DilloConUnLibro: "Colpa delle stelle" di John Green

Siamo sotto le feste di Natale e, come sapete, questo è il periodo in cui possono succedere miracoli. Difatti ho letto un libro commerciale che probabilmente mai avrei letto di mia spontanea volontà, o addirittura comprato. "Colpa delle stelle" è stato comprato dalla più piccola di casa ( più piccola...ha ventanni e venti centimetri più di me!), mi trovavo in Calafrica, lontano dalla mensola-porta-libri-da-leggere-a-breve, e quindi mi sono lanciata.
 La storia credo la conosciate tutti, ma faccio un refresh per chi non ne avesse mai sentito parlare/l'ho sentito, ma non me lo ricordo/ l'ho letto, ma non ero in me: Hazel Grace è affetta da un cancro che ha ridotto drasticamente la sua aspettativa di vita, nonché la qualità della sua stessa quotidianità. è costretta dai suoi genitori ad andare ad un gruppo di supporto per ragazzi malati di malattie terminali, e qui incontra Gus, affetto in passato da un tumore osseo ormai sconfitto, ma che lo ha costretto all'amputazione di una gamba.
I due ovviamente si innamorano, e non spetta a me dirvi come questo amore si sviluppa e come finisce il libro, ma, leggendolo, sono evidenti i motivi per cui un'intera generazione di teenagers ha amato questa storia.
Io, che teenager ormai non sono più da quattro anni, non sono letteralmente impazzita per questo romanzo, tuttavia la storia convince,i personaggi sono ben caratterizzati, si parla d'amore e chi sono io per giudicare?
Per me il problema è sempre lo stesso: lo stile. Sì, il problema è evidentemente solo mio, anche perchè viene usato uno slang perfetto per il target di lettori cui si rivolge, ovvero adolescenti e giovanissimi, quindi è ovvio che il linguaggio è quello tipico degli sms e non quello della Divina Commedia. Tuttavia, mi chiedo spesso per quale motivo questo genere di romanzi, che oggi le case editrici etichettano come "young adults", debba necessariamente utilizzare un linguaggio in pillole: credo che se una storia è valida non abbia bisogno di ricorrere al mero linguaggio parlato, si possa permettere qualche fantasia stilistica in più. Perderebbe di credibilità? Probabile, se i protagonisti sono ragazzi "normali": nel nostro caso emerge chiaramente che sono due ragazzi che hanno qualche marcia in più rispetto alla media degli adolescenti di oggi, vuoi per interessi, vuoi per cultura. Eppure, lo stile non va oltre la basilare struttura logica del soggetto-predicato-complemento, e il livello narrativo non va oltre la descrizione dei fatti.
Ok, forse ho un po' troppo massacrato questa storia, che alla fine non boccio completamente; riassumo così il mio sentimento: non è il libro della mia vita, non mi ha fatto impazzire, tuttavia, se avessi delle sorelle/fratelli/cugine/nipoti adolescenti, mi farebbe piacere leggessero questa storia, perchè può essere un buon romanzo di transizione da un passato da lettori di storie solo per ragazzi verso la lettura di romanzi "da adulti", più impegnati e con qualche pretese in più.
Io alla fine non ho pianto, ma difficilmente piango leggendo un libro (strano, ma vero), ma il consiglio è di tenere a portata di mano una bella scorta di fazzoletti.
Titolo: Colpa delle stelle
Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Pagine: 356
Prezzo: 16 €

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