Mostre a Roma: "Enjoy! L'arte incontra il divertimento!" al chiostro del Bramante

Per il primo post del 2018 iniziamo con una buona notizia: il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha diffuso proprio oggi i dati di affluenza dei Musei italiani: il 2017 è stato l'anno del pienone con oltre cinquanta milioni di visitatori su tutto il territorio nazionale.
Wow!
Il grande tesoro artistico e culturale di cui disponiamo è una vera e propria miniera economica e di opportunità! Con la cultura ci si arricchisce in tutti i sensi!
A tal proposito, domani è la prima domenica del mese, ovvero il giorno della #domenicaalmuseo: tutti i musei del circuito nazionale gratis per tutti, cittadini italiani e non.

Volete dedicarvi una domenica all'insegna dell'arte moderna e non sapete dove andare? Se siete di Roma e dintorni il Chiostro del Bramante propone la mostra "Enjoy!L'arte incontra il divertimento!".

Sono stata alla mostra per voi e sono pronta a raccontarvi la mia esperienza.

Dal 23 settembre uno strano fenomeno climatico si sta scatenando all'interno del Chiostro progettato dal Bramante: nonostante il cambio delle stagioni è sempre primavera. Tutto questo grazie all'installazione artistica del maestro Michael Lin che ha fatto letteralmente fiorire l'intero pavimento del chiostro grazie ai suoi meravigliosi fiori.


 Per amore per l'arte ho pensato bene di vestirmi pendant e farmi foto ovunque, financo per terra. Che per carità, vengono fuori delle foto molto artistiche, ma poi sono scappata a casa a infilarmi nella doccia per intero.

La mostra è completamente interattiva: si può toccare, ascoltare, fotografare e saltare su tutto e le audioguide vi aiuteranno a muovermi all'interno della mostra e a far emergere il vostro lato giocoso.

Potete anche soffiare sulle opere d'arte se vi va, come nel caso della "mobile" di Alexander Calder, scultura in filo di ferro che si muove grazie all'energia cinetica. Una scultura che elogia il dinamismo e la lentezza insieme, che accompagna gentilmente verso l'opera di Mat Collishaw "centrifugal soul", ovvero uno zootropio
 
Dal rumore estremo delle macchine artistiche di Jean Tinguely al labirinto di specchi di Leandro Erlich si passa da un'opera all'altra come nella fiaba di Alice nel paese delle meraviglie, sentendosi giganti e lilliput nello stesso momento: ora un enorme ciclope steso sull'amaca di Ernesto Neto o pagliuzza negli occhi di Tony Oursler

Durante la mostra vedevo molti visitatori divertirsi sulla poltrona gigante di Studio sessanta5 , ma io ovviamente non vedevo l'ora di fiondarmi fra i palloncini rossi di Martin Creed. Fare una nuotata fra palloncini rossi chiusi dentro una piccola stanza a vetro mentre i tuoi capelli diventano aerostatici: cosa desiderare di più?


In sintesi: la mostra è divertente, purtuttavia non è riuscita a colpirmi come la mostra "LOVE" allestita sempre al chiostro un anno fa. Trovo vincente l'idea di includere l'audioguida nel costo del biglietto, perchè l'arte moderna ha bisogno di essere introdotta al visitatore per essere meglio compresa, ma non ho trovato le audioguide in questo caso così pregnanti come in altre mostre.

Mostra consigliata per: radical chic, famiglie con bambini, instagrammer compulsivi, amanti dei palloncini

Mostra sconsigliata per: quelli che "questa opera d'arte sapevo farla meglio io", impazienti che non riescono a stare dietro l'audioguida, palloncinofobici.

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