Crescere: (D)istruzioni per l'uso
Qualche tempo fa mi sono messa a sfogliare virtualmente questo blog e sono capitata su un post che avevo dimenticato di aver scritto: ad un mese dalla laurea ho raccontato qui cosa voleva dire per me, fresca giovinetta di ventiquattro primavere, cosa volesse dire immettersi nel mondo degli adulti.
Ad oggi, a ventisei anni compiuti, sento che quel fantastico e (d)istruttivo processo non si è affatto concluso, ma anzi ha ancora molto da raccontare.
e quindi arriva in soccorso per voi, giovani e meno giovani naviganti, un nuovo manuale di istruzione su cosa vi aspetta quando si cresce.
- dimenticate di usare l'agenda per appuntare i vostri primi appuntamenti o i numeri di telefono di persone appena conosciute: farete più colloqui di lavoro che incontri galanti;
- pensavate che i call center fossero la vostra condanna telefonica: oh, giovani figli dell'estate! Niente batterà l'insistenza del vostro capo;
- il venerdì sera è la serata della birra solo se avete vent'anni e ancora non avete preoccupazioni sul futuro, la pelle da struccare a fine giornata e le doppie punte: quando si lavora il venerdì è la #seratabakeoff. ma a cosa serve uscire lì fuori nel mondo, quando il plaid sul vostro divano è più seducente di tutti gli streepers raggruppati in Magic Mister Mike?
- passi più tempo a cercare case in affitto su Immobiliare.it che vestiti su Zalando. e dopo un mese di ricerca nessuno è più esperto di voi sulla classificazione energetica degli appartamenti;
- le feste di laurea degradano per lasciare il posto alle feste dei trent'anni. Questo aspetto non necessariamente è da vedersi con sgomento: io per esempio conto di affittare un pullman (quasi come Chiara Ferragni insomma) e portare tutti i miei amici nelle valli del Chianti a bere vino novello;
- la parola d'ordine in questa fase della vita è #shabbychic (non chiedete ulteriori spiegazioni sul fenomeno);
- sul conto in banca conservi un fondo matrimonio (per prendere parte ai matrimoni degli altri ovviamente);
- hai più wishlist di arredamento che di scarpe;
- ogni lunedì ti svegli pensando "prossimo fine settimana basta schifezze!" e poi ti ritrovi le stories di instagram invasa di pizze, sushi e frasi tipo "se è porno tolgo": eh sì, sono proprio una monella;
- ancora non hai capito cosa diavolo sia il genere trap, ma almeno sai chi sono i Maneskin (grazie al fatto che riesci a pagarti l'abbonamento a now tv);
- conosci più tipologie di tisane e infusi che birre;
- la sezione "outfit da ufficio" ha prepotentemente invaso i 3/4 dell'armadio (ma tranquille, l'amletica frase "cosa mi metto??????" non vi abbandonerà mai!);
- non hai tempo per fare shopping nei negozi: ma scusate, internet non è stato inventato solo per questo scopo?
- non hai ancora un parrucchiere di fiducia come tua mamma, ma hai già il tuo CAF di fiducia, come tuo padre;
- la morte nera di secondo nome fa "cervicale".
La guida semi-seria sui 26 anni non finisce qui ed è sempre pronta ad allungarsi: tuttavia c'è da dire che la quasi maturità ha anche i suoi vantaggi: è fatta di primi stipendi e primi conti in banca, di prime vacanze autofinanziate, di ferie richieste, di certificati di residenza all'estero e prime elezioni al Senato della Repubblica, di coppie che si sposano e voi che piangete mentre li accompagnate con gli occhi all'altare, di compagne di scuola che fanno figli, di ragazzi per i quali hai sbavato per tutto il periodo del liceo che tornano solo per dirvi "quanto sei bella!", di sorelle che vedete crescere e di nipotini che vanno a scuola, di amori nati che eravate appena maggiorenni e che sono diventati solidi e belli come il Colosseo.
la bellezza del crescere è che, in verità, non si ferma mai. Sta a voi allargare le braccia a tutte le novità con la più splendente spensieratezza di cui siete capaci.


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