you've got the love

Dopo diverso tempo, ritornano i post scritti dall'Italia!
Ma non abituatevi, il mio ritorno in Spagna è imminente, volevo giusto raccontarvi cosa si prova a ritornare a casa per la prima volta.

Andiamo con ordine però: perchè sei tornata? voglia di coccole materne? Oddio, anche!
Il vero motivo però, è stato un altro: la laurea della MiticaLù.
E siccome l'intenzione era quella di rivedere quante più persone possibile (primo fra tutti il Duci), il mio viaggio è stato lungo ed eterno.
è cominciato sabato pomeriggio: immaginate me, bella e impossibile (.... AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH! Amatemi anche per la mia autoironia!) a muovermi fino alla metro per raggiungere l'aeroporto con un bagaglio a mano che solo più tardi avrei scoperto essere più pesante del limite consentito per i bagagli a mano. Prima tappa: Valencia- Roma Fiumicino. Il Duci è venuto a prendermi in aeroporto. Classica scena da film al nostro incontro.
Era importante vedersi. Non credo ci saranno altri incontri, anche dopo periodi di lontananza più lunghi di questo, più significativi. Siamo stati insieme per 24 ore, abbiamo attraversato Roma nelle direzioni di tutti e quattro i punti cardinali, ero distrutta e incosciente dalla stanchezza. Ma siamo stati insieme. Questa era davvero la cosa importante, la medicina che non fa sentire alcun tipo di stanchezza o dolore ai piedi.
 C'era solo voglia di piangere dall'emozione.
 Non siamo fatti per vivere lontani, la nostra pienezza si raggiunge solo quando possiamo stringerci le mani. Ammettiamolo, il Duci è pieno di difetti, e sa come farmi arrabbiare, ma questo non cambia il fatto che macinerei i chilometri, ogni sera, pur di dormire abbracciata a lui.
Non mi soffermo su come siamo stati abili nel saperci smarrire dentro il parco della Caffarella per arrivare sull'Appia Antica, o sul fatto che pensavamo di percorrere l'Appia per ritornare nel centro di Roma nella direzione sbagliata (questo vuol dire che in un mese e qualche giorno, mas o menos, saremmo arrivati tranquillamente a Brindisi, aspettandoci di arrivare invece alla Bocca della Verità), vi dico solo che abbiamo passato le 24 ore più matte della storia.

Arrivederci alle prossime 24 insieme (che se magari fossero 48, 72 ore o di più non mi dispiacerebbe affatto!)

Il Lunedì sveglia alle 6 del mattino per completare l'ultima parte del viaggio: Roma-Rossano Calabro. Solo 7 ore di pullman sulla Salerno-Reggio, che sarà mai???? :O
E ieri, finalmente, il grande giorno: fiesta!
Ovviamente, per non perdere il ritmo,mi son fatta una bella levataccia anche ieri per essere a Cosenza alle 9 del mattino per l'inizio della seduta di laurea. Credetemi se vi dico che ero emozionata come se fosse il mio giorno (ma magari!). Non so se è dovuto al fatto che siamo nate a distanza di pochi anni l'una dall'altra o per il clima respirato a casa, ma fra noi quattro esiste una simbiosi totale, non siamo abituate a vivere con distacco le esperienze delle altre. Fa quasi strano non essere più piccole, festeggiare per traguardi che sono da "persone grandi", noi che abbiamo tante di quelle foto insieme mentre giochiamo con le barbie, o sotto l'albero di natale, o con i vestiti di carnevale. Confetti rossi da laurea, tacchi alti, trucchi e discorsi seri sul futuro sembravano, quando eravamo piccole, esperienze così lontane dalla nostra routine, e adesso con 21 mi sento quasi vecchia!
Quando ero piccola, credevo che la casa fosse un posto fisico, con le stanzette da riempire di poster e il soggiorno luminoso. Ho capito adesso, che la casa è un seme, piantato nel nostro cuore. La nostra vita è agitata da molti venti, e i semi di casa fecondano gli occhi di chi amiamo. Roma è la splendida città che sono abituata a conoscere solo perchè il cielo ha il colore dei suoi occhi e l'acqua che scorre ha il rumore argentino delle risate dei miei amici. Rossano profuma della cucina di mamma e del dopobarba di papà, è calda come gli abbracci che ci diamo noi quattro nei momenti importanti.
Non esistono fondamenta e carta da parati, tende e stoviglie.
You've got the love, voi avete l'amore di cui ho bisogno per guardarmi dentro.
E per avvertire la voglia di chiudere le valigie, e tornare.

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