DilloConUnLibro: “L’amante di Lady Chatterley” di David Herbert Lawrence

Dal momento che sono una grande amante dei classici della letteratura, ultimamente nella mia fame atavica di storie alterno ultime uscite con i classici mancanti alla mia collezione di letture, e grazie ad uno dei primi e proficui scambi su acciobooks sono riuscita a mettere le mani su una edizione d’antan de “L’amante di lady Chatterley”, ritornato in auge in questo periodo per ben due motivi: perché sono trascorsi ben 55 anni da quando il velo della censura è stato tolto dall’opera di Lawrence, permettendo così la stampa e messa in vendita del libro in Gran Bretagna, e perché ho visto l’ultima serie tv in ordine di tempo tratta dal libro, con un sempre aitante Richard Madden. Come mia consuetudine ho prima letto il libro, di cui non avevo maturato un ottimo giudizio, e dopo ho visto la serie tv, nella speranza che Richard compiesse il miracolo di farmelo piacere; e in effetti c’è riuscito, con la differenza però che la serie l’ho trovata terribile e lontana dal romanzo in modo scontato e crudele, mentre ho rivalutato il romanzo.

 Andiamo prima ai fatti: la giovane Constance sposa il nobile Clifford Chatterley dopo aver trascorso la sua giovinezza in giro per l’Europa. Non fanno in tempo a fondersi di felicità per le nozze compiute che il giovane Lord viene spedito sul fronte del primo conflitto mondiale, da cui tornerà sì vivo, ma paraplegico, rendendo la vita, sessuale e non, della curiosa e instabile Connie piatta e grigia. Nel bel mezzo del grigiore dell’Inghilterra più autentica compare l’aitante guardiacaccia della tenuta dei Chatterley, Oliver Mellors, che risveglierà le pulsioni sessuali e vitali di Connie.

 Cominciamo da una precisazione: avete presente quando leggete i commenti alla saga di “cinquanta sfumature” che lo apostrofano come un romanzo erotico ed hot? Ecco, di fronte all’opera di Lawrence la nostra E.L. James fa onestamente una bruttissima figura: non me la sono sentita di leggere tutta la saga, ho letto solo alcune pagine “piccanti”, e diciamo che il confronto con un romanzo scritto nel lontano 1925 fa sembrare cinquanta sfumature un libro per educande. L’amante di Lady Chatterley è un vero esempio di romanzo erotico, non risparmia nessun dettaglio sul piacere declinato al maschile e al femminile e le moderne traduzioni in italiano rendono vividamente il vocabolario scurrile e realistico usato da Lawrence (semmai vi dovesse capitare fra le mani la prima traduzione del romanzo risalente al 1945, troverete traduzioni molto fantasiose per on turbare la pubblica morale, come ad esempio il vero to fuck tradotto costantemente in italiano con il verbo baciare… proprio quello che voleva dire Lawrence insomma!).

 Personalmente non sono tanto gli aspetti erotici del romanzo ad avermi colpito, quanto altre tematiche davvero molto forti, su tutte la condizione sociale della classe operaia nei primi decenni del Novecento in Gran Bretagna, ma anche il complesso mondo femminile descritto.
 Ecco ad esempio un passo del libro:
” Il parco confinava con tre delle sue miniere. Era stato un uomo di vedute larghe e generose e praticamente aveva aperto il parco ai minatori. Non erano stati loro che lo avevano fatto ricco? Perciò, quando vedeva quei gruppi di uomini malandati aggirarsi intorno ai suoi stagni ornamentali- non nella parte privata del parco, no, lì aveva segnato un preciso confine- diceva “Forse i minatori non sono decorativi come i daini, ma rendono molto di più”.   
Ammetto che mi ha scioccato più questo passo che tutti i racconti sulle notti di passione fra Connie e il guardiacaccia. Certo, non mi aspettavo un romanzo alla morale cristiana del “siamo tutti fratelli, abbasso le schiavitù”, ma ad avermi colpito è il sentimento di Connie riguardo le differenze di classe, che lei respira e vive allo stesso modo. I suoi viaggi in giro per l’Europa l’hanno resa una donna emancipata fino ad un certo punto, purchè non si tratti di restringere i privilegi che la sua conformazione sociale si è guadagnata negli anni. Nonostante nutra un amore sincero per un uomo dalla estrazione sociale decisamente bassa, in tutto il romanzo il suo pensiero è uniforme alla sua classe sociale, ovvero la netta e abbietta inferiorità sociale di qualsiasi classe di lavoratori. Mentre in alcune parti del mondo si faceva strada la self made man philosophy, in altre parti del mondo si cercava ancora un legame divino fra un qualsiasi Dio e la corona.
 Innovativo resta comunque il ruolo della donna in questo romanzo: Connie è la classica esponente del Bovarismo, riesce a trasmetterci tutta la sua inquietudine fra la realtà cui appartiene e quella cui aspira. Porta la sua impossibile storia d’amore fino a raggiungere toni di forte lirismo bucolico, ed è proprio lei, donna, che se ne rende prima attrice. La donna che finge di essere oggetto di pulsioni, non solo sessuali, per condurre la storia esattamente dove vuole lei, se ne rende protagonista. Questo è il motivo per cui, nonostante il romanzo di per sé non mi è particolarmente piaciuto, porterò sempre con me qualcosa di Connie, piccola rivoluzionaria che riuscirà a mettere in prima linea il proprio piacere, espresso in tutte le sue forme, di fronte alle regole morali e sociali.
Connie è femminista senza esserne pienamente cosciente, proprio per questo deve piacere ad ognuna di noi.
Titolo: L’amante di Lady Chatterley
Autore: David Herbert Lawrence
Editore: Garzanti

Pagine: 377

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