DilloConUnLibro: "chi manda le onde" di Fabio Genovesi
In un momento di grandi cambiamenti e battenti monsoni della vita che preannunciano nuove stagioni, ho cominciato a farmi guidare di nuovo da un amico invisibile e gentile che mai mi ha lasciato sola nella vita.
Potrei cominciare ad elencare tutti i vantaggi della lettura, ma voi che state imparando a conoscermi sapete quanto non sopporti la ripetitività, però su una cosa rifletto da molto tempo: la lettura forse è una delle poche cose nella vita che non ha alcun tipo di effetto collaterale. Non porta vizi, ma solo virtù; se la cioccolata ci piace ma fa venire il sedere grosso, se fare l'amore non sempre è detto sia soddisfacente, se lo shopping ci lascia senza soldi, la lettura invece non si piega ai difetti della mortalità. Le storie che restano intrappolate sono immortali, e anche se capita di trovare fra le mani un libro che non ci convince, che non ci ha preso, che ci ha deluso, resta comunque un rapporto di intimità solo fra te e quella storia, anche la tua delusione l'hai personalizzata fino a farla tua, e un segno, magari anche piccolo come un graffio, te lo ha lasciato.
è per questo motivo che in questo momento vivo in simbiosi profonda con i miei libri, veri depositari del mio quotidiano; da quando ho cambiato casa e per arrivare in università impiego più di un'ora sui mezzi, ho deciso di avviare questa piccola rivoluzione personale: basta passare tutto questo tempo di stallo con la testa piegata sul cellulare. Mentre mi faccio prendere da una storia sono a portata d'orecchio le altre storie che ascolto intorno a me, e con diligenza lascio che si intreccino fra loro, con una matita segno ai bordi delle pagine le storie che ascolto.
Il primo libro con cui ho avviato questa silente rivoluzione è "chi manda le onde" di Fabio Genovesi. Era da qualche mese che questo camper azzurro con mare sullo sfondo della copertina mi intrigava e a settembre mi sono lasciata coinvolgere dalle storie di Luna, una bambina albina che vive in Versilia, che affronta il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza da emarginata, che vorrebbe passare le sue giornate in costume da bagno a prendere il sole ma non può, che ama il mare anche se non riesce a vederlo bene. La vita di Luna è circumnavigata dalle storie di tanti altri personaggi, anche loro emarginati dalla quotidianità, che vivono le loro vite disastrate con specialità: Serena è una mamma bellissima e selvaggia, Sandro è un peter pan di quarant'anni che non ha mai voluto davvero dare una svolta alla sua vita, c'è Zot che ha l'età di Luna (forse) e viene da Chernobyl, è orfano e parla un italiano vetusto, e persino Luca, il fratello di Luna, il migliore in tutto, bello e vivace come un papavero in mezzo al grano, anche lui che dalla vita può potenzialmente avere tutto, brilla di luce propria, e quindi è inarrivabile e solo. Sono tante storie di solitudini che si intrecciano fra loro, che arrivano a toccarsi più per inerzia che per volontà propria, che mandano avanti questa storia, inconsapevoli che con le loro vite daranno anima ad un romanzo.
C'è voglia e ambizione di realismo magico nelle pagine di Genovesi, che però si infrange e si spezza con uno stile che non riesce a reggerlo. Sì certo, trovare pentole sul bagnasciuga o nascondere anziane signore morte nel freezer e conviverci tranquillamente rincorre molto quel genere letterario, ma forse uno stile estremamente diretto, dalla bestemmia un po' facile (mi avevano avvertito sul fatto che i toscani fossero un popolo di acuti bestemmiatori, me ne sono convinta solo dopo questa lettura), con nodi molto intricati creati dall'autore stesso e che scioglie forse con un po' troppa leggerezza, ecco che la bolla di magia si spezza.
Sono arrivata fino alla fine del libro per capire il senso di un titolo così poetico, e Genovesi non ti dà una soluzione, e questa è sicuramente un'arguzia elaborata da parte di chi dietro a questo romanzo ha dedicato molto tempo. Ma quindi alla fine chi manda le onde? La soluzione è un po' quella de "il coccodrillo come fa": ovvero nessuno lo sa, per il semplice fatto che dentro questo mare ci siamo tutti, eppure ognuno di noi ha un "mittente di onde" diverso. Come in questa storia: alla fine tutte le solitudini dei personaggi e fra i personaggi vengono colmate dalle acque che portano le onde.
