in bianco e nero...

"Guardo una foto di mia madre, era felice avrà avuto vent'anni..."
Anche a voi piace guardare vecchie foto? Ripercorrere la storia della vostra famiglia dagli sguardi color seppia dei vostri nonni sui fogli patinati seghettati ai lati come enormi francobolli?

Tutta la mia riflessione "storica" è cominciata ieri mattina, una domenica come tante di una splendente Valencia. Ho fatto partire a manetta canzoni anni '90 e '80; ve la ricordate "t'appartengo" di Ambra Angiolini? Ecco, lo standard della mia domenica era il seguente (ci tengo a giustificarmi: è tutta colpa del Duci, che è andato in fissa con "Tale e quale show" e ora stiamo facendo scorta dei grandi successi degli anni che furono...). E nel mezzo del mio canticchiare, la Cami mi propone ad andare ad un mercato vintage.

I mercati vintage: la mia passione. da quando li ho scoperti, circa un anno fa, non riesco più a smettere. E faccio entrare in questo circolo vizioso quanta più gente possibile. L'anno passato ho preso d'assalto il mercato vintage del Circolo degli artisti (pubblicità occulta, lo so, ma se siete a Roma DOVETE ANDARCI almeno una volta nella vita. Se vi piace il genere vintage, ovvio. E se non vi piace, dovete passare di lì almeno per farvi una serata alternativa a ballare nel pratone.) e quest'anno mi stavo sentendo troppo in astinenza da "attività radical chic".
Non potevo proprio resistere alla tentazione.

Se avessimo visto solo da fuori il locale dove hanno fatto il mercadillo ieri, molto probabilmente non gli avremmo dato manco du' lire. E invece all'interno è figo assai. è un pequeno (ma molto pequeno, pequenissimo direi, ma non stiamo a questionare sulle misure!) Circolo degli artisti in chiave valenciana. Senza il super prato. E va bhè, ve lo avevo detto che era piccolo!
è una sorta di garage adibito a locale anni '60: ieri con tutte quelle musichette americane vecchia moda mi aspettavo che da un momento all'altro comparisse Fonzie a chiedermi di battergli il cinque.
Io non ho saputo resistere, ho comprato un giubbetto di pelle. Ok, non sarà pelle, ma l'ho pagato 5 euro ed è troppo carino.

N.d.R. = Valencia è piena di negozi e mercati dell'usato, non so se è per colpa della crisi o perchè va di moda la roba usata.

A me i negozi vintage fanno impazzire: so che non è il massimo dell'igiene prendere roba usata da altri, ma mi piace pensare cosa quell'oggetto che io sto comprando abbia significato per chi lo ha venduto. Bhè, direte voi, se il vecchio proprietario lo ha venduto vuol dire che non ci teneva gran ché. Magari sarà così, ma sicuramente quell'oggetto ha una storia, magari era un regalo non gradito, oppure ricordava una persona che non ci sta più vicino, o semplicemente siamo ingrassati e quella gonna, a malincuore prende solo polvere nell'armadio. Ma ha una storia, sicuramente sarà piaciuto a qualcuno, ha tutta una sua avventura alle spalle. E nel momento in cui io lo compro, a continuare quell'avventura sarò io.
E magari chissà, arriverà il giorno in cui lo troverà mia figlia sul fondo di uno scatolone e se ne innamorerà, oppure una scaltra nipotina prenderà in mano quel vestito e dirà "nonna, anche da giovane eri tanto magra!" (sì, perchè anche a 60 anni inoltrati continuerò a portare una taglia S e mia nipote si sarà guadagnata 20 euro per aver detto il vero sul mio aspetto fisico.)

Mi piace pensare che dai nostri genitori non ereditiamo solo il colore degli occhi e la forma degli zigomi, ma anche i gusti, qualche pennellata del nostro carattere, lo stesso modo di piegare la testa di lato quando ascoltiamo qualcuno o scoppiare a piangere per qualsiasi cosa.
L'estate scorsa mi trovavo a casa di mia nonna con mamma e da uno scatolone uscì fuori un vestito di seta lilla che mia nonna cucì per mia mamma. Mamma non lo mise mai perchè mia nonna, fra una cosa e l'altra, dimenticò di ultimare le ultime cuciture. E adesso quel vestito è qui nel mio armadio, lo uso tantissimo perchè lo trovo delizioso e il Duci mi ha detto che, con quella svolazzante gonna a campana anni '50, sembro una principessa.
Spero che mi stia bene come sarebbe stato bene a te alla mia età mamma.
E spero di aver portato qui a Valencia non solo il tuo vestito, ma anche la grazia con cui tu sai ascoltare il mondo.

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