l'amore non si spiega fa girare il mondo e poi...

Dopo 3 mesi d'attesa...
Dopo esami su esami macinati, esoneri, linee skype saltellanti, lettere internazionali e messaggi senza tempo...
Dopo tante promesse e speranze...
Il Duci è sbarcato sul suolo iberico!

Scusate se manco su questo blog da un settimana, ma vi assicuro che stare dietro al Duci è un qualcosa di abbastanza impegnativo. 

Premettendo che per una settimana, in attesa della sua venuta in terra ispanica, mi sono ammazzata di studio per poter essere bella e smagliante in sua presenza. E infatti manco dalle lezioni da una settimana, senza contare l'unica eccezione del test di inglese fatto martedì.
Un amore di ragazzo: mentre io studiavo qualcosa sul common law lui puliva, rassettava la stanza, mi preparava il thè e mi correggeva la pronuncia. Ve l'ho detto che è un amore!

Andiamo con ordine però. 
Non è che voglia raccontarvi ogni singolo particolare di questa "vacanza", tranquilli, però sono stata davvero troppo bene!

Ho visto più cose di Valencia in questi 3 giorni che in tre mesi: un po' per tempo, un po' perchè ho aspettato che venisse a trovarmi qualcuno prima di vedere le cose più "turistiche" della città. Ad esempio ho visto per la prima volta la città delle arti e delle scienze. UNO SPETTACOLO. 
E l'oceanografico???? vogliamo parlare di tutti quei pescetti???? è stato BELLISSIMO!!!! Urlavo più io di gioia dei bambini!!! 

Ho assaggiato tutte le cose più caratteristiche: tapas, sangria (fatta come Dio comanda), Paella, churros e cioccolata... Tutto!!! 
E poi ho dato prova di essere una cuoca provetta! Ma volete sapere l'aspetto più tragico della cosa?? Al momento di fare il mio cavallo di battaglia, ovvero la tortillas con le patate, per colpa di una padella non antiaderente si è bruciata!!!! Che disdetta!!! Volevo piangere! Possibile che quando sono da sola le cose mi vengono bene, poi vado per fare bella figura e combino pasticci???
Ma questo non è stato decisamente l'unico disastro combinato insieme.
Ad esempio, causa una doccia otturata, la prima mattina la mia dolce metà ha allagato 6 stanze su 8. 
Oppure ci sono io, che la domenica mattina, mentre siamo già alla città delle arti e delle scienze chiedo a me stessa se ho staccato la piastra per capelli, scomodando l'intero palazzo per controllare se il mio appartamento fosse devastato dalle fiamme. 
Oppure il Duci che lascia cadere mezzo chilo di sale nel sugo... insomma, noi sappiamo come divertirci. Siamo due catastrofi naturali. Per questo ci vogliamo bene. Apparteniamo alla stessa categoria: reparto "disastri ambientali". 

Però amo tutto di lui.
E oggi che l'ho accompagnato all'aeroporto ho provato un pizzico di invidia. Per lui che sarebbe ritornato in Italia. Sono sempre in eterno conflitto fra queste due vite, quella "normale" in Italia e quella "normale e parallela" che vivo qui. La Spagna deve ancora darmi molto, moltissimo. Ma l'Italia mi manca. 

E mi manca Duci, che a quest'ora starà volando sopra la mia testolina, diretto a casa. Ho vissuto un piccolo sogno in questa settimana: vivere insieme. Come le persone normali. E adulte. 
all'inizio è stato strano. Dopo una settimana capisco che è quello che voglio. Con tutti i suoi lati positivi e negativi, gli alti e i bassi. Ma voglio questo dalla mia vita. Voglio te. 
Per quante buone occasioni saremo disposti a cogliere, occasioni che forse ci porteranno lontani l'uno dall'altra, io sarò sempre pronta a darti forza, come tu hai fatto con me quando ho intrapreso questa avventura. 
E ogni volta che vorremo, basterà incontrarci in qualsiasi angolo del mondo per sentirci a casa.  

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