e tutto è calmo

Ho avuto una settimana intensa, molto intensa.
E se vi state chiedendo se quello di cui sopra è un tentativo di giustificarmi per la mia assenza allora sì, mi giustifico.

Sono scappata in Italia questa settimana. Una toccata e fuga di cinque giorni per conciliare tutto quello che avevo da fare entro i confini di casa nostra, innanzitutto un esame.
Che in effetti era il motivo principale, ma che ha fatto compagnia a tanti altri validi motivi per cui sono ritornata.
Lunedì mattina sono partita da Valencia, mi sono imposta nel posto vicino al finestrino, andando contro le ferree regole della compagnia low cost dai capelli rossi (e le divise gialle e blu) che adesso assegna anche i posti. Avevo bisogno di vedere Roma, di vederla dall'alto, come se fosse uno spettacolo concesso solo ai miei occhi. E la vedi così, altissima e immensa, di una maestosità che fa seriamente vacillare, che fa perdere i sensi, bianca, screziata del verde dei parchi, le strade un tratto a matita che costeggiano una delle bellezze più tangibili del mondo. Ho pianto tanto vedendola dall'alto, mai come questa volta ho capito quanto mi manchi questa città così viva, più bella di tutti i più bei sogni, quanto le sia affezionata, come riesca a perdonarle qualsiasi cosa, perchè, nonostante le difficoltà che ho dovuto affrontare qui, mi ha reso donna, mi ha reso bella rendendomi partecipe della sua stessa bellezza. è stato come rivedere un lontano amore all'improvviso; ti fa abbassare lo sguardo, ti colora le guance, ti fa chiedere "davvero non lo amo più?".

Ho fatto lunghe passeggiate con la mamma e preso tanti caffè con il papà, loro che sono saliti apposta per me, per vedermi un attimo, per non dover fare passare troppo tempo prima di rivedermi. Voi conoscete ogni trucco per farmi stare calma, sapete come coccolarmi, curate la parte bambina di me che non vuole mai andar via, che si aggrappa ai vecchi ricordi che profumano di maglioni maschili ben stirati e lacca per capelli. è una famiglia che non smette di crescere, ed è un aspetto che ha un fascino indiscutibile. Si potrebbero scrivere storie su quello che succede in una casa quasi completamente al femminile. La mattina dell'esame, in metro di fronte a me c'era una bella donna con le sue quattro bimbe. Solo oggi ho capito che effetto fa vedere una mamma circondata da quattro pulcini.

Ho riempito un altro righino del mio libretto verde, ed ogni volta che succede son colma di gioia, ne mancano sempre meno, un obiettivo che diventa più concreto ad ogni passo, ad ogni righetto riempito, ogni pagina (ben) studiata che scivola nella mente. è andata, è andata anche questa, e se non ci fossero state Jess e la Love avrei girato i tacchi e sarei andata via, sarei scappata lì da te, Duci, che mi hai aspettato fino alle sette di sera per prendere il treno e portarmi a casa tua.

Ho visto Latina per la prima volta, mi ha regalato un bel giorno di sole dopo due di pioggia che mi hanno travolta a capo nudo nella capitale. Al sole di questa città dalla storia particolare ho asciugato le mie ossa, ho riposato un attimo e poi ho rifatto la valigia e son tornata.
Diventa sempre più difficile dirti "alla prossima", a noi che le ore non ci son mai bastate, che ci aggrappavamo mani nelle mani per fermare ogni momento. So che adesso sei molto più tranquillo, ora che gli esami di questa triennale sono terminati e mi aspetti il mese prossimo per festeggiare insieme. Tornerò di nuovo da te, mi troverai ogni giorno più bella, farò sparire le occhiaie, proverò a non commuovermi e a non scoppiare in singhiozzi al momento dell'ennesimo addio.

E oggi Peniscola, questa gita veloce di un giorno per non perdermi questa splendida perla del Mediterraneo a confine con la Catalogna, per godermi questo forte odore di iodio che graffia le narici, per stendermi al caldo sole di febbraio, per vantarsi dei 26 gradi che si misurano dentro e fuori di me. Bella, bellissima, così greca con le sue casette bianche dagli infissi blu, con questo mare che la circonda quasi a 360° che ti ci fa perdere dentro, che assorbe i pensieri e li rinfrange sul bagnasciuga insieme alle onde.
Oggi ti ho guardato mare, ed ho pensato all'ultimo verso di una poesia di Sandro Penna: "e tutto è calmo."

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