E nel mare cambiò quella mia vita
Sì, è un periodo in cui mi sento molto Gucciniana, anzi credo che la mia vita sia terribilmente gucciniana, fra Locomotive che passano una volta sola e prese di corsa, Temi di cui parlare, Tanghi da ballare e dispute sopra Cristoforo Colombo con gli spagnoli che cercano di spacciare a tutti i costi per uno di loro (ne avevamo già parlato, vero?)
Nell'ultimo post ci siamo lasciati con le prime migrazioni di studenti Erasmus che abbandonano Valencia perchè il primo semestre si è concluso, e questa settimana ha visto la fine della girandola delle partenze.
Giuro, vi porto tutti con me, come compagni di una prima parte di viaggio emozionante, delicata, fra alti e bassi, sempre incantevole. Ho tutti i vostri nomi stampati nel cuore amici di ogni dove, avete dato un colore a questi mesi invernali che non immaginavo potesse mai avere. Elena, Roberta, Ester, Meike, Marine, Cecile, Helena, Alessandro, Victor, Simona, Tamara, Francesca, Beatrice, Ilaria, Karin, grazie davvero, ad ognuno di voi ho associato un ricordo, una sfida da compiere, una parola spagnola, un momento di panico, tante risate.
E fra tanta gente che parte, c'è anche chi arriva. E chi resta. Noi di giurisprudenza Tor Vergata siamo tutti qui, ben piantati in questo anno di erasmus, pronti a iniziare questo secondo semestre. Domani iniziano davvero i corsi, dico davvero perchè la parola "logica" deve essere stata cancellata dal vocabolario del CEU, perchè gli esami sono terminati il 29, e ovviamente io ero la sfigata di turno che aveva un esame il 29, e le lezioni sono iniziate il 31, un giovedì, ma è inutile dirvi che l'unica lezione iniziata quel giorno è stata solo un vuoto blablabla, giusto per farmi alzare presto inutilmente una mattina. Sarò sincera, non vedo l'ora. Ho voglia di ritornare in gioco: empezamos!
E poi c'è lei, la mia coinquilina d'oltreoceano, la mexicana Lau. Un personaggio! E qui a Valencia da circa una settimana e siamo già finite a guardare insieme la cartina del Messico e a pianificare un viaggio. Ma magari! Le ho promesso che quando avrò tanti soldi la prima cosa che farò sarà un viaggio nel suo Paese, anche se al momento il raggiungimento dei presupposti sembra decisamente mooooooolto lontano!
Oltre ad aver finito gli esami (finalmente!) questa settimana ho avuto un ospite speciale: la Mitica Lù è venuta a trovarmi!
Ci siamo divertite un sacco, e devo dire che fare la turista dentro Valencia è una cosa che mi diverte sempre da morire, e poi volete mettere l'assaggio di sagrie varie, tinto di verano et similia per approfondire la conoscenza della cultura spagnola? è sempre un passaggio obbligato, non credete?
In tutto questo momento reclame d'obbligo: se passate da Valencia DOVETE (imperativo categorico kantiano) perdere un'ora del vostro tempo nell'Hemisferic, alla città delle arti e delle scienze. Ne vale la pena più del plastico del DNA alto 3 metri tutto colorato che sta nel museo delle scienze e più dei pescetti dell'Oceanografic. Immaginate questa struttura a forma di gigantesco occhio che al suo interno nasconde uno schermo concavo di 900 mq circa dove vengono proiettati questi film/documentari girati appositamente per l'Hemisferic. è straordinario. Tanto più se il biglietto costa quasi quanto quello di un cinema. Ovvio, non vengono proiettati i film che hanno vinto l'oscar, però è un qualcosa di tremendamente futuristico, che lascia a bocca aperta.
Fine della pubblicità.
E poi, un pomeriggio fin troppo caldo (punte di 22 gradi amici, non so se mi spiego!) siamo finite al mare. Nessuno potrà mai raccontare degnamente la poesia del mare in inverno, quando l'estinzione dei bagnanti porta ad avere di fronte a sè una visione del mare fatta solo per i nostri occhi.
Mia nonna mi dice sempre che del mare non c'è da fidarsi, il mare è traditore, ma io non sono mai riuscita a fare mio questo monito, e mi sono trovata più e più volte a buttarmici a capofitto dentro, fino a sparire. Per poi riemergere. più brillante e pulita di prima. "E diedi un volto a quelle mie chimere, le navi costruii di forma ardita, concavi nave dalle vele nere, e nel mare cambiò quella mia vita. E il mare trascurato mi travolse, seppi che il mio futuro era sul mare, con un dubbio però che non si sciolse, senza futuro era il mio navigare..."
Ho fatto partire tutte le mie sfide guardando il mare negli occhi. Ho affrontato viaggi pazzeschi in piena estate, a bordo di un catamarano per approdare in un Paese che si trova dall'altro lato dell'Adriatico e che mi ha fatto sentire straniera per la prima volta in vita mia, ho guardato il mare, sempre, sul finire dell'estate, quando settembre iniziava ed era tempo di migrare verso Roma. E poi sono finita a guardare un altro pezzo di Mediterraneo, sconosciuto, sabbioso, mai profondo, dall'alto di un aereo, e a cominciare a chiamare "casa" quella spiaggia così diversa dalla mia, con le sue telline infrante sul bagnasciuga e la sabbia, così tanta sabbia da sembrare di essere nel deserto.
