Quando sei raffreddato non puoi più nasconderti

Io ho un sistema immunitario abbastanza efficiente: non mi sento di definirlo una sorta di Alcatraz dei germi, che li imprigiona tutti senza evidenti segni di disagio esterni al corpo, ma si avvicina di più al Castello d'If del Conte di Montecristo, dove non c'è possibilità di evasione se non una volta su un milione. Il problema è che quella volta ogni morte di papa che ti ammali, è sempre il momento sbagliato, come ad esempio questa settimana.
 Dal momento che ho passato un'estate di nulla cosmico, in cui la massima attività fisica è stata passare dal letto al divano, con qualche sosta al tavolo per i pasti e alla toilette, a settembre ho deciso di partire non con 1, non con 2, ma bensì con 3 attività. Sono quindi evidentemente già prossima all'esaurimento, ed è forse per questo motivo che un microbo, novello Edmond Dantes, ha deciso di evadere dalla morsa del mio inquisitorio sistema immunitario ed infettarmi con un banalissimo raffreddore.
 Ammetto che ci ho messo del mio, uscendo un sabato sera a mezzanotte con un maglioncino così leggero che avrei fatto prima a girare nuda e probabilmente sarei stata più coperta, ma quel microbo sabato sera deve aver intercettato la mia stanchezza e immagino abbia voluto rimediare a modo suo, costringendomi a letto.
 E così, se lunedì avrei dovuto trascorrere il pomeriggio insieme a mia mamma, venuta dalla Calafrica appositamente per me, abbiamo passato il lunedì sera con coperta in pile e Pechino Express.  Se martedì sarei dovuta essere in ufficio dove sto ultimando le ultime ore di un tirocinio formativo, sono rimasta a casa ad analizzare gli andamenti della mia febbricola, più altalenante delle montagne russe.
 Oggi invece è mercoledì e avevo chiesto alla mia salute di venirci incontro, perchè è stata una giornata importante: il mio primo giorno di pratica legale, ovvero l'inizio dello sfruttamento per i prossimi 18 mesi. Niente da celebrare in pompa magna, ci mancherebbe, e devo dire che alla fine con la mia salute abbiamo trovato un compromesso.
Niente febbre stamattina.
Solo raffreddore.
Ora, immaginate me, giovane e intimorita, entrare in un biblioteca giuridica insieme ad altri 50 ragazzi più o meno della tua età, con i tuoi primi fascicoletti in mano. Vuoi fare una buona impressione, iniziare a dimostrare che sei una tosta, determinata, decisa, sicura di te, che te voj già magnà er monno, diventare una regina del foro, e invece il massimo che riesci a fare è tirare su col naso.
Per otto ore e mezzo.
Alternato a rumorosi soffiamenti di naso.
E a qualche fragoroso starnuto qua e là.
Sei tu, i tuoi fascicoletti, i tuoi orecchini di perle da brava ragazza, la camicina nera con il collo alla peter pan e un memorabile naso rosso.
Io non so che impressione ho dato ai miei colleghi, avranno sicuramente pensato che so na piattola, che c'è chi sta peggio al mondo, ma anche chi sta meglio, tipo tutti quelli che al momento non hanno il raffreddore.
Soprattutto, se c'è una persona che sta benissimo anche con il raffreddore è la tizia che fece la pubblicità del tachifludec un milione d'anni fa: ve la ricordate? La tizia che doveva uscire con l'amica, si trascina fino ad un bar sotto la pioggia, racconta tutti i sintomi all'amica che pare più un bollettino medico di morte imminente, e se tu, uomo comune, in questo caso anneghi la tua disperazione in una dormita profonda con relativa sbavazzata sul cuscino causa naso chiuso, lei invece, serafica e perfetta, chiede al barista "un po' d'acqua calda per favore".
Beve la pozione magica (che per inciso ha davvero un saporaccio).
Il tempo di una digestione rapida di un micro secondo e sta già benissimo.
No naso chiuso, no borse sotto gli occhi, no bocca impastata, saliva corrosiva che ti manda in fiamme la gola, dita sudate da febbre, capelli metà appiccicati in faccia, metà per aria.
No tachiflù, non ti userò mai più, perchè dopo averti preso la febbre mi è salita a più di 38.
Userò solo e soltanto il Vivin C, che mi ha conquistato sin da bambina grazie a questo spot.
(Solo ora ho capito che la musichetta cantava "Vinci vinci, con Vivin C". Io credevo solo ripetesse fino allo sfiato Vivin C. I traumi.)
https://www.youtube.com/watch?v=UsocStITYws

Commenti

Post più popolari