Se cucino non aver paura: Chiara vs tarte au chocolat

Succede anche a voi che, dopo settimane di lavoro intenso, vogliate sublimare la vostra condizione di lavoratore/trice e sentirvi eccelsi in un'arte che non vi appartiene?
Ecco, a me sì: infatti almeno una volta ogni due mesi mi viene voglia di sperimentare in cucina. Che poi, io mi faccio tenerezza da sola: ogni volta penso di essere capace a cucinare, peggio, penso di essere capace di sfornare un buon dolce, ma magicamente mi viene uno schifo. Ma io dimentico facilmente i miei insuccessi, e quindi ci riprovo di nuovo, da brava brocca qual sono.
E quindi:
- dopo aver provato a fare la torta mascarpone e nutella con una pozza di burro al centro perchè non lo avevo amalgamato bene;
- dopo aver provato a fare la torta allo yogurt girando la torta nello stampo per farla cuocere anche sotto (con tutto l'impasto, ancora crudo, rimasto attaccato allo stampo);
decido bene di fare la tarte au chocolat fondant.
Io che non riesco neanche a far uscire il buco alla ciambella neppure con lo stampo giusto. Vabbene. La foto (e la ricetta) sono di chiarapassion, la quale, già nel titolo della pagina, mi promette una tarte au chocolat "facile e veloce". E io decido di fidarmi.

Questa volta decido di non fare neppure un errore e compro esattamente gli ingredienti predisposti (tranne i lamponi, perchè io ho un brutto ricordo dei lamponi, ma di questo ne parleremo un'altra volta).

Sulla pagina trovo sia la ricetta della frolla che della ganache al cioccolato: abbandono la ricetta della frolla tramandatami da mamma (#perdonamimadrepormiricettaloca) e seguo quella presente sul blog. La prima riga dice così:

" Preparate la frolla lavorando, meglio se con un robot,il burro con lo zucchero a velo".

Io a malapena a casa ho un mestolo, ti pare che ho un robot? Ma poi dove sta la fatica di impastare la frolla a mano? Il sudore della fronte che si fonde con il burro? Solo io sento le urla di dolore delle nonne delle generazioni passate quando sentono "impastare con il robot"? No cari miei, niente robot in questa cucina, al limite le fruste elettriche.
Che povera idiota. Ma come si fa a concepire zucchero a velo e fruste elettriche nello stesso pensiero? Non appena ho azionato le fruste ho visto tutto bianco. Capelli, lavello, pareti, maglia, pantalone, mutande, bagno, portone del palazzo... tutti imbiancato di zucchero a velo. Capisco che non è quello il giusto approccio, e quindi decido di unire subito l'uovo e sti cazzi, almeno così non resto cecata del tutto, e devo dire che l'escamotage funziona.
Abbandonate le fruste elettriche invoco lo spirito di tutte le sfogline degli anni passati, presenti e futuri e impasto a mano. Stendo l'impasto a mano (non avendo il mattarello ricorro all'ausilio di un bicchiere), pongo la frolla nel contenitore e leggo il seguito della ricetta

"Bucherellate la frolla, copritela con carta forno, mettete dei pesi (legumi) e procedete con la cottura in bianco della frolla"

Il mio (stupido) pensiero:" SEEEEEEE, mica la mia frolla cresce, già è tanto se sta tutta unita, figurarsi!".
Vi assicuro che persino quella stronza della mia frolla è cresciuta.
PANICO
DISPERAZIONE
STATUS DI MORTE APPARENTE (mia, della frolla, di tutte le stoviglie sporche nel lavello).
E mo come la recupero?
Prima che fosse troppo tardi acchiappo la frolla dal forno, ci verso sopra un chilo di lenticchie rosse e la rispedisco in forno.

Mentre per venti minuti la cucina si riempie di un buon odore di burro, scorza di limone e...lenticchie, mi dedico alla preparazione della ganache.

"Tritate il cioccolato con un coltello e mettetelo in una ciotola"
Una operazione che sembrerebbe essere semplice persino per me, se non fosse che il cioccolato che ho a disposizione è un enorme blocco di cioccolato fondente. Nella scala di Mohs, criterio empirico con cui si valuta la durezza dei materiali, il cioccolato fondente della marca "Emilia" si colloca alla posizione 11, addirittura sopra il diamante. Pertanto provo a scalfire un po' il blocco con il tritatutto. L'unica cosa che si rompe è il tritatutto. Bene, ancora non l'ho detto a mia mamma, se qualcuno ha delle scuse da suggerirmi gliene sarei grata. Grazie al cielo quel cioccolato granitico, se non si taglia, almeno si fonde, grazie alla panna fresca e latte che ho messo a bollire.
ADDIO CIOCCOLATO, FINALMENTE TI HO BATTUTO!
Aggiungo un uovo appena sbattuto e un cucchiaio di miele (facciamo due) e la mia ganache ha un aspetto tutto sommato buono. Oddio, forse più che buono decente.

Estraggo la frolla degli orrori dal forno, ci verso sopra la ganache e spedisco il tutto nuovamente dal forno per 15 minuti, mentre mi dedico a pulire tracce di zucchero a velo dal lampadario della cucina.

Strano, ma vero, alla fine il risultato è il seguente



In tutta sincerità, ammetto di essere stupita anche io di essere stata capace di aver fatto una cosa del genere, e ancor più stupiti sono stati i miei amici nel vedere le foto e le mie sorelle che l'hanno assaggiata e se ne sono innamorate. 

Che dire? Uno su mille ce la fa! Nonostante le mie lamentele anche io sono capace di cucinare un dolce non solo commestibile, ma anche buono! Grazie Chiarapassion per la ricetta, solo un consiglio: pensa anche a delle ricette per delle totali impedite come me! :D 


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