Gli esami sono vicini e tu sei troppo lontana dalla mia stanza...
...Ok, non è un esame, bensì un esonero, ed è la settimana prossima, però questo verso della celeberrima canzone di Venditti era perfetta!!!
Hola Chicos (ammesso ci sia qualcuno che legge!)!!!!
Come va? Come riempite le vostre autunnali giornate ai quattro angoli del mondo (e in Italia principalmente)?
Io non saprei dirvi come le riempio, forse con tanta università e innumerevoli uscite nel mio locale valenciano preferito, il Radiocity. Non sono abituata ad andare ogni giorno in università e con questi ritmi, è innaturale per uno studente di giurisprudenza applicare il concetto di FREQUENZA OBBLIGATORIA. Eppure è proprio così! e dopo 4 settimane di corsi, ho il mio primo esame parziale! E c'è da studiare su solo 37 pagine!!! è commovente tutto ciò!
Ma perchè, vi chiederete voi, in Erasmus si studia? Mi spiace dare questa brutta notizia a quanti sono in procinto di iniziare l'Erasmus o pensano di farlo in futuro, ma SI: SI STUDIA. Non come siamo abituati a fare in Italia, è ovvio. qui i professori stessi ti dicono di studiare sugli appunti e non sul libro! Però sì, un po' tocca pure studiare. Non vorrete mica perdere l'abitudine al ritorno in Italia!
Ah, breve parentesi: qui l'autunno non esiste. E mi chiedo se esista l'inverno onestamente. Vi dico solo che ieri, 1 de octubre, fuori c'erano la bellezza di 34 gradi. Di qui la necessità di fare un'altra puntatina quanto prima alla Malva rosa, la Playa de Valencia.
Ma parliamo dell'Università. O meglio, delle scuole superiori. E sì, perchè a me sembra di essere tornata a scuola: classi di 30 persone, dove tutti si conoscono, dove si fa l'appello, con i compiti per casa, le verifiche, e i quiz a premi per capire se stai studiando. Già. è successo davvero, durante la lezione di derecho de la Union Europea. La prof, che si fa chiamare per nome e non tollera i formalismi, ci ha diviso in 3 squadre e la squadra che ha totalizzato il maggior numero di risposte corrette ha vinto un paio di occhiali da sole per membro forniti dal banco Santander, rimasuglio di qualche regalo natalizio aziendale.
Pur tuttavia, nonostante il ricorso a metodi scolastici degni di Maria Montessori, studiare materie così "sovranazionali" come diritto dell'Unione Europea all'estero è una esperienza fantastica. Il progetto Erasmus è lo sforzo di menti che più di cinquant'anni fa hanno pensato ad una Europa senza dogane e unita. Se il nostro continente sta vivendo il periodo più pacifico che la sua storia ricordi, lo dobbiamo proprio alla nostra cara Unione Europea. La mia generazione è nata con la bandiera blu a 12 stelle, pensate che l'Unione Europea così come oggi la chiamiamo è più "vecchia" di me di solo un mese! (7 febbraio 1992: trattato di Maastricht). Non ci credo che ci sono ragazzi della mia età che non capiscono l'importanza dell'Europa unita, che dietro quella bandiera vedono solo che 1 euro equivale a quasi 2000 lire. Prima di essere italiani, noi siamo europei. Siamo nati senza il concetto ben definito di confine, perchè abbiamo da sempre avuto la possibilità di viaggiare in lungo e largo con la sola carta di identità. Senza bolli sui passaporti e file interminabili. E vi assicuro che, per quel poco di esperienza doganale che ho avuto (fra le più terribili fra l'altro: Cina e Kaliningrad) non è una esperienza affatto piacevole! A chi ha avuto la lungimiranza di pensare l'Europa come un unico grande Paese, a chi da 27 anni permette a noi giovani di sentirci a casa in 27 altri paesi con il progetto Erasmus non può che andare un forte ringraziamento, perchè ci ha permesso di essere, insieme, una potenza, sotto tanti punti di vista.
