La lista della spesa ai tempi di whatsapp
Anche quest'anno è arrivata la Santa Pasqua e tutte le sorelle C. sono riuscite a tornare all'ovile per ripercorrere la mistica Via Crucis della festa comandata a casa.
Ognuna di noi ha un compito specifico nello schema di battaglia di una festa: La mitica Lu è l'addetta alle cucine, Cecì e Tetà alle pulizie generali, io invece sono la soldatina in trasferta: a me tocca LASPESA. Da scrivere tutto attaccato perchè non è da intendersi come un momento inanimato nell'arco della quotidiana esistenza, bensì come un passaggio obbligato della vita in cui scontare tutti i peccati terreni e alieni (se mai ne fate anche fuori dai confini del globo terracqueo; io per esempio odio gli alieni, odio i film sugli alieni e la letteratura sugli alieni, quindi questo odio mi sembra un peccato che va al di là dell'atmosfera terrestre).
Tanto tempo fa, in una ridente landa chiamata Calafrica, un mese prima dell'appropinquarsi di un giorno di festa, la mater familias iniziava a sfogliare il ricettario mentale delle antiche ricette ed a stilare la lista degli ingredienti occorrenti: latte e zucchero a pioggia per iniziare a preparare dolci (ogni brava cuoca sa: i dolci è bene farli prima perchè la lavorazione è lunga), fontanelle di farina e uova innalzate su ogni piano d'appoggio di cui la casa dispone, pasta fresca, di ogni forma e consistenza, stesa nei balconi di casa dopo aver consultato l'oracolo per individuare l'esposizione solare propizia per far asciugare la pasta fresca.
Nell'approssimarsi della festa, qualche anno fa, avreste trovato mio padre e me, con gli occhi sbarrati e persi nei corridoi di settordicimila supermercati con in mano liste della spesa arrotolati tipo papiro che a srotolarla tutta si finiva come lo spot dei Rotoloni Regina: non finiva mai. La carta però è un materiale troppo fragile se usato in ambienti aggressivi tipo il banco salumi il 23 Dicembre, e infatti l'anno scorso ci siamo trovati io e mio padre con una lista fracica perchè finita in un maledetto sottovaso di una pianta in vendita:siamo finiti a stendere la lista per tutta la lunghezza del carrello, adagiata fra porri e panettoni, nella speranza che si asciugasse.
E a leggere "manna" invece che "panna" con me che cercavo su wikipedia se esistesse in natura dell'altra manna oltre a quella di biblica conoscenza.
Visti questi possibili intoppi, anche la cucina, istituto secolare più secolare di tutte le religioni monoteistiche messe insieme, è stata costretta a modernizzarsi ed a tenere il passo di questa società in continua evoluzione: da questa esigenza è nata la lista della spesa su whatsapp.
IL MALE ASSOLUTO
più male assoluto di spotify che a tradimento si disconnette perchè ti salta la linea internet di casa (come me in questo momento, senza linea wi-fi per colpa di quella ciotazza di mia sorella che ha staccato il router. Ma come si fa. Ho il concerto dei THEGIORNALISTI fra meno di un mese e devo sapere le canzoni a memoria.)
Insomma, l'approvvigionamento delle libagioni dicevamo.
è sabato santo e tua madre non sa neanche cosa cucinare per il pranzo di Pasqua, alle cinque decidi di sfidare la sorte e ti lanci nel buio del traffico e dei corridoi di un supermarket.
Tu sei in macchina e, mentre la macchina parte a tutta velocità la senti urlare alla finestra "vi scrivo le cose su whatsapp strada facendo!"
PERCHE' HO CEDUTO A TUTTO QUESTO???? Perchè ho pensato, o dissennata, che così avremmo accorciato i tempi. Arrivo nel postribolo dei peccati di gola, intanto sento il cellulare suonare come un clacson impazzito. Appena arrivata mi fiondo verso il luogo del non ritorno- il reparto salumeria. prendo il numero: due milioni. Ah bene, stanno servendo il numero 5, pensavo peggio. Sicuro riesco a prendere un'ombra di ricotta pagata a cara prezzo, otto miliardi del monopoly.
