Hell’s kitchen: ( future) convivenze da incubo
Questa settimana che sta per
concludersi ha portato con sé più di un avvenimento (sacro e profano)
importante: la fine del Carnevale, l’inizio del tempo di quaresima, i
festeggiamenti del capodanno cinese (perché questo è un blog internescionall e
non ci vogliamo far mancare nulla), il giorno di San Valentino, festa degli
innamorati. Fra tutte queste celebrazioni, quella che forse causa più scompensi
è proprio quest’ultima (per quanto io all’idea di non potermi fare un toast con
prosciutto e formaggio un giorno a settimana mi sento impazzire, ma è evidente
che nelle mie scelte metto sempre prima lo stomaco e dopo tutti i restanti
organi, perché mangiare è troppo bello); fra chi sta male perché non ha con chi
festeggiarlo, chi ha con chi festeggiare ma vorrebbe farlo con qualcun altro,
chi è felice di festeggiare con chi ha affianco, ma siccome è in sessione
invernale preferisce il cianuro ai baci perugina.
Io voglio venire in vostro
soccorso, e voglio farvi capire che l’amore è bello fino a quando non si va a
vivere insieme e si devono condividere gli spazi vitali, fra cui mezza anta
dell’armadio, il bicchiere degli spazzolini e il mobile dei biscotti della
colazione. Sia chiaro, io e Duci siamo abbastanza lontani dal compiere questo
passo, ma ammetto che ogni tanto finiamo lì a fantasticare su come sarà la
convivenza insieme. C’è da aggiungere inoltre che, almeno una volta a
settimana, Duci invade i miei appartamenti con le sue borse piene di grafici e la sua roba sparpagliata in giro tipo bricioline di Pollicino, perciò delle prove tecniche di trasmissione sono
già in corso.
È tutto molto bello all’inizio: il caffè a letto (io spesso mi fingo
morta al mattino, perciò è costretto a portarmelo a letto se vuole avanzare
pretesa di fare quattro chiacchiere con me, sebbene io ne farei volentieri a
meno, mentre lui è particolarmente loquace), le coccole a letto fino a tardi,
gli spicchi di mela condivisi (no, Duci ste cose non le fa, non condivide
nulla, neppure l’ultima foglia di insalata, ma mi piace immaginarlo), io che gli rubo le camicie perchè il mio guardaroba non mi basta e le sue camicie da boscaiolo mi piacciono, i commenti a c’è posta per te o alle fiction
Rai.
Poi si entra nel vivo delle cose e la quotidianità può
diventare…rocambolesca. Ora vi racconto uno spicchio della nostra normalità: il
momento in cui si cucina per il pranzo.
Si decide di fare un piatto nuovo: focaccia ripiena in padella.
Vai al mercato a comprare un po’ di verdura fresca: compra un kg di
cicoria non pulita per 2 euro, chiedi a Duci di aiutarti a pulirla.
Il suo occhio critico e il suo piglio ingegneristico nel selezionare le foglie buone da quelle marce è interessante, però se c'è un kilo di cicoria da pulire non possiamo passare la notte qui a calcolare il gradiente di giallino presente sulla singola foglia, urge una selezione più rapida.
Metti a bollire la verdura, spiega che quell’odore di bollito per casa
è necessario e indispensabile per adempie alla funzione vitale del nutrirsi.
Fare l’impasto della focaccia. Ingredienti (secondo la ricetta trovata
sul profilo ig se cucino io):
-300 gr di farina;
-1 cucchiaino di olio di semi;
-165 ml di
acqua;
-mezza
bustina di lievito istantaneo.
Io ho tutti
questi ingredienti in cucina, ma non proprio dello stesso tipo: arrivo appena a
300 gr di farina, uso l’olio evo ed ho in casa lievito per dolci.
Mi convinco
che è la stessa cosa, procedo a fare l’impasto. Secondo ricetta dovrebbe venire
morbido e compatto. Il mio è terribilmente liquido.
Lacrime e
maledizioni.
Richiesta di
spiegazioni scientifiche al Duci circa la differenza fra lievito normale e
lievito istantaneo; è per caso frutto dell’ingegno del demonio? È candidato al
Nobel per la pace?
Le mie
lacrime nell’impasto lo rendono ancora più liquido.
Si decide di
procedere comunque alla cottura.
Verso in
padella un quantitativo di olio pari a quello usato da una friggitoria un
sabato sera. Piovono anatemi da parte di Duci di morte certa per
trigliceridi sopra la media.
Ripassare
intanto la cicoria in padella.
Il primo
strato della focaccia ha sembiante di pizza fritta.
Si procede
con il secondo strato, Duci nasconde l’olio nella portineria del palazzo.Il
secondo disco somiglia ad una piadina molto, molto spessa. Entrambi i dischi
risultano commestibili. Infiliamo nel mezzo la cicoria.
Duci ne
assaggia un pezzetto e avverte un retrogusto dolce.
Gli confesso
che il lievito usato è quello per dolci.
Comincia a
cospargere la focaccia con sale come pioggia copiosa, di modo che, se non
moriremo per il colesterolo troppo alto, ci porterà alla morte prima
l’ipertensione.
Tutto ciò
per dirvi che la vita in coppia è questo, un altalenarsi fra vene otturate e
pressione arteriosa ai limiti del normale, che se li aggiungete alle farfalle
nello stomaco, le cerette prima delle uscite galanti, i morsi sul collo,
escoriazioni varie fra una spadellata e l’altra, potrebbe sembrare una cosa
estremamente pericolosa. Però alla fine se trovi qualcuno che, per amore, ti
dice che è quella focaccia è proprio buona, forse un po’ ne è valsa la pena.
Buon San
Valentino a tutti voi, alle coppie che ci sono e a quelle che saranno.

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