Il Dizionario delle Cose Perdute 2.0: San Valentino ai tempi del liceo

Buongiorno lettori coraggiosi del blog, e buon San Valentino!
Vi dirò, questa mattina, quando finalmente mi sono resa conto di avere una marea di tempo a disposizione per aver rispettato una scadenza lavorativa con ben due giorni d'anticipo, ho scartabellato nella mia agenda "appunti per il blog" per trovare del materiale per il post di questa settimana (non è vero, è tutto finto, la scadenza del 15 l'ho rispettata, ma ne ho un'altra l'8 marzo, e poi il 6 aprile e poi il 26: mamma vienimi a prendere, voglio fare la beby penzionata indinihataaaa).
La scelta era ricaduta sulla rubrica "Il dizionario delle cose perdute 2.0" perchè è da una vita che non la porto avanti, ho tantissimo materiale e soprattutto perchè sono ricaduta nel loop De Andrè-Guccini-Dalla (come se ne fossi mai uscita...) e volevo scrivere un pezzo sui giornaletti che hanno accompagnato la mia infanzia, da il giornale di "Barbara" al "Cioè" e la sua posta del <3.

Poi però, mi sono ricordata che, oramai, è diventata prassi consolidata su questo blog dedicare alla ricorrenza della festa degli innamorati un suo spazio: ad esempio, due anni fa si parlava di future convivenze da incubo e della preparazione di un pasto commestibile a quattro mani, mentre l'anno scorso ho deciso di umiliarmi ai vostri occhi rapportandovi con fedeltà il mio pomeriggio in cucina a sfornare baci perugina fatti con le mie manine.
E quindi, anche quest'anno parliamo di San Valentino, ma forse è il caso di non parlare più dei miei disastri in cucina, visto che una volta sono riuscita persino ad incendiarla, ma parleremo dei miei disastri amorosi.

Come si comportava Chiara al liceo in occasione di San Valentino secondo voi?
Maria ovviamente sa già la risposta (ma d'altra parte, cosa non sa lei?) ed ha deciso di dirlo anche a voi: con ACIDITA'. 
Ovviamente ero acida e depressa per un motivo molto semplice: non me se filava nessuno. Magari qui c'è qualcuno che non lo sa, ma l'Ing. è qui su questi schermi da circa sette anni, ciò dimostra che buona parte della mia vita ho dovuto affrontarla senza di lui. Ciò faceva sì che io affrontassi la mia vita da adolescente così


A 15 anni bevevo decisamente meno di Bridget, ma in compenso avevo gli stessi pigiami, la stessa voglia di cioccolata, le stesse ciccette sballonzolanti e la stessa voglia di vivere. E il giorno di San Valentino la situazione era tragica: la scuola si trasformava in una immensa fioriera. Rose rosse, lilium, margherite, gerbere, tulipani, la qualunque. 
Che te serviva, una rosa blu? C'è.
Un bonsai del XIV secolo? C'è.
Un raro innesco fra un albero d'ulivo, fiori d'arancio e glicine? Se sposti la bidella trovi pure quello.

A rendere il tutto ancora più drammatico era la politica scolastica adottata dal mio liceo: ogni San Valentino il preside tuonava: "Fiori in classe? NIET!"
E per quale motivo, vi chiederete? Per non mettere in imbarazzo chi invece fiori non ne riceveva. Caro preside di allora, ma non ti hanno mai insegnato che la compassione rende ancora più acida una adolescente????????? 
Che poi l'effetto imbarazzo si riproduceva comunque, perchè durante l'intervallo TUTTE correvano nella maledetta portineria a controllare che i loro orsottipotty avessero fatto arrivare il floreale dono. E io, che oltre ad essere masochista ero pure scema, le accompagnavo, perchè "sia mai non c'è qualche ammiratore segreto". No Chiara, nessun pazzo spende 30 euro di rose per farti una sorpresa segreta, tantomeno a 15 anni che sei più squattrinato di paperino. Quindi tornavo in classe a mani vuote, mentre ogni anno mi chiedevo perchè non mi fossi spedita una rosa di carta da sola o un bgliettino fatto a mano come in "New girl", stagione 7


Non l'ho mai fatto perchè ero sì sfigata, ma non fino a questo punto. Jess, sei la mia gemella americana, ma grazie al cielo avevo la vicinanza di mia mamma e della sua cucina che costituivano un valido rimedio contro le intossicazioni amorose (meno valido per le mie sballonzolanti ciccette, ma va beh, in qualche modo si deve pur vivere). 

Ammetto però che non è sempre andata così: per addirittura due anni di fila  ho ricevuto dei fiori a San Valentino, e addirittura una proposta di frequentazione, da un mio compagno di classe. Stellina, mi fece trovare un mazzolino bellissimo di fiori di campo, con un bigliettino stracarico di parole. Io gli dissi "Grazieeeeeee!" e buttai il biglietto in cartella, ma dopo qualche minuto una mia compagna di classe mi prese in disparte per farmi capire che quei fiori e quel biglietto non volevano dire "Sei una ragazzetta in gamba patpat", ma "ti vuoi mettere con me? Croce sul sì o croce sul no". 
Sì, ero ritardata fino a questi livelli, ma in mia difesa voglio dire che la sua scrittura non era proprio chiarissima. Alla fine gli ho detto di no, quindi tutto sommato penso che il peggior San Valentino lo abbia passato lui.
E anche l'anno dopo per lui non deve essere stato proprio uno spasso (perlomeno da un punto di vista economico) visto che mi regalò altri fiori per chiedermi scusa se l'anno prima aveva osato chiedermi di frequentarci. Perchè per un anno intero non l'ho proprio trattato con misericordia, e alla sua proposta dell'anno prima gli avevo più o meno risposto così 
Perciò, non c'è da stupirsi se per i tre anni successivi non mi si è avvicinato nessuno. 

E per scongiurare ogni pericolo, con l'Ing. non abbiamo festeggiato San Valentino per cinque anni, per poterci sincerare (entrambi) che fossi diventata tutto sommato addomesticata e capace di affrontare l'eccesso di zucchero che la gente riversa per strada, nei ristoranti, sui social, in questa ricorrenza. 
Sette anni di terapia amorosa e sono diventata una ragazza rispettabile che addirittura prova a fare i baci perugina, perciò dalla mia storia c'è solo da imparare: se la persona che avete di fronte è quella giusta riuscirete a calibrare con una certa destrezza i momenti di acidità e quelli a rischio trigliceridi, fino ad ottenere dei valori sanguigni ottimali e non dover ricorrere al Danacol!

Non fate come ha fatto la sottoscritta per buona parte della sua vita: amate, sempre <3  


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