DilloConUnLibro: "Il diario di Bridget Jones" di Helen Fileding
Siamo nel mese di gennaio, ovvero il periodo dei buoni propositi per eccellenza? E allora oggi parliamo di un libro che di buoni propositi (stilati, non mantenuti, stravolti, rivisitati) ne ha fatto uno stile e una bandiera: parliamo della paladina delle donne del terzo millennio, ovvero Bridget Jones.
Non sono una di quelle persone che vede un film millanta volte: dal momento che non sono una grande esperta in materia ( e che soprattutto il mio pensiero è sempre costantemente opposto a quello di mymovies [sebbene qualcuno mi ha detto che è meglio così]), cerco di non vedere un film più di una volta per non "togliere spazio" ad un altro film che non ho mai visto. Questa regola però non vale per i film della disney e per quelli in cui compare Hugh Grant, da "Quattro matrimoni e un funerale" a "Paddington 2".
Quindi i primi due capitoli della saga di Bridget Jones li ho visti, rivisti, visti in lingua originale, visti in spagnolo con i sottotitoli in olandese (sì, è successo anche questo) e potrei recitare intere battute a memoria. Quindi, quando ho ricevuto in scambio su acciobooks il tanto agognato romanzo non ho visto l'ora di leggerlo, e l'ho messo direttamente nella readinglist, ovvero la pila di libri di 2,5 metri che barcolla sul mio comodino.
per chi non avesse MAI VISTO IL FILM E NON PROVA MINIMAMENTE VERGOGNA faccio un breve riassunto della trama, ma prima lasciate che vi dica cosa mi suggerisce di dirvi il mio spirito guida TINA CIPOLLARI in questo frangente
Non sono una di quelle persone che vede un film millanta volte: dal momento che non sono una grande esperta in materia ( e che soprattutto il mio pensiero è sempre costantemente opposto a quello di mymovies [sebbene qualcuno mi ha detto che è meglio così]), cerco di non vedere un film più di una volta per non "togliere spazio" ad un altro film che non ho mai visto. Questa regola però non vale per i film della disney e per quelli in cui compare Hugh Grant, da "Quattro matrimoni e un funerale" a "Paddington 2".
Quindi i primi due capitoli della saga di Bridget Jones li ho visti, rivisti, visti in lingua originale, visti in spagnolo con i sottotitoli in olandese (sì, è successo anche questo) e potrei recitare intere battute a memoria. Quindi, quando ho ricevuto in scambio su acciobooks il tanto agognato romanzo non ho visto l'ora di leggerlo, e l'ho messo direttamente nella readinglist, ovvero la pila di libri di 2,5 metri che barcolla sul mio comodino.
per chi non avesse MAI VISTO IL FILM E NON PROVA MINIMAMENTE VERGOGNA faccio un breve riassunto della trama, ma prima lasciate che vi dica cosa mi suggerisce di dirvi il mio spirito guida TINA CIPOLLARI in questo frangente
dicevamo: la trama. Bridget è una giovane londinese che ha compiuto trent'anni ed è sigle. E basta, se non conoscete il film non meritate di sapere altro. Cioè, se non sentite l'esigenza di vedere un film in cui una giovane Renee Zellweger deve decidere se stare con Hugh Grant nei panni del cattivissimo Daniel e Colin Firth nei panni del rampante avvocato Marck Darcy, quali parole posso usare io ora a convincervi a vederlo?
Forse potrei usare altri strumenti al posto delle parole, tipo
anticiparvi che ad un certo punto Hugh cadrà dalla barca e si ergerà dal laghetto bello come un Cleopatro
Anticiparvi che questo frame diventerà il vostro salvaschermo sul cellulare a vita, sia che siate donne, uomini o bambini.
Detto questo, va detto che il libro è decisamente diverso rispetto al film. Il romanzo è scritto in modalità diario, un diario un po' interattivo, dove potrete leggere una serie di "botta e risposta" che Bridget dà a se stessa nell'arco dell'intera giornata, uno stile che sembrerebbe quasi anticipare ciò che vediamo oggi sui social moderni fra Snapchat e instagram stories. Ovviamente, questo implica che il ritmo della storia sia mooooolto più lento rispetto ad un normale romanzo e rispetto al film che ne è stato tratto. Alcuni lettori potrebbero farsi scoraggiare, io mi sono molto divertita sinceramente, perchè Helen Fielding ha uno stile a dir poco frizzante e un'ironia così inglese che sa farti ridere continuamente. Ho capito che questo libro sarebbe stato il libro spirito guida della mia vita (sì, questo è il post in cui sto evidentemente cercando punti di riferimento) quando ho letto la pagina del 7 marzo, ovvero il giorno del mio compleanno. la pagina inizia così "Ore 9: Diavolo. Com'è possibile che da mezzanotte abbia messo un chilo e mezzo? Ero 59,1 quando sono andata a letto, 58,1 alle quattro del mattino e 59,6 quando mi sono alzata". Il post continua con la descrizione del suo diario alimentare di tutta la giornata, fra un suo svarione mentale e l'altro. Praticamente la storia della mia vita.
Se nel film le storilines di Daniel e Mark sono molto più intrecciate e si interfacciano spesso, nel romanzo succede assai di rado. Per non parlare del fatto che la tormentata storia d'amore fra i suoi genitori è mooooolto diversa. Lo ammetto, questo è un dei rarissimi casi in cui mi è piaciuto più il film del libro da cui è tratto. L'ho scritto sottolineato per ricordare a me stessa che anche l'impossibile alcune volte può accadere. Helen, non volermene, ma la trama nel film è sviluppata così bene, che non puoi fare a meno di pensare che ogni azione sia consequenziale alla precedente, mentre nel romanzo, soprattutto alla fine, a me è arrivata l'impressione che la storia sia stata chiusa molto in fretta.
Bridget però, che la si conosca sul romanzo o nel film, è uno di quei personaggi che ti porti dietro sempre e ti aiuta a ridere delle papere quotidiane che ti capita di fare. Uno spirito guida insomma ;)
Titolo: Il diario di Bridget Jones
Autore: Helen Fielding
Editore: Rizzoli
Pagine: 313
Prezzo: 10,20 €





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