DilloConUnLibro: "Il quadro mai dipinto" di Massimo Bisotti

Ok, sedetevi comodi, portate con voi dei generi di conforto per sostenervi nel corso della lettura di questo post; una bottiglia d'acqua fresca, del cioccolato, un ventilatore puntato in faccia, perchè oggi parleremo di un libro BRUTTO. anzi, BRUTTISSIMO. 

Come forse qualcuno saprà, sono una lettrice onnivora: spazio dalla lettura (in contemporanea) di classici e graphic novel, ultime uscite e saggi sulla religione. Pertanto ho un "palato letterario" abituato a tutti i gusti, con i limiti che questa mia natura comporta, ovvero incontrare anche letture che, vuoi per buchi narrativi, vuoi per uno stile poco convincente, non mi convincano pienamente o non mi convincano affatto. Nonostante ciò, non sempre (a dire il vero quasi mai) recensisco i libri che non mi sono piaciuti, perchè sono consapevole del fatto che la lettura ha una forte portata soggettiva e non mi piace dover parlar male del lavoro degli altri, in questo caso di uno scrittore, perchè è comunque un lavoro svolto ed eseguito al massimo, spero, delle sue possibilità. 

Massimo Bisotti però mi spinge a venire meno a questo mio precetto, perchè il libro è incredibilmente brutto e io ho bisogno di fare pubblica ammenda per aver perso tempo dietro ad un "romanzo" del genere, ma soprattutto devo confessare il primo pensiero che ho avuto dopo aver (finalmente) concluso la lettura: quando pensi che, narrativamente parlando, non ci sia niente di peggio di Federico Moccia e Fabio Volo, ecco che arriva Massimo Bisotti a rubare questo infelice primato. 

Andiamo in successione logica: partiamo dalla trama. Patrick è un professore di arte che si trasferisce da Roma a Venezia causa una storia d'amore finita male: durante il volo sbatte la testa e cade. Questo triste (per noi lettori) evento causa in lui delle amnesie: ha bisogno di ricostruire il motivo del suo trasferimento a Venezia, costringendo anche noi lettori a stargli appresso. Cominciamo da questo primo episodio per evidenziare gli enormi buchi narrativi presenti nella trama: durante un volo della durata di 1 ora e 5 minuti (fonte: Alitalia) il nostro protagonista, nel bel mezzo di una turbolenza, si alza dal suo posto (cosa severamente vietata anche se soffri di incontinenza dichiarata da certificato medico), entra in bagno, sbatte la testa alla porta (???) e cade. L'impossibilità dell'episodio è data da una serie di elementi: 
1) l'impossibilità ad alzarsi dal proprio posto durante una turbolenza (cosa già detta)
2) la grandezza dei bagni all'interno di un'aeromobile: persino io che sono alta un metro e un sospiro non riuscirei a cadere per lungo lì dentro;  
3) il sistema di apertura delle porte in luoghi ad alta affluenza di pubblico: al fine  di evitare attacchi di panico con conseguente botta il testa (come in questo maldestro episodio), porte ed uscite d'emergenza di aprono sempre verso l'esterno, per facilitare l'uscita (scusate la deformazione professionale, ma quando finisci a fare un tirocinio alla Prefettura di Roma durante il Giubileo della Misericordia impari tutte le regole per evitare situazioni di panico). 
Ma va bene, vogliamo immaginare che, in una situazione di panico generale, qualcosa possa essere sfuggita di mano e quindi Patrick, chevidentemente non sa stare al mondo, casca. Nonostante questo nostro antieroe tragico abbia riportato dei traumi cerebrali di tipo lieve (sui suoi problemi congeniti purtroppo non si può far nulla) non gli fanno neppure una TAC o un accertamento medico di rilievo e lo dimettono, come se si fosse solo sbucciato un dito togliendosi una cuticola all'attaccatura dell'unghia.  


Mi sono permessa di raccontarvi questo episodio perchè, in realtà, la trama è poverissima: le 219 pagine sono composte da pipponi infiniti, lettere (quante lettere!) mai spedite al destinatario ma che il lettore deve necessariamente leggere, flussi di pensiero infiniti che Dostoevskij è un principiante. Ma possiamo non citare gli infiniti dialoghi fra personaggi, meravigliosi concentrati di frasi banali sull'amore? Certo che no!
Questo un dialogo-tipo alla Bisotti maniera: 
Patrick: "perchè hai deciso di aprire questa pensione a Venezia?"
Gestore: "Vieni, ti faccio vedere una cosa..."


Cosa sarà???? una foto dell'inaugurazione? Una piuma di gabbiamo che gli ha indicato il punto esatto in cui aprire l'attività? NO
un foglio con un mega pipponesistenziale sulla vita!
MA OVVIO!


Che lettura difficile ragazzi, queste 200 pagine mi hanno stancata come avessi scalato il monteverest. "Ma- vi chiederete voi- visto che questo libro è composto principalmente da riflessioni sulla vita, di che tenore sono le frasi che scrive?"
Così
"La verità va bevuta tutta d'un sorso, è come una tequila boom boom. Magari dopo stramazzi al suolo ma poi ti riprendi una volta per tutte". 




.....










Una splendida frase, pronta per essere inserita come caption alle vostre foto su instagram in cui fate pazze serate vi immortalate con fare birikino mentre bevete shortini tossici a dueuro.   


e qui ritorniamo a quanto detto sopra: in confronto a questi pensieri profondi, Federico Moccia è un Moderno Manzoni e Fabio Volo è Kant. 
Grazie al cielo non sono sola nel considerare questo libro terribile: su internet le recensioni negative fioccano, da qui la convinzione a scrivere questa recensione, perchè va bene avere rispetto per il lavoro altrui, ma forse Massimo Bisotti dovrebbe davvero cambiare mestiere. 
Nelle recensioni lette molti dicono che la lettura è troppo complessa e consigliano questo romanzo a chi studia filosofia o è un appassionato di filosofia: ho qualche amico che nella materia si barcamena e, a meno che non si tratti di persone cui augurate il peggio nella vita, non regalate agli studenti di filosofia questo romanzo, se vogliamo evitare suicidi di massa. 



L'unica che può dar voce al mio disappunto riguardo questo libro è Michela Murgia: anche Bisotti, come Fabio Volo, non dovrebbe passare per boschi, perchè la Natura Matrigna prima o poi si vendicherà 


Titolo: Il quadro mai dipinto
Autore: Massimo Bisotti
editore: Mondadori
Pagine: 219

Prezzo: 12,75 

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