono una persona abbastanza curiosa, ho deciso di dare fiducia alla pianura pontina, e la mia fiducia è stata premiata da quello che ho visto.
Intanto, c'è da dire che ho fatto più giorni di mare in questa settimana che negli ultimi cinque anni di estati calafricane, e rischiate addirittura di non riconoscermi con il mio bel colorito semi marocchino (no ok, marocchino manco pe gnente, più tendente al latte macchiato, ma per me è già un buon inizio).
Per chi non lo sapesse, una parte del litorale di Latina si trova all'interno del parco nazionale del Circeo: ciò vuol dire spiagge SENZA lidi. La spiaggia libera! è la prima volta che nel Lazio vedo una cosa del genere. Acqua abbastanza pulita, passatoie nascoste nel mezzo di una foltissima macchia mediterranea, dune di sabbia alte e levigate, cocco bello cocco fresco, e la splendida Circe che prendeva il sole poco lontano da noi, il cui magico profilo è rimasto per secoli incastonato nel monte Circeo e ben visibile da tutta la pianura.
Ci siamo fatti la nostra movida sulla via dei pub, all'interno del centro storico di Latina, animata soprattutto dalla compagnia di caciaroni degli amici del Duci, gente vispa e sveglia che non sa cosa voglia dire la parola noia.
Ci siamo svegliati di domenica mattina alle undici e ci siamo concessi una colazione-aperitivo in riva al mare; thè freddo e salsedine, arachidi e spuma di mare.
La domenica pomeriggio è fatta per il lago: abbiamo passeggiato lungo le rive del lago costiero di Fogliano, che ha fatto da sfondo anche ad alcune scene del film "Ben Hur", mi sono fatta spiegare perchè sulla riva si trova una casa da caccia in stile inglese (nel XVIII secolo è stata costruita per ospitare le battute di caccia del conte d'Albany e del cardinale di York, perchè cacciare in Inghilterra è bello, ma vuoi mettere la battuta di caccia con vista sulle bufale pontine?).
E poi, siccome la storia di Circe è stato il filo conduttore di tutta la nostra settimana, siamo arrivati nei luoghi in cui è nato il mito di questa bellissima maga: San Felice Circeo.
Il borgo è piccolino e ben tenuto, molto frequentato da turisti, ricalca molto l'immagine dei paesini mediterranei: case bianche, tavolini fuori dai locali, fiori colorati e vista spettacolare assicurata, ma la peculiarità del posto è sicuramente il mare. Dall'alto di San Felice il mare è ovunque, una pennellata di azzurro che rilassa gli occhi e che fa sentire al sicuro. La sabbia è sottilissima, dorata e luccicante, sembra di camminare nell'oro. L'acqua è fresca, cristallina, abbraccia la spiaggia languida e seducente. Siamo arrivati fino al faro di punta Rossa, dove la sabbia lascia il posto ad una scogliera, il mare impazzisce di gelosia e prova e riprova a lambire la terra senza successo. Ponza dorme a portata di occhi da noi, un profumo profondo di gigli di mare arriva ad accarezzare le guance e i capelli. Mi sarebbe piaciuto rimanere lì per sempre, immaginare più e più volte l'incontro fra Ulisse e Circe, sognare la bellezza di lei, la saggezza dei modi di Odisseo. Mi sono chiesta quante navi abbiano trovato la propria rovina su quelle scogliere, quanti amanti hanno visto il tramonto abbracciati, i bambini che sono partiti da quei porti con la fantasia per conquistare terre reali ed immaginarie.
Credo che alla fine le vacanze servano a questo: indipendentemente dal posto in cui si approda, servono a far riposare la mente dal quotidiano e a farci compiere viaggi nel fantastico. Aiutano ad immaginare con maggior nitidezza visi e sguardi di altre storie e di altri racconti. E inevitabilmente cambiano i nostri sguardi, riempiendoli di nuove sfumature e altre storie.
La mia vacanza è finita, mi aspetta un periodo di studio fermo e sereno. E già con la mente ricarico le pile per la prossima meta.
Ho passato il mese di luglio a fare la girandolina in giro per il Lazio, fra un esame verbalizzato e scatoloni scaricati a (500) km di distanza.
Alla fine del mese il Duci ha finito la sessione estiva, ma, dall'alto del nostro panico da sessione e del caldo torrido, non siamo riusciti ad organizzare una vacanza come si deve. Memori di tutto questo ci stiamo già organizzando per qualche progetto futuro, perchè dobbiamo mantenere l'immagine di coppia social, figa e sorridente che infondiamo da qualche anno (progetti per i quali servono soldi, quindi se volete per caso finanziarci sappiate che ogni offerta è ben accetta. In cambio di offerte offriamo preghiere e selfie).