E sono ancora qua, con una nuova avventura che inizia, tanta gente da incontrare, ritorni mordi e fuggi in Italia, posti nuovi che bramo di vedere, sogni, sogni, sogni a riempirmi le tasche. E tutto questo non può che avere inizio guardando il mare negli occhi.
Nell'ultimo post ci siamo lasciati con le prime migrazioni di studenti Erasmus che abbandonano Valencia perchè il primo semestre si è concluso, e questa settimana ha visto la fine della girandola delle partenze.
Giuro, vi porto tutti con me, come compagni di una prima parte di viaggio emozionante, delicata, fra alti e bassi, sempre incantevole. Ho tutti i vostri nomi stampati nel cuore amici di ogni dove, avete dato un colore a questi mesi invernali che non immaginavo potesse mai avere. Elena, Roberta, Ester, Meike, Marine, Cecile, Helena, Alessandro, Victor, Simona, Tamara, Francesca, Beatrice, Ilaria, Karin, grazie davvero, ad ognuno di voi ho associato un ricordo, una sfida da compiere, una parola spagnola, un momento di panico, tante risate.
E fra tanta gente che parte, c'è anche chi arriva. E chi resta. Noi di giurisprudenza Tor Vergata siamo tutti qui, ben piantati in questo anno di erasmus, pronti a iniziare questo secondo semestre. Domani iniziano davvero i corsi, dico davvero perchè la parola "logica" deve essere stata cancellata dal vocabolario del CEU, perchè gli esami sono terminati il 29, e ovviamente io ero la sfigata di turno che aveva un esame il 29, e le lezioni sono iniziate il 31, un giovedì, ma è inutile dirvi che l'unica lezione iniziata quel giorno è stata solo un vuoto blablabla, giusto per farmi alzare presto inutilmente una mattina. Sarò sincera, non vedo l'ora. Ho voglia di ritornare in gioco: empezamos!
E poi c'è lei, la mia coinquilina d'oltreoceano, la mexicana Lau. Un personaggio! E qui a Valencia da circa una settimana e siamo già finite a guardare insieme la cartina del Messico e a pianificare un viaggio. Ma magari! Le ho promesso che quando avrò tanti soldi la prima cosa che farò sarà un viaggio nel suo Paese, anche se al momento il raggiungimento dei presupposti sembra decisamente mooooooolto lontano!
Oltre ad aver finito gli esami (finalmente!) questa settimana ho avuto un ospite speciale: la Mitica Lù è venuta a trovarmi!
Ci siamo divertite un sacco, e devo dire che fare la turista dentro Valencia è una cosa che mi diverte sempre da morire, e poi volete mettere l'assaggio di sagrie varie, tinto di verano et similia per approfondire la conoscenza della cultura spagnola? è sempre un passaggio obbligato, non credete?
In tutto questo momento reclame d'obbligo: se passate da Valencia DOVETE (imperativo categorico kantiano) perdere un'ora del vostro tempo nell'Hemisferic, alla città delle arti e delle scienze. Ne vale la pena più del plastico del DNA alto 3 metri tutto colorato che sta nel museo delle scienze e più dei pescetti dell'Oceanografic. Immaginate questa struttura a forma di gigantesco occhio che al suo interno nasconde uno schermo concavo di 900 mq circa dove vengono proiettati questi film/documentari girati appositamente per l'Hemisferic. è straordinario. Tanto più se il biglietto costa quasi quanto quello di un cinema. Ovvio, non vengono proiettati i film che hanno vinto l'oscar, però è un qualcosa di tremendamente futuristico, che lascia a bocca aperta.
Fine della pubblicità.
E poi, un pomeriggio fin troppo caldo (punte di 22 gradi amici, non so se mi spiego!) siamo finite al mare. Nessuno potrà mai raccontare degnamente la poesia del mare in inverno, quando l'estinzione dei bagnanti porta ad avere di fronte a sè una visione del mare fatta solo per i nostri occhi.
Mia nonna mi dice sempre che del mare non c'è da fidarsi, il mare è traditore, ma io non sono mai riuscita a fare mio questo monito, e mi sono trovata più e più volte a buttarmici a capofitto dentro, fino a sparire. Per poi riemergere. più brillante e pulita di prima. "E diedi un volto a quelle mie chimere, le navi costruii di forma ardita, concavi nave dalle vele nere, e nel mare cambiò quella mia vita. E il mare trascurato mi travolse, seppi che il mio futuro era sul mare, con un dubbio però che non si sciolse, senza futuro era il mio navigare..."
Ho fatto partire tutte le mie sfide guardando il mare negli occhi. Ho affrontato viaggi pazzeschi in piena estate, a bordo di un catamarano per approdare in un Paese che si trova dall'altro lato dell'Adriatico e che mi ha fatto sentire straniera per la prima volta in vita mia, ho guardato il mare, sempre, sul finire dell'estate, quando settembre iniziava ed era tempo di migrare verso Roma. E poi sono finita a guardare un altro pezzo di Mediterraneo, sconosciuto, sabbioso, mai profondo, dall'alto di un aereo, e a cominciare a chiamare "casa" quella spiaggia così diversa dalla mia, con le sue telline infrante sul bagnasciuga e la sabbia, così tanta sabbia da sembrare di essere nel deserto.
E sono ancora qua, con una nuova avventura che inizia, tanta gente da incontrare, ritorni mordi e fuggi in Italia, posti nuovi che bramo di vedere, sogni, sogni, sogni a riempirmi le tasche. E tutto questo non può che avere inizio guardando il mare negli occhi.

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