Fenomenologia del parentame: sei un parente del Sud se

Ebbene si, come ogni Natale ovviamente sono tornata a casa, nel profondo Sud, in Calafrica, e mai come durante il periodo delle feste si ha modo di riflettere sul carosello di zii, cugini, prononni, protoparenti che si anima in questo momento dell'anno.
 Perchè al Sud neppure le cose più semplici, come la famiglia, sono tali. Insomma voglio dire: se nel resto di Italia e del mondo la famiglia si compone semplicemente di quegli elementi essenziali quali:
-padre/madre;
-sorella/fratello;
-nonni;
-zii;
-cugini
qui giù non funziona così. Oltre a questi elementi (in genere molto numerosi nel loro complesso) si aggiunge tutta una schiera di parenti,con i quali magari c'è stato effettivamente un legame di sangue, ma si è ormai smarrito nella notte dei tempi, molto probabilmente eravate già cugini di 4° grado ai tempi delle gens romane, eppure questo non è un valido motivo per continuare a sentirsi parenti.
 Ho perso il conto delle persone che chiamo "zio/a" nonostante il ben poco chiaro legame sanguigno che mi lega a loro, e quando ho provato a replicare a questo costume a me incomprensibile con mia mamma mi è stato risposto:"Perchè, come vorresti chiamarli?"
 Tipo per nome?
No, la generalessa mamma mi ha risposto con un sguardo negativo.

 E quindi questa sera voglio salutare così, con una analisi del parente che potreste incontrare al Sud , questo anno che va via. E non importa se tu che leggi sei una giovane donna svedese: magari ti può capitare di andare a trascorrere le vacanze dalla collega dell'università che vive in provincia di Matera e potresti trovarti sopraffatta da questa straordinaria esplosione di Mezzogiorno. Hai bisogno di qualche pillola di sopravvivenza, come le vaccinazioni obbligatorie.

-Zio mattiniero: per lui non esiste il riposo, non esiste differenza fra notte e giorno, se non per quell'imperturbabile cambiamento nel cielo chiamato alba e tramonto, lui è sempre attivo. Ciò vuol dire che se deve chiamarti per aggiornarti sulle news di paese o per chiederti un favore lo farà alle sei e mezzo del mattino. "tanto comunque ti saresti dovuto alzare", beh certo, ma non era necessario che mi lavassi mentre ascolto il canto del gallo.
D'accordo, visto che ci sei facciamo pure un aggiornamento morti/decessi di questi ultimi tre mesi...

-Zia "il telefono no": devono passare a trovarti. A tutti i costi, Non fa niente se è domenica mattina, devono raccontarti per filo e per segno come si sono separati Fifina e Gigetto. Però per loro avvisare non esiste. Un colpo di telefono, giusto per evitare che vedano che il soggiorno in realtà è un campo di battaglia, che hai il pigiama impataccato e sai di birra. Sono già sul tuo divano.
"Tanto resto solo un attimo". Non è quello il problema. Esistono i telefoni, usali.

-Signor "quando sei arrivata/quando te ne vai": ah va bhè, se non si fosse capito al di sotto del Tevere non esiste la privacy, anche perchè, rifletteteci un attimo: non è neanche una parola del vocabolario italiano, perchè dovremmo usarla? Questo è il motivo che spinge il primo venuto a farti qualsiasi domanda come se fra voi il dialogo non si fosse mai interrotto (ma perchè, quando è iniziato?). E di lì partono le domande:
  -"quando sei venuta?"
  -"quando riparti?"
Sempre. è la domanda della vita. Sono troppo educata per rispondere "ma che te frega?"  Che io sia un'ospite indesiderato in questa città? Mistero!

-Signora "ti ricordi di me????": No
Non mi ricordo di te.
Probabilmente l'ultima volta che ci siamo viste era il 1993 e io non avevo manco i denti da latte in bocca. Ovviamente mia madre non coglie mai i segni del mio disagio, e alza la posta dicendo "Ma come, non ti ricordi della cugina della nonna del barbiere nipote della nonna di tuo zio? Quella che una volta ti ha portato gli ovetti!"
No.
Non ricordo neppure degli ovetti, il che è grave.

-Parente "Grande Fratello": è la categoria di parente che non può mancare.
  "e la laurea?"
 "e il lavoro?"
 "e il fidanzatino?"
Sono convinta che questa categoria appartiene ad ognuno di noi, fa parte della nostra storia comune che non conosce barriere geografiche o culturali. Non credo che esista una risposta soddisfacente a questi quesiti esistenziali, provo a suggerire le mie risposte:
"l'ho comprata su ebay (la laurea), se non fanno problemi alla dogana in un paio di mesi arriva".
"credevo di averlo sceso in valigia (il lavoro), mi sa che l'ho lasciato a Roma."
"l'ho mangiato (il fidanzatino)".

Sempre vostra

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