Il mio primo instameet: alla scoperta di Maenza
Sono le 22:00 di una domenica sera: sorseggio una tisana al finocchio, ascoltando il mio stomaco che chiede pietà dopo una due giorni di cibo no-stop.
Ma come ho fatto a mangiare così tanto? Cosa ho fatto per meritare tutte queste bontà caserecce? Semplice: ho partecipato al mio primo instameet made in Italy!
Sì, la precisazione è d'obbligo, perchè non è il mio primo instameet in assoluto: qui infatti potrete leggere le mie gesta in quel di Valencia, alle prese con una birra al porto e un giro su un bus turistico.
....Momento nostalgia per l'amata Spagna......
Ok, riprendiamo da dove eravamo rimasti: gli igers. Allora, fra le varie communities presenti sul territorio italiano, devo dire che una delle più attive (e io posso dirlo, perchè le seguo praticamente tutte) è quella di igerslatina, una comunità fotografica nata con il difficile compito di promuovere un territorio, che è quello della provincia di Latina, indubbiamente bellissimo, come buona parte del territorio italiano d'altra parte, che, purtroppo, ha la "sfortuna" di trovarsi a pochi km da Romabbbbella; una competizione spietata insomma!
Devo dire però che i community manager si impegnano moltissimo per sponsorizzare il territorio e, fra le tante attività, organizzano spesso gli instameet in giro per la provincia. Ieri è stato il turno di Maenza, ridente borgo posizionato sui monti Lepini, di origini medievali e perfettamente conservato. Maenza è stata scelta come location per lanciare un nuovo hastag della comunità: #collipontini, l'hastag con cui potete taggare tutte le foto condivise sui social che ritraggono i borghi montani della provincia.
E quindi, dovete sapere che, fra le tante cose, l'Ing. è anche appassionato di fotografia, tipo che ormai è il mio fotografo ufficiale da sei anni, ho l'imbarazzo della scelta per le foto profilo di fb. Eh, lo so, tutte le fortune. Dicevo, è un appassionato di fotografia, fa un sacco di foto per la community e quindi che fai, non vai all'instameet?
Pieni di fiducia, alle 8:50 di un sabato mattina, io e l'Ing. abbiamo preso un cotral, direzione Maenