Bruxelles, voce del verbo ingrassare
Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: sono una ragazza democratica, così democratica che lascio decidere ai miei follower su ig (mi trovate come chiara.mente92) i contenuti dei miei post.
E infatti, dal momento che nelle instagram stories ho documentato con dovizia di particolari il mio viaggio a Bruxelles, in molti mi hanno chiesto di dedicare un post alla capitale belga, ma che dico, alla capitale dell'Unione Europea.
Ora però, il contenuto del mio post sarà decisamente diverso rispetto a quello che, magari,potrete trovare nei post dei vari travel blogger: dal momento che si è trattata di una study visit (quindi avevo lezione e seminari nell'arco della giornata), non vi parlerò:
- di quanto è figo il museo Magritte;
- di come è wow l'atomium;
- di come è particolare il museo degli strumenti musicali;
- di come è romantica Bruges;
- di quanto meriti Gent.
Niente di tutto questo: non avendo visto nulla non posso fare la #wonderlust: posso parlarvi però di Bruxelles sulla base di quello che ho visto, e soprattutto di quello che ho mangiato. Perchè in Belgio (come in buona parte dell'Europa del nord), mangerete patate, burro e carne in diverse declinazioni e annaffiato con quello che si trova nei paraggi: fortuna vuole che in Belgio tutto abbia il sapore di birra.
GIORNO 1
Dopo due ore di volo, eccomi recapitata a Bruxelles: ad accoglierci il tipico sole di Bruxelles: gialliccio e pallido. Dal momento però che le persone del posto non sono abituate a questo ben di Dio chiamato luce naturale, si vedono gli autoctoni muoversi per le strade incerte su da farsi. Noi, presi dall'euforia, finiamo a sederci da Ellis: mega hamburger annaffiato da patatine fritte a volontà e sto.
E infatti, dal momento che nelle instagram stories ho documentato con dovizia di particolari il mio viaggio a Bruxelles, in molti mi hanno chiesto di dedicare un post alla capitale belga, ma che dico, alla capitale dell'Unione Europea.
Ora però, il contenuto del mio post sarà decisamente diverso rispetto a quello che, magari,potrete trovare nei post dei vari travel blogger: dal momento che si è trattata di una study visit (quindi avevo lezione e seminari nell'arco della giornata), non vi parlerò:
- di quanto è figo il museo Magritte;
- di come è wow l'atomium;
- di come è particolare il museo degli strumenti musicali;
- di come è romantica Bruges;
- di quanto meriti Gent.
Niente di tutto questo: non avendo visto nulla non posso fare la #wonderlust: posso parlarvi però di Bruxelles sulla base di quello che ho visto, e soprattutto di quello che ho mangiato. Perchè in Belgio (come in buona parte dell'Europa del nord), mangerete patate, burro e carne in diverse declinazioni e annaffiato con quello che si trova nei paraggi: fortuna vuole che in Belgio tutto abbia il sapore di birra.
GIORNO 1
Dopo due ore di volo, eccomi recapitata a Bruxelles: ad accoglierci il tipico sole di Bruxelles: gialliccio e pallido. Dal momento però che le persone del posto non sono abituate a questo ben di Dio chiamato luce naturale, si vedono gli autoctoni muoversi per le strade incerte su da farsi. Noi, presi dall'euforia, finiamo a sederci da Ellis: mega hamburger annaffiato da patatine fritte a volontà e sto.
"AMMAZZA CHE PANINAZZO IGNORANTE!" ho pensato non appena l'ho visto. Peccato che questo sarebbe stato l'ultimo pasto light in quattro giorni. E l'ultima volta in cui avrei visto una bottiglia d'acqua. Abbiamo passato il pomeriggio a vedere la città grazie ai ragazzi di "A zonzo free tour" la vostra guida gratis a Bruxelles se avete poco tempo (come me) di vedere la città, ma volete sapere di più sulla cultura belga e le abitudini della città in generale. Oh, poi fanno anche il tour sulla birra: vedete un po' voi. Io oltre a vedere tante cose belle
Tipo il Manneken piis, ovvero la fontanella che fa la pipì, monumento simbolo della città (...Roma ha come simbolo il Colosseo, Bruxelles un bimbo scolpito nell'atto della minzione... de gustibus.)
Grand place. Bella bella!
Uno dei numerosissimi murales a tema fumetto, questo è dedicato a Tin Tin.
ho scoperto molte cose sulla città e sul Belgio: ad esempio lo sapere che il Belgio è il paese dei fumetti? O che la birra più buona del mondo è belga e si chiama Westvleteren? Ora lo sapete anche voi, ma se andate a Bruxelles fatevelo dire da loro che sono bravissimi.
Stanchi di tutta questa conoscenza, decidiamo di concederci un piacere zozzo con un mega waffle sommerso da panna, gelato e caramello.
In foto: Lodo è felice, io ho lo sguardo di chi sa che quel waffle finirà sul sedere, il gelato sulle cosce, la panna e il caramello sui fianchi e l'aria fritta sulle tette.
GIORNO 2
La giornata delle istituzioni: Chiara benvenuta al Parlamento Europeo.
Tutta ripulita con la mia faccia migliore da brava ragazza. Ditemi: non affidereste anche voi "le magnifiche sorti e progressive" a sta bella ragazzetta? Alla sua giacchetta preferita comprata in mega saldo da Mango e agli otto strati di maglioni-maglie-collant-leggins-cannottiere-mutandedelana con cui girava per la città? Mentre ragionate sulla convenienza dell'affare vi faccio vedere due cose da non perdere in zona EU-cesarini
Il Parlamento Europeo: interni ed esterni. Herman che si spara selfie non è compreso nel prezzo.
Il Parlamentarium, ovvero "istruzioni per l'uso se volete farvi una Unione Europea fatta in casa". Molto figo, interattivo a manetta, ma non fate come la sottoscritta che ha iniziato il percorso dalla fine.
Se a pranzo mi sono adeguata ai principi dell'Unione europea puntando su un pranzo interculturale (leggi "kebab"), a cena siamo ritornate alle buone e vecchie abitudini: carne, patate e birra, in questo caso nello stesso piatto: vi presento la carbonade
ovvero: stufato di carne e cipolla cotto nella birra. Noi abbiamo mangiato la carbonade qui: tutto buono, ci siamo divertiti, le patatine piovevano a catinelle e soprattutto c'era la mia birra preferita, la Kwak, quindi tutto molto ok.
GIORNO 3
Dal momento che ho passato tutto il terzo giorno a fare cose istituzionali e workshop, vi racconto come ho trascorso l'ultima sera a Bruxelles, ovvero la tipica serata di un abitante DOC della città sotto i trent'anni.
fase 1: la cena appena mi trovo davanti l'ingresso di questo ristorante il mio spirito istagram inizia a rianimarsi: il locale si chiama Amadeus e non esiste al mondo persona che non se ne innamorerebbe a prima vista: una romantica e rossa scritta al neon vi indica che siete arrivati: una tendina sgualcita a righe bianche e blu all'ingresso + un filo di lucine dai toni caldi vi catapultano nello spirito francese della città. Libri. libri ovunque, dall'ingresso in strada fino alla più remota saletta del locale, luci rosse e calde, musica francese romantica e malinconica negli altoparlanti posizionati in strada e nel locale vi faranno sentire catapultati in un film scritto e diretto da Jean- Pierre Jeunet.
Lodo nei panni della mia personalissima Amelie Poulain
Ragazzi, da un posto del genere vi aspettate solo romanticherie e chiccherie, tipo gente al primo appuntamento, cene d'anniversario, proposte di matrimonio e chi più ne ha più ne metta, e la stessa chiccheria te l'aspetti dal menù. E invece il piatto caratteristico di questo locale è il seguente
Costolette a volontà. Cioè, c'è il secchiello raccogli ossicini al centro del tavolo, le dita unte e bisunte di costolette e camerieri che ti riempiono il piatto con sleppe di carne non appena vedono la carne mancare. Che dire: forse qui le proposte di matrimonio vengono anche meglio: con le dita tutte unte l'anello scivola e non si incastra!
Qualche occhio vispo avrà notato che nella foto non c'è birra: acuta osservazione. Se vuoi la birra ti aspetta
la fase 2: il dopocena : solo e soltanto al Delirium. Sì, avete letto bene: su Tripadvisor è il secondo locale a Bruxelles. E vorrei ben vedere: con oltre 2500 tipologie di birre provenienti da 60 paesi, lo storico locale vanta addirittura una sua personale pagina su wikipedia.
Vivi un po' con la paura che ti possa cascare un vassoio in testa, però tutta la gioventù di Bruxelles passa da qui (chissà, magari ci ha fatto un salto ai tempi anche Karl Marx durante il suo esilio a Bruxelles! ;) ). Oh, poi un locale che ha come simbolo un elefante rosa, che tanto ricorda i rosa elefanti di Dumbiana memoria, fa capire subito di che pasta è fatta questo storico pub.
GIORNO 4
The last day. Con una manciata di ore libere prima di prendere la navetta e tornare in patria, è il momento giusto per concedersi un po' di shopping mentre pasteggiate con un gouffre o un cono di patatine fritte. Non mancano negozi che vendono souvenir a profusione. Qui potrete trovare:
- boccali di birra;
- tazzoni che fanno finta di essere boccali di birra;
- magneti a forma di cono di patatine;
- apri bottiglia a forma di manneken pis: in testa apri bottiglia e lo svitatappi all'altezza... del pis.
Ma volete fare regalo gradito ai compatrioti rimasti al di là delle Alpi?
La risposta è solo CIOCCOLATA
Oh, basta che non fate troppo schiamazzo, altrimenti la cioccolata di spaventa!
Insomma, a Bruxelles ci si diverte, si mangia bene, si ingrassa con spirito. Ti viene il terrore che ti si otturino tutte le vene, però alla fine se sono sopravvissuti i belgi penso possano farcela anche gli altri.
Come direbbero gli antichi Romani: sono andata a controllare le colonie. Tutt'appò, posso ritornare dietro il Rubicone.




















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