Grazie a tutti
Ebbene sì, alla fine la laurea è arrivata anche per me. Ancora non ci credo sapete? Qualcuno mi chiama "dottoressa" e non ho ancora la lucidità per realizzare che non si tratta di un appellativo qualsiasi, ma di un titolo conquistato e sudato. Le persone da ringraziare per essermi state così vicine in questi anni sono tantissime.
Ho una lunga lista di amici da ringraziare,
di tutti i tipi.
Ringrazio En. e An., li ringrazio per primi
perché hanno una certa età e vogliono sentirsi importanti. In verità li
ringrazio per primi perché, nelle nostre chiacchierate quasi sempre in notturna
forse più di altri hanno assistito a quel passaggio impercettibile e concreto
che mi ha portato dalla ragazzina che ero a vivere la vita da giovane donna. E
anche se non lo ammetteranno mai lo so che leggono qualcosa di bello in me, me
lo dice la delicatezza dei loro sguardi.
Ringrazio tutti gli amici e colleghi che ho
avuto modo di conoscere da quando ho iniziato l’università. Non so come si
faccia a stare dietro le mie crisi isteriche e la mia calma agitata da “minuto
prima dell’esame”, forse vi siete prefissi il compito segreto di salvarmi da me
stessa: qualunque sia la motivazione, grazie per avermi salvata da un
esaurimento certo se mi fossi trovata da sola ogni volta. Porto con me tutte le
persone fantastiche che ho incontrato e che mi salutano con abbracci calorosi
ogni volta che rivedo, nessuno escluso. Alla Spicchy ed Ele che mi hanno
accudita durante i deliri notturni da sessione in quel di via Saredo 74 a
Jess e Aury per il semplice fatto che siete voi, splendide e magnifiche,
con un cuore grande grande e dei sorrisi ancora più grandi.
Un agradecimiento
especial quiero hacerlo a mi familia espanola; Cami, Vero, Fede,
Gianlu y Roby. Os hemos encontrado en un momento particular de nuestra
vida y nunca olvidaré el año de vida que hemos pasados juntos. Quando lleguè en
Valencia yo queria dejar los estudios sin graduarme por qué estabo convecida
que no podia llegar en el final, porqué no tenia mas la fuerza de lograr para
todo eso. Ahora estoy aquì y en mi camino està un trozito de vosotros.
C’è uno spazio del mio cuore che lascio a
Giò, Zia Vevi e Vallè perché ho passato quasi metà di questa vita
piccolina in compagnia delle vostre risate, dei vostri consigli, delle pizze
serali e dei discorsi da ragazzini che si sono evoluti in parole adulte. Deve
esserci qualcosa di speciale che ci lega ancora e più di prima, forse il fatto
che ci siamo persi e poi ci siamo ritrovati sempre per scelta, perché con voi
ho passato i giorni più belli di sempre.
Menzione
speciale per L., il mio testimone di laurea. Siamo come uno di quegli
abbinamenti in cucina che a prima vista sembrano azzardati, ma poi si rivelano
riusciti. Non è vero che l’unica cosa che abbiamo in comune è il corso di
laurea, nel nostro rapporto c’è molto di più; cantanti condivisi e scoperti,
giri in macchina, cene in comune, Carlo Verdone, Antonello Venditti, sapori del
sud, bottoni rammendati, il cupolone di Don Bosco, ma soprattutto tante parole.
Anche se vaghiamo in giro per l’Europa come le palline dei Flipper, ogni volta
che ci vediamo è una festa bellissima.
A
tutti gli insegnati che ho incontrato nella mia vita; se sono innamorata dello
studio è merito vostro. Fra i banchi di scuola ho scoperto le mie passioni, ho
dato sfogo ai miei talenti, mi sono sentita compresa. Su tutti ringrazio il
“triumvirato delle meraviglie” del ginnasio, Sacco-Cipriani-Filomia, tutte e
tre donne, tutte bellissime.
Tutto quello che so, ho visto, ho imparato,
ho amato o odiato mi riporta alle mie sorelle, perché non c’è mai stato un
capitolo della mia vita che non vi ha viste protagoniste. Quello che mamma e
papà sono riusciti a creare con noi non ha valore, non si può spiegare in
nessun modo. Siamo diverse e indispensabili l’una per l’altra in modo difforme,
come i punti cardinali: c’è il Nord che segna il cammino da seguire, il Sud che
gonfia l’aria di profumi e calore, l’Est che toglie il fiato con albe incantate
e l’Ovest che segna il tempo e regala tramonti. C’è tutto questo in noi e voi
tutto questo siete per me; ogni cosa, l’inizio e la fine del tempo.
Ringrazio mamma e papà. Vorrei trovare parole
magnifiche per voi, un semplice “grazie” sembra qualcosa di misero in confronto
a tutto quello che fate e continuate a fare per me. Avete messo in moto una
giostra bellissima, un gioco straordinario in cui si alternano dispiaceri e
conquiste, gioie e fatiche e ad ogni nuovo giro, ad ogni nuova corsa siete
sempre qui, pronti a travolgermi in uno dei vostri abbracci. Di quello che è
successo in questi anni, che sta succedendo oggi, molto, forse tutto, lo devo a
mamma, la voce della mia coscienza, delle paure che non dico a me stessa, delle
gioie sottili. Spero di averti reso orgoglioso di me papà, spero che questo
orgoglio non finisca mai, spero che tu possa vedere qualcosa di me in te, e che
tu possa vedere nel mio carattere e nei miei gesti tutti quei pezzi di famiglia
che sono venuti al mondo prima di me. Voi due e la grande famiglia che mi avete
costruito attorno mi fa sentire parte di un tutto. Di noi quattro io sono stata
etichettata da sempre come il miscuglio delle vostre famiglie. È un’eredità
molto pesante, ma l’accetto volentieri, perché spero di riuscirne a prendere di
volta in volta il meglio.
A tutta la mia famiglia, agli zii che mi
tenevano per mano mentre imparavo a camminare, a chi mi ha insegnato a leggere
prima del tempo, ai cugini che mi hanno fatto passare estati piene di gioco, ai
pranzi della domenica delle nonne, a chi è venuto a Roma per la prima volta per
me; grazie! Spero di riuscire a dimostrarvi ogni giorno che passa quanto siete
importanti per me.
Carlo,
Adele, Marco e Piero: chiamarvi solo zii è riduttivo, ci siamo trovati a
crescere insieme e avete reso la mia infanzia spensierata. Le vostre mogli, i
mariti e le compagne hanno fatto per me più di quello che si fa per una nipote.
Intorno ai tavoli con le torte di compleanno e le candeline che crescono di
numero cercherò sempre i vostri visi.
“L’ultima riga delle favole” invece è solo per
te, luce del mio sguardo, colore dei miei sorrisi, anima dei miei gesti. Tutte
queste perifrasi e mille altre le uso nella mia testa quando voglio pensare a
te, poetici (forse) giochi di parole che compongo per dirti che ti amo.
Ringrazio quella felicità venuta da lontano che ti ha portato fino a me, che mi
è rimasta dentro e non è uscita più. Scegliere un ricordo per ringraziarti non
è semplice, ma non dimenticherò mai un pomeriggio forse più buio degli altri in
cui non sapevo cosa fare e tu, prima di sederti accanto a me, hai sistemato con
cura tutto ciò che avevi nelle tasche sul tavolo. In quel momento ho pensato:”
è arrivato di nuovo l’unico vento capace di mettere ordine nella mia vita.”.
Ti amo Angelo, come
tutti i fiori del creato amano la primavera.

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