Parlami d'amore- James Tissot e il suo amore per Kathleen Newton al chiostro del Bramante
Molte volte capita di vivere in una città meravigliosa come Roma e non riuscire a cogliere la sua bellezza.
Quante volte mi son sentita dire:" ma di cosa ti lamenti? Vivi nella città più bella del mondo!"; la cosa strana però è che, nonostante ci si trovi circondati dal fascino senza tempo della città eterna, non solo purtroppo non ha raggiunto tutti i suoi quartieri (vorrei tanto farvi vedere certi casermoni alti più di dieci piani che si trovano in periferia!), ma alcune volte è necessario doversi dire: oggi esco perchè devo fare scorta di bellezza.
Ed è quello che è successo l'altra sera, quando ho convinto il Duci a portarmi alla mostra di James Tissot al chiostro del Bramante. Il chiostro si trova ben nascosto alle spalle di piazza Navona, dove la chiesa di Santa Maria della Pace si incastra alla perfezione nel vicolo e non lascia immaginare le meraviglie che offre al suo interno. Da quando si sono conclusi i restauri del complesso qualche anno fa, il chiostro del Bramante è diventato uno dei poli espositivi più interessanti che la città offre.
Io e il Duci approfittiamo del lunedì universitario (solo il lunedì gli studenti universitari entrano nel pomeriggio ad un prezzo di 5 euro e non di 13!!! Non fatevi scappare l'occasione!) e mettiamo piede per la prima volta nel chiostro. Commissionato dal cardinale Oliviero Carafa agli inizi del XVI secolo, Bramante crea uno spazio raffinato e lineare, in piena armonia con i canoni rinascimentali, creando ristoro per gli occhi di chi entra nello spazio grazie al ciclo di affreschi raffiguranti la vita di Maria.
Una volta entrati dentro lo spazio espositivo ad accoglierci è un autoritratto dello stesso Tissot, che con sguardo furbo ci invita a scoprire la sua vita per mezzo delle sue stesse opere.
La mostra si articola in nove sezioni: dagli inizi parigini fino alla definizione del suo personalissimo stile, la vita londinese, i continui richiami all'oriente e al Giappone soprattutto, la ricerca del volto femminile perfetto fra i tanti visi e corpi di donna che ritrae. L'apice della sua produzione artistica arriva con l'incontro con Kathleen Newton, donna irlandese divorziata che accoglie nella sua casa insieme ai suoi due figli. I due vivono un amore intenso e passionale, Kathleen sarà la musa di molte delle sue opere più famose. La ritrae mentre si riposa su un'amaca, durante uno dei tanti periodi di convalescenza (la donna era malata di tisi), mentre prende il sole in giardino. Il volto perfetto e struggente di Kathleen si accompagna a mille pose, smorfie e abiti che la ritraggono nella quotidianità, perchè Tissot ama la femminilità in ogni sua accezione e la moda
ne è una componente importante: in una delle opere esposte nella mostra Kathleen vi accoglierà in sala fissandovi con i suoi occhi pieni di incanto mentre il suo corpo assume una posa noncurante coperto da un leggero abito in mussola e dei coloratissimi fiori sul petto. Uno dei quadri in cui più di tutti il visitatore è messo di fronte alla bellezza sfacciata e sofisticata di Kate è "Signora con ombrello": stretta in un abito scuro in taffetà Kate guarda lontano protetta da un grande ombrello nero, noncurante della sua avvenente bellezza. La giovane purtroppo morirà suicida a 28 anni, Tissot cade nello sconforto, vive un periodo di riavvicinamento alla religiosità, di cui ne sono una prova il ciclo del figliol prodigo e la ripresa dei suoi viaggi per lenire il dolore della scomparsa della sua amata.
L'ultima sala è quella che mi ha colpita di più: entrando nell'ultima sala infondo si scorge questo quadro
Quante volte mi son sentita dire:" ma di cosa ti lamenti? Vivi nella città più bella del mondo!"; la cosa strana però è che, nonostante ci si trovi circondati dal fascino senza tempo della città eterna, non solo purtroppo non ha raggiunto tutti i suoi quartieri (vorrei tanto farvi vedere certi casermoni alti più di dieci piani che si trovano in periferia!), ma alcune volte è necessario doversi dire: oggi esco perchè devo fare scorta di bellezza.
