DilloConUnLibro: “300 Guerrieri” di Andrea Frediani
Sul
finire delle vacanze estive, avevo voglia di leggere qualcosa di forte:
scartabellando nella mia magica libreria in Calafrica (magica perché mi lamento
sempre di aver letto quasi tutti i libri presenti, per poi accorgermi che ce ne
sono una marea che non ho ancora letto. Credo che quella libreria
molto semplicemente trasformi la materia in lettere e libri) ho trovato un
libro di mia sorella (sempre siano benedette le sorelle! Con loro puoi
scambiare vestiti, scarpe, sciarpe e libri!) comprato ai tempi del liceo,
tornato alla ribalta, allora, con l’uscita dell’omonimo film, “300” per
l’appunto, che vede come protagonista nientepopòdimenoche Gerard Butler.
Io
mi ero sempre ripromessa di leggerlo, e alla fine ho colto la palla al balzo e,
fra un colloquio di lavoro e l’altro, ho iniziato a leggerlo.
Il
caso ha voluto, in seguito, che, mentre mi apprestavo a leggerlo, trovassi in
giro la candidatura per partecipare al mio primo erasmus plus a 40 km da Atene,
a Megara, proprio di fronte l’isola di Salamina, un pugno di terra buttato in
acqua diventato celebre proprio durante la seconda guerra persiana.
La
storia la conoscete tutti (su questo blog non sono ammesse lacune storiche!):
le città greche si alleano contro il nemico comune, Serse, per impedire
l’avanzata persiana nella penisola ellenica. Mentre Atene organizza la
battaglia navale, Sparta invia un contingente di 300 soldati, guidati dal
carismatico re Leonida, per bloccare i Persiani alle Termopili, una stretta
insenatura che impedisce all'enorme esercito straniero di schierarsi
completamente. Come la storia ci ha insegnato, di quei 300 soldati, solo uno
tornerà a Sparta; Aristodemo, accusato di codardia, e per questo disprezzato in
patria.
No,
non credo di avervi fatto uno spoiler, se siete stati attenti durante le ore di
storia sapevate già come sarebbe andata a finire, di conseguenza non è
possibile esprimere giudizi sulla trama poiché, ahimè, sapevamo già che sarebbe
finita così.
Concentriamoci
allora sullo stile di Frediani e il ritmo narrativo. Premessa necessaria: siamo
di fronte ad un romanzo storico: questo vuol dire che, spesso, la storia, i
dialoghi e tutti quegli elementi che danno forma ad un romanzo normale, in
questo caso sono influenzati da una trama già segnata e da personaggi già
disegnati. Questo dettaglio può essere un limite o un pregio, dipende dalla
bravura di chi scrive; ammetto che le prime settanta pagine circa mi sono un
po’ pesate, ma quando poi lo scontro entra nel vivo non sono riuscita a
staccarmi dal libro. Battaglie descritte perfettamente, nei minimi dettagli,
con una potenza evocativa notevole. L’unico neo, per me, è la storyline di
Gorgo, regina di Sparta e moglie di Leonida: le cronache dell’epoca ci dicono
poco di lei, se non che fosse una perfetta regina spartiata, con sani principi
morali e intelligentissima. Nel romanzo di Frediani, invece, lei è il motore
che spinge il protagonista, Aristodemo, ad allontanarsi dai principi morali di
Sparta e ad odiare il suo re. Insomma, questa cosa proprio non l’ho digerita:
non si è capito perché, all’interno di un romanzo storico, l’unico personaggio
femminile di tutta la storia deve essere una stronza infame senza precedenti;
scusate, ma sono femminista fino al midollo.
Detto
ciò, la vita come me è stata molto generosa: le ultime pagine di questo romanzo
sono scivolate via durante un volo sopra la Grecia, mentre Atene, Salamina,
Corinto e Corfù prendevano il sole sotto le ali del mio aereo. È stato uno dei
momenti di grazia dell'anno da poco passato.
Titolo:
300 guerrieri
Autore:
Andrea Frediani
Editore:
Newton & Compton
Pagine:
384
Prezzo:
6,90 €

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