Tutti questi discorsi pieni di morale non cancellano la realtà dei fatti, ovvero che ho un compito da scrivere e inviare entro la mezzanotte!!!
dulces sueños
Hola Chicos (ammesso ci sia qualcuno che legge!)!!!!
Come va? Come riempite le vostre autunnali giornate ai quattro angoli del mondo (e in Italia principalmente)?
Io non saprei dirvi come le riempio, forse con tanta università e innumerevoli uscite nel mio locale valenciano preferito, il Radiocity. Non sono abituata ad andare ogni giorno in università e con questi ritmi, è innaturale per uno studente di giurisprudenza applicare il concetto di FREQUENZA OBBLIGATORIA. Eppure è proprio così! e dopo 4 settimane di corsi, ho il mio primo esame parziale! E c'è da studiare su solo 37 pagine!!! è commovente tutto ciò!
Ma perchè, vi chiederete voi, in Erasmus si studia? Mi spiace dare questa brutta notizia a quanti sono in procinto di iniziare l'Erasmus o pensano di farlo in futuro, ma SI: SI STUDIA. Non come siamo abituati a fare in Italia, è ovvio. qui i professori stessi ti dicono di studiare sugli appunti e non sul libro! Però sì, un po' tocca pure studiare. Non vorrete mica perdere l'abitudine al ritorno in Italia!
Ah, breve parentesi: qui l'autunno non esiste. E mi chiedo se esista l'inverno onestamente. Vi dico solo che ieri, 1 de octubre, fuori c'erano la bellezza di 34 gradi. Di qui la necessità di fare un'altra puntatina quanto prima alla Malva rosa, la Playa de Valencia.
Ma parliamo dell'Università. O meglio, delle scuole superiori. E sì, perchè a me sembra di essere tornata a scuola: classi di 30 persone, dove tutti si conoscono, dove si fa l'appello, con i compiti per casa, le verifiche, e i quiz a premi per capire se stai studiando. Già. è successo davvero, durante la lezione di derecho de la Union Europea. La prof, che si fa chiamare per nome e non tollera i formalismi, ci ha diviso in 3 squadre e la squadra che ha totalizzato il maggior numero di risposte corrette ha vinto un paio di occhiali da sole per membro forniti dal banco Santander, rimasuglio di qualche regalo natalizio aziendale.
Pur tuttavia, nonostante il ricorso a metodi scolastici degni di Maria Montessori, studiare materie così "sovranazionali" come diritto dell'Unione Europea all'estero è una esperienza fantastica. Il progetto Erasmus è lo sforzo di menti che più di cinquant'anni fa hanno pensato ad una Europa senza dogane e unita. Se il nostro continente sta vivendo il periodo più pacifico che la sua storia ricordi, lo dobbiamo proprio alla nostra cara Unione Europea. La mia generazione è nata con la bandiera blu a 12 stelle, pensate che l'Unione Europea così come oggi la chiamiamo è più "vecchia" di me di solo un mese! (7 febbraio 1992: trattato di Maastricht). Non ci credo che ci sono ragazzi della mia età che non capiscono l'importanza dell'Europa unita, che dietro quella bandiera vedono solo che 1 euro equivale a quasi 2000 lire. Prima di essere italiani, noi siamo europei. Siamo nati senza il concetto ben definito di confine, perchè abbiamo da sempre avuto la possibilità di viaggiare in lungo e largo con la sola carta di identità. Senza bolli sui passaporti e file interminabili. E vi assicuro che, per quel poco di esperienza doganale che ho avuto (fra le più terribili fra l'altro: Cina e Kaliningrad) non è una esperienza affatto piacevole! A chi ha avuto la lungimiranza di pensare l'Europa come un unico grande Paese, a chi da 27 anni permette a noi giovani di sentirci a casa in 27 altri paesi con il progetto Erasmus non può che andare un forte ringraziamento, perchè ci ha permesso di essere, insieme, una potenza, sotto tanti punti di vista.
Tutti questi discorsi pieni di morale non cancellano la realtà dei fatti, ovvero che ho un compito da scrivere e inviare entro la mezzanotte!!!
dulces sueños

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