Ed è quello che è successo l'altra sera, quando ho convinto il Duci a portarmi alla mostra di James Tissot al chiostro del Bramante. Il chiostro si trova ben nascosto alle spalle di piazza Navona, dove la chiesa di Santa Maria della Pace si incastra alla perfezione nel vicolo e non lascia immaginare le meraviglie che offre al suo interno. Da quando si sono conclusi i restauri del complesso qualche anno fa, il chiostro del Bramante è diventato uno dei poli espositivi più interessanti che la città offre.
Io e il Duci approfittiamo del lunedì universitario (solo il lunedì gli studenti universitari entrano nel pomeriggio ad un prezzo di 5 euro e non di 13!!! Non fatevi scappare l'occasione!) e mettiamo piede per la prima volta nel chiostro. Commissionato dal cardinale Oliviero Carafa agli inizi del XVI secolo, Bramante crea uno spazio raffinato e lineare, in piena armonia con i canoni rinascimentali, creando ristoro per gli occhi di chi entra nello spazio grazie al ciclo di affreschi raffiguranti la vita di Maria.
Una volta entrati dentro lo spazio espositivo ad accoglierci è un autoritratto dello stesso Tissot, che con sguardo furbo ci invita a scoprire la sua vita per mezzo delle sue stesse opere.
La mostra si articola in nove sezioni: dagli inizi parigini fino alla definizione del suo personalissimo stile, la vita londinese, i continui richiami all'oriente e al Giappone soprattutto, la ricerca del volto femminile perfetto fra i tanti visi e corpi di donna che ritrae. L'apice della sua produzione artistica arriva con l'incontro con Kathleen Newton, donna irlandese divorziata che accoglie nella sua casa insieme ai suoi due figli. I due vivono un amore intenso e passionale, Kathleen sarà la musa di molte delle sue opere più famose. La ritrae mentre si riposa su un'amaca, durante uno dei tanti periodi di convalescenza (la donna era malata di tisi), mentre prende il sole in giardino. Il volto perfetto e struggente di Kathleen si accompagna a mille pose, smorfie e abiti che la ritraggono nella quotidianità, perchè Tissot ama la femminilità in ogni sua accezione e la moda
ne è una componente importante: in una delle opere esposte nella mostra Kathleen vi accoglierà in sala fissandovi con i suoi occhi pieni di incanto mentre il suo corpo assume una posa noncurante coperto da un leggero abito in mussola e dei coloratissimi fiori sul petto. Uno dei quadri in cui più di tutti il visitatore è messo di fronte alla bellezza sfacciata e sofisticata di Kate è "Signora con ombrello": stretta in un abito scuro in taffetà Kate guarda lontano protetta da un grande ombrello nero, noncurante della sua avvenente bellezza. La giovane purtroppo morirà suicida a 28 anni, Tissot cade nello sconforto, vive un periodo di riavvicinamento alla religiosità, di cui ne sono una prova il ciclo del figliol prodigo e la ripresa dei suoi viaggi per lenire il dolore della scomparsa della sua amata.
L'ultima sala è quella che mi ha colpita di più: entrando nell'ultima sala infondo si scorge questo quadro
Il quadro si intitola "la donna più bella di Parigi". Il quadro sembra incorniciato da due tende rosse, che danno l'impressione al visitatore che le porte di un salone bellissimo si stiano aprendo davanti a lui per essere introdotti alla stessa splendida festa cui partecipa questa fanciulla. Ma il visitatore non ha tempo di pensare a nulla, perchè qualcuno ad alta voce ne commenta la delicata bellezza. Fra il visitatore e il quadro si trova un antecamera buia, in cui ad alta voce gli stessi soggetti del quadro si trovano a parlare di bellezza, amore, fascino.
"Bellezza è una promessa di felicità", dirà uno di loro.
E io da quella bellezza non voloevo più staccarmi


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