In tutto questo però non abbiamo voluto rinunciare ad una parvenza di vacanza, e quindi Duci mi ha invitato a casa sua, nella Pontinia.
Allora, devo ammettere che ero abbastanza diffidente; insomma, nei cataloghi turistici non la si trova nella categoria "mete ambitissime". Ma siccome sono una persona abbastanza curiosa, ho deciso di dare fiducia alla pianura pontina, e la mia fiducia è stata premiata da quello che ho visto.
Intanto, c'è da dire che ho fatto più giorni di mare in questa settimana che negli ultimi cinque anni di estati calafricane, e rischiate addirittura di non riconoscermi con il mio bel colorito semi marocchino (no ok, marocchino manco pe gnente, più tendente al latte macchiato, ma per me è già un buon inizio).
Per chi non lo sapesse, una parte del litorale di Latina si trova all'interno del parco nazionale del Circeo: ciò vuol dire spiagge SENZA lidi. La spiaggia libera! è la prima volta che nel Lazio vedo una cosa del genere. Acqua abbastanza pulita, passatoie nascoste nel mezzo di una foltissima macchia mediterranea, dune di sabbia alte e levigate, cocco bello cocco fresco, e la splendida Circe che prendeva il sole poco lontano da noi, il cui magico profilo è rimasto per secoli incastonato nel monte Circeo e ben visibile da tutta la pianura.
Ci siamo fatti la nostra movida sulla via dei pub, all'interno del centro storico di Latina, animata soprattutto dalla compagnia di caciaroni degli amici del Duci, gente vispa e sveglia che non sa cosa voglia dire la parola noia.
Ci siamo svegliati di domenica mattina alle undici e ci siamo concessi una colazione-aperitivo in riva al mare; thè freddo e salsedine, arachidi e spuma di mare.
La domenica pomeriggio è fatta per il lago: abbiamo passeggiato lungo le rive del lago costiero di Fogliano, che ha fatto da sfondo anche ad alcune scene del film "Ben Hur", mi sono fatta spiegare perchè sulla riva si trova una casa da caccia in stile inglese (nel XVIII secolo è stata costruita per ospitare le battute di caccia del conte d'Albany e del cardinale di York, perchè cacciare in Inghilterra è bello, ma vuoi mettere la battuta di caccia con vista sulle bufale pontine?).
E poi, siccome la storia di Circe è stato il filo conduttore di tutta la nostra settimana, siamo arrivati nei luoghi in cui è nato il mito di questa bellissima maga: San Felice Circeo.
Il borgo è piccolino e ben tenuto, molto frequentato da turisti, ricalca molto l'immagine dei paesini mediterranei: case bianche, tavolini fuori dai locali, fiori colorati e vista spettacolare assicurata, ma la peculiarità del posto è sicuramente il mare. Dall'alto di San Felice il mare è ovunque, una pennellata di azzurro che rilassa gli occhi e che fa sentire al sicuro. La sabbia è sottilissima, dorata e luccicante, sembra di camminare nell'oro. L'acqua è fresca, cristallina, abbraccia la spiaggia languida e seducente. Siamo arrivati fino al faro di punta Rossa, dove la sabbia lascia il posto ad una scogliera, il mare impazzisce di gelosia e prova e riprova a lambire la terra senza successo. Ponza dorme a portata di occhi da noi, un profumo profondo di gigli di mare arriva ad accarezzare le guance e i capelli. Mi sarebbe piaciuto rimanere lì per sempre, immaginare più e più volte l'incontro fra Ulisse e Circe, sognare la bellezza di lei, la saggezza dei modi di Odisseo. Mi sono chiesta quante navi abbiano trovato la propria rovina su quelle scogliere, quanti amanti hanno visto il tramonto abbracciati, i bambini che sono partiti da quei porti con la fantasia per conquistare terre reali ed immaginarie.
Credo che alla fine le vacanze servano a questo: indipendentemente dal posto in cui si approda, servono a far riposare la mente dal quotidiano e a farci compiere viaggi nel fantastico. Aiutano ad immaginare con maggior nitidezza visi e sguardi di altre storie e di altri racconti. E inevitabilmente cambiano i nostri sguardi, riempiendoli di nuove sfumature e altre storie.
La mia vacanza è finita, mi aspetta un periodo di studio fermo e sereno. E già con la mente ricarico le pile per la prossima meta.

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