Titolo: Chi manda le onde
Autore: Fabio Genovesi
Editore: Mondadori
Pagine: 391
Prezzo: 19 €
Potrei cominciare ad elencare tutti i vantaggi della lettura, ma voi che state imparando a conoscermi sapete quanto non sopporti la ripetitività, però su una cosa rifletto da molto tempo: la lettura forse è una delle poche cose nella vita che non ha alcun tipo di effetto collaterale. Non porta vizi, ma solo virtù; se la cioccolata ci piace ma fa venire il sedere grosso, se fare l'amore non sempre è detto sia soddisfacente, se lo shopping ci lascia senza soldi, la lettura invece non si piega ai difetti della mortalità. Le storie che restano intrappolate sono immortali, e anche se capita di trovare fra le mani un libro che non ci convince, che non ci ha preso, che ci ha deluso, resta comunque un rapporto di intimità solo fra te e quella storia, anche la tua delusione l'hai personalizzata fino a farla tua, e un segno, magari anche piccolo come un graffio, te lo ha lasciato.
è per questo motivo che in questo momento vivo in simbiosi profonda con i miei libri, veri depositari del mio quotidiano; da quando ho cambiato casa e per arrivare in università impiego più di un'ora sui mezzi, ho deciso di avviare questa piccola rivoluzione personale: basta passare tutto questo tempo di stallo con la testa piegata sul cellulare. Mentre mi faccio prendere da una storia sono a portata d'orecchio le altre storie che ascolto intorno a me, e con diligenza lascio che si intreccino fra loro, con una matita segno ai bordi delle pagine le storie che ascolto.
Il primo libro con cui ho avviato questa silente rivoluzione è "chi manda le onde" di Fabio Genovesi. Era da qualche mese che questo camper azzurro con mare sullo sfondo della copertina mi intrigava e a settembre mi sono lasciata coinvolgere dalle storie di Luna, una bambina albina che vive in Versilia, che affronta il passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza da emarginata, che vorrebbe passare le sue giornate in costume da bagno a prendere il sole ma non può, che ama il mare anche se non riesce a vederlo bene. La vita di Luna è circumnavigata dalle storie di tanti altri personaggi, anche loro emarginati dalla quotidianità, che vivono le loro vite disastrate con specialità: Serena è una mamma bellissima e selvaggia, Sandro è un peter pan di quarant'anni che non ha mai voluto davvero dare una svolta alla sua vita, c'è Zot che ha l'età di Luna (forse) e viene da Chernobyl, è orfano e parla un italiano vetusto, e persino Luca, il fratello di Luna, il migliore in tutto, bello e vivace come un papavero in mezzo al grano, anche lui che dalla vita può potenzialmente avere tutto, brilla di luce propria, e quindi è inarrivabile e solo. Sono tante storie di solitudini che si intrecciano fra loro, che arrivano a toccarsi più per inerzia che per volontà propria, che mandano avanti questa storia, inconsapevoli che con le loro vite daranno anima ad un romanzo.
C'è voglia e ambizione di realismo magico nelle pagine di Genovesi, che però si infrange e si spezza con uno stile che non riesce a reggerlo. Sì certo, trovare pentole sul bagnasciuga o nascondere anziane signore morte nel freezer e conviverci tranquillamente rincorre molto quel genere letterario, ma forse uno stile estremamente diretto, dalla bestemmia un po' facile (mi avevano avvertito sul fatto che i toscani fossero un popolo di acuti bestemmiatori, me ne sono convinta solo dopo questa lettura), con nodi molto intricati creati dall'autore stesso e che scioglie forse con un po' troppa leggerezza, ecco che la bolla di magia si spezza.
Sono arrivata fino alla fine del libro per capire il senso di un titolo così poetico, e Genovesi non ti dà una soluzione, e questa è sicuramente un'arguzia elaborata da parte di chi dietro a questo romanzo ha dedicato molto tempo. Ma quindi alla fine chi manda le onde? La soluzione è un po' quella de "il coccodrillo come fa": ovvero nessuno lo sa, per il semplice fatto che dentro questo mare ci siamo tutti, eppure ognuno di noi ha un "mittente di onde" diverso. Come in questa storia: alla fine tutte le solitudini dei personaggi e fra i personaggi vengono colmate dalle acque che portano le onde.
Titolo: Chi manda le onde
Autore: Fabio Genovesi
Editore: Mondadori
Pagine: 391
Prezzo: 19 €

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