Reparto frutta e verdura: una tonnellata di melanzane, zucchine a non finire, pomodori (quelli sempre vanno presi, anche se non sono in lista, perchè la loro assenza potrebbe essere un trucco architettato dal demonio delle compagnie telefoniche che fa venire meno la linea nel momento del bisogno).
E la sfoglia per la lasagna?
Ma la panna quella fresca?
Ma da bere?
Papà, ma ci sono già due kg di macinato in frigo, perchè ne prendi ancora?
Scappa al banco salumi, finalmente sono al numero 1.999.999!
E intanto cerchi di guidare il carrello mentre hai il cellulare in mano grande come una padella, guidare, perchè i carrelli sono peggio della panda 4x4 senza servosterzo, e convergono sempre verso lo scaffale del vino. Tu sei al banco del pane, ma tua madre si ricorda che ti serve il prezzemolo, e quindi si torna indietro come accadeva nel gioco dell'oca.
E ovviamente peschi anche la carta imprevisto, perchè è il giorno prima di pasqua e devi anche prendere le uova di pasqua a tutti i tuoi cugini, che sono così tanti, ma così tanti, che ogni anno le fabbriche dolciarie e i dentisti della zona ti fanno gli auguri, perchè con tutti i soldi che gli dai ogni anno loro sono riusciti a pagarsi il mutuo della prima, della seconda e pure della terza casa.
Strano ma vero, forse hai preso tutto, la fila alla cassa è più lunga del casello di Roncobilaccio il 14 di agosto, ma ce la farai, ce l'hai sempre fatta, la nonna di 48 nipoti con 96 uova sul rullo riuscirà a liberare la cassa prima che esali l'ultimo respiro.
E poi ti chiama LEI, tua sorella, che ti chiede di comprare il dado vegetale quando hai già disposto tutto sul rullo. Tu cerchi di fare il più in fretta possibile, ma il tempo di tornare e chi era in fila dietro di te con giusto una ventina di cose in mano ha preso il tuo posto perchè "signorina, lei non veniva e quindi...!"
Poi certo, quando ti siedi al tavolo della festa dimentichi tutto, i piedi pestati da carrelli impazziti e bambini esagitati che giocano a fare popypopy con il tuo sedere (#truestory), quando si è felici e con le persone giuste passa la stanchezza.
Tranne il freddo nelle ossa del banco latticini, quello ti rimane addosso per tutta la settimana.
Ognuna di noi ha un compito specifico nello schema di battaglia di una festa: La mitica Lu è l'addetta alle cucine, Cecì e Tetà alle pulizie generali, io invece sono la soldatina in trasferta: a me tocca LASPESA. Da scrivere tutto attaccato perchè non è da intendersi come un momento inanimato nell'arco della quotidiana esistenza, bensì come un passaggio obbligato della vita in cui scontare tutti i peccati terreni e alieni (se mai ne fate anche fuori dai confini del globo terracqueo; io per esempio odio gli alieni, odio i film sugli alieni e la letteratura sugli alieni, quindi questo odio mi sembra un peccato che va al di là dell'atmosfera terrestre).
Tanto tempo fa, in una ridente landa chiamata Calafrica, un mese prima dell'appropinquarsi di un giorno di festa, la mater familias iniziava a sfogliare il ricettario mentale delle antiche ricette ed a stilare la lista degli ingredienti occorrenti: latte e zucchero a pioggia per iniziare a preparare dolci (ogni brava cuoca sa: i dolci è bene farli prima perchè la lavorazione è lunga), fontanelle di farina e uova innalzate su ogni piano d'appoggio di cui la casa dispone, pasta fresca, di ogni forma e consistenza, stesa nei balconi di casa dopo aver consultato l'oracolo per individuare l'esposizione solare propizia per far asciugare la pasta fresca.
Nell'approssimarsi della festa, qualche anno fa, avreste trovato mio padre e me, con gli occhi sbarrati e persi nei corridoi di settordicimila supermercati con in mano liste della spesa arrotolati tipo papiro che a srotolarla tutta si finiva come lo spot dei Rotoloni Regina: non finiva mai. La carta però è un materiale troppo fragile se usato in ambienti aggressivi tipo il banco salumi il 23 Dicembre, e infatti l'anno scorso ci siamo trovati io e mio padre con una lista fracica perchè finita in un maledetto sottovaso di una pianta in vendita:siamo finiti a stendere la lista per tutta la lunghezza del carrello, adagiata fra porri e panettoni, nella speranza che si asciugasse.
