DilloConUnLibro: "Elianto" di Stefano Benni
Ma voi lo sapevate che gli antenati dei libri sono i malibri? Ma certo, animali-libri che andavano in giro e registravano sulle loro membrane ricettive tutto ciò che li circondava. Gli uomini preistorici erano affascinati da queste creature e cominciarono ad usarli in un primo momento come ornamenti o addirittura come pattine. Solo dopo molto tempo si accorsero del loro contenuto e a decifrarlo. Cominciarono a catturarli, a collezionarli, a venderli. Li catturarono tutti e i malibri, che si nutrivano di paesaggi, divennero grigi e tristi, si mummificarono. Ma era già nata la moda dei graffiti, e dei malibri si dimenticarono tutti.
Queste e altre storie fantastiche sono raccontate in "Elianto" di Stefano Benni: nel paese di Tristalia c'è Elianto, un bimbo intelligente ma malato di "morbo dolce" che lo sta lentamente uccidendo, ma lui è la speranza di tutta la sua contea: è chiamato a rappresentare la contea 8 nei giochi dell'indipendenza. Vincere i giochi è l'unico modo per le contee di liberarsi dal Governo centrale, che non ha a cuore i suoi cittadini, ma è satollo di potere e giochi politici. A governare il paese ci pensa un mega computer chiamato Zentrum, cui vengono affidate tutte le decisioni più importanti, dai nomi dei candidati alle elezioni fino alle pubblicità e ai partecipanti al concorso nazionale di musica. Gli amici di Elianto, Iri, Boccadimele e Rangio, iniziano un lungo viaggio nei restanti sette mondi alterei per trovare l'unico antidoto al male che colpisce il loro amico, ma non sono gli unici a viaggiare per i 7 mondi per mezzo di una mappa nootica: ci sono Fuku, Visa e Pat, alla ricerca del guerriero Tigre triste, e i diavoli Ebenezer Carmilla e Brot incaricati da Lucifero in persona di distruggere lo Zentrum, poichè di fatto, con le sue scelte pilotate, elimina il libero arbitrio.
è un libro di una satira graffiante, che mette al centro un'Italia triste, Tristalia appunto,lambita da slogan, alle prese con una politica feroce che ingabbia i cittadini fino a renderli non liberi neppure di poter controllare il proprio grado di paura.
Era il 1996 quando Benni scrisse questo romanzo e il nostro paese era alle prese con una nuova repubblica, la prima televisione commerciale, i grattacieli che creavano uno skyline insolito per le città italiane, cominciava a parlarsi seriamente del problema dell'inquinamento.
In questo romanzo c'è tutto quello che potrebbe esserci in Italia fra 100 anni o anche domani: "siate maggioranza!" urla il telegiornale del mattino prima di sottoporre i suoi cittadini al sondaggio quotidiano che cerca di compattare l'opinione pubblica verso un unico pensiero. E devono addirittura intervenire dei diavoli per permettere ai "tristalioti" di riappropriarsi del proprio pensiero.
Forse Benni ha scritto questo libro in un clima di incertezza e paura, in un momento storico difficile per il nostro paese. Mi chiedo se adesso si senta sollevato, se ci vede peggiorati, se si sono verificati degli imprevisti che non aveva preso in considerazione e che rendono il quadro generale ancora più incerto.
Da lettrice incallita posso dire che della prosa di Benni non mi stancherei mai. Vorrei poter entrare nella sua testa e vedere il mondo che si nasconde dentro, in quale angolo della sua quotidianità riesce a creare il mondo altereo di Mnemonia, dove i nostri ricordi diventano spighe di grano, e perchè a Posidon i pesci filosofi non si lasciano pescare facilmente. I suoi libri sono una Babilonia di lingue e mondi, con la fine dell'ultima pagina si resta pervasi da un senso di leggerezza sofisticata,si è più ricchi. Ed è quel tipo di ricchezza che fa ben sperare che Tristalia, almeno per ora, è un presentimento lontano.
Titolo: Elianto
Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
Pagine: 313
Prezzo: 8 €
Queste e altre storie fantastiche sono raccontate in "Elianto" di Stefano Benni: nel paese di Tristalia c'è Elianto, un bimbo intelligente ma malato di "morbo dolce" che lo sta lentamente uccidendo, ma lui è la speranza di tutta la sua contea: è chiamato a rappresentare la contea 8 nei giochi dell'indipendenza. Vincere i giochi è l'unico modo per le contee di liberarsi dal Governo centrale, che non ha a cuore i suoi cittadini, ma è satollo di potere e giochi politici. A governare il paese ci pensa un mega computer chiamato Zentrum, cui vengono affidate tutte le decisioni più importanti, dai nomi dei candidati alle elezioni fino alle pubblicità e ai partecipanti al concorso nazionale di musica. Gli amici di Elianto, Iri, Boccadimele e Rangio, iniziano un lungo viaggio nei restanti sette mondi alterei per trovare l'unico antidoto al male che colpisce il loro amico, ma non sono gli unici a viaggiare per i 7 mondi per mezzo di una mappa nootica: ci sono Fuku, Visa e Pat, alla ricerca del guerriero Tigre triste, e i diavoli Ebenezer Carmilla e Brot incaricati da Lucifero in persona di distruggere lo Zentrum, poichè di fatto, con le sue scelte pilotate, elimina il libero arbitrio.
è un libro di una satira graffiante, che mette al centro un'Italia triste, Tristalia appunto,lambita da slogan, alle prese con una politica feroce che ingabbia i cittadini fino a renderli non liberi neppure di poter controllare il proprio grado di paura.
Era il 1996 quando Benni scrisse questo romanzo e il nostro paese era alle prese con una nuova repubblica, la prima televisione commerciale, i grattacieli che creavano uno skyline insolito per le città italiane, cominciava a parlarsi seriamente del problema dell'inquinamento.
In questo romanzo c'è tutto quello che potrebbe esserci in Italia fra 100 anni o anche domani: "siate maggioranza!" urla il telegiornale del mattino prima di sottoporre i suoi cittadini al sondaggio quotidiano che cerca di compattare l'opinione pubblica verso un unico pensiero. E devono addirittura intervenire dei diavoli per permettere ai "tristalioti" di riappropriarsi del proprio pensiero.
Forse Benni ha scritto questo libro in un clima di incertezza e paura, in un momento storico difficile per il nostro paese. Mi chiedo se adesso si senta sollevato, se ci vede peggiorati, se si sono verificati degli imprevisti che non aveva preso in considerazione e che rendono il quadro generale ancora più incerto.
Da lettrice incallita posso dire che della prosa di Benni non mi stancherei mai. Vorrei poter entrare nella sua testa e vedere il mondo che si nasconde dentro, in quale angolo della sua quotidianità riesce a creare il mondo altereo di Mnemonia, dove i nostri ricordi diventano spighe di grano, e perchè a Posidon i pesci filosofi non si lasciano pescare facilmente. I suoi libri sono una Babilonia di lingue e mondi, con la fine dell'ultima pagina si resta pervasi da un senso di leggerezza sofisticata,si è più ricchi. Ed è quel tipo di ricchezza che fa ben sperare che Tristalia, almeno per ora, è un presentimento lontano.
Titolo: Elianto
Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
Pagine: 313
Prezzo: 8 €

Commenti
Posta un commento