E a leggere "manna" invece che "panna" con me che cercavo su wikipedia se esistesse in natura dell'altra manna oltre a quella di biblica conoscenza.
Visti questi possibili intoppi, anche la cucina, istituto secolare più secolare di tutte le religioni monoteistiche messe insieme, è stata costretta a modernizzarsi ed a tenere il passo di questa società in continua evoluzione: da questa esigenza è nata la lista della spesa su whatsapp.
IL MALE ASSOLUTO
più male assoluto di spotify che a tradimento si disconnette perchè ti salta la linea internet di casa (come me in questo momento, senza linea wi-fi per colpa di quella ciotazza di mia sorella che ha staccato il router. Ma come si fa. Ho il concerto dei THEGIORNALISTI fra meno di un mese e devo sapere le canzoni a memoria.)
Insomma, l'approvvigionamento delle libagioni dicevamo.
è sabato santo e tua madre non sa neanche cosa cucinare per il pranzo di Pasqua, alle cinque decidi di sfidare la sorte e ti lanci nel buio del traffico e dei corridoi di un supermarket.
Tu sei in macchina e, mentre la macchina parte a tutta velocità la senti urlare alla finestra "vi scrivo le cose su whatsapp strada facendo!"
PERCHE' HO CEDUTO A TUTTO QUESTO???? Perchè ho pensato, o dissennata, che così avremmo accorciato i tempi. Arrivo nel postribolo dei peccati di gola, intanto sento il cellulare suonare come un clacson impazzito. Appena arrivata mi fiondo verso il luogo del non ritorno- il reparto salumeria. prendo il numero: due milioni. Ah bene, stanno servendo il numero 5, pensavo peggio. Sicuro riesco a prendere un'ombra di ricotta pagata a cara prezzo, otto miliardi del monopoly.
Reparto frutta e verdura: una tonnellata di melanzane, zucchine a non finire, pomodori (quelli sempre vanno presi, anche se non sono in lista, perchè la loro assenza potrebbe essere un trucco architettato dal demonio delle compagnie telefoniche che fa venire meno la linea nel momento del bisogno).
E la sfoglia per la lasagna?
Ma la panna quella fresca?
Ma da bere?
Papà, ma ci sono già due kg di macinato in frigo, perchè ne prendi ancora?
Scappa al banco salumi, finalmente sono al numero 1.999.999!
E intanto cerchi di guidare il carrello mentre hai il cellulare in mano grande come una padella, guidare, perchè i carrelli sono peggio della panda 4x4 senza servosterzo, e convergono sempre verso lo scaffale del vino. Tu sei al banco del pane, ma tua madre si ricorda che ti serve il prezzemolo, e quindi si torna indietro come accadeva nel gioco dell'oca.
E ovviamente peschi anche la carta imprevisto, perchè è il giorno prima di pasqua e devi anche prendere le uova di pasqua a tutti i tuoi cugini, che sono così tanti, ma così tanti, che ogni anno le fabbriche dolciarie e i dentisti della zona ti fanno gli auguri, perchè con tutti i soldi che gli dai ogni anno loro sono riusciti a pagarsi il mutuo della prima, della seconda e pure della terza casa.
Strano ma vero, forse hai preso tutto, la fila alla cassa è più lunga del casello di Roncobilaccio il 14 di agosto, ma ce la farai, ce l'hai sempre fatta, la nonna di 48 nipoti con 96 uova sul rullo riuscirà a liberare la cassa prima che esali l'ultimo respiro.
E poi ti chiama LEI, tua sorella, che ti chiede di comprare il dado vegetale quando hai già disposto tutto sul rullo. Tu cerchi di fare il più in fretta possibile, ma il tempo di tornare e chi era in fila dietro di te con giusto una ventina di cose in mano ha preso il tuo posto perchè "signorina, lei non veniva e quindi...!"
Poi certo, quando ti siedi al tavolo della festa dimentichi tutto, i piedi pestati da carrelli impazziti e bambini esagitati che giocano a fare popypopy con il tuo sedere (#truestory), quando si è felici e con le persone giuste passa la stanchezza.
Tranne il freddo nelle ossa del banco latticini, quello ti rimane addosso per tutta la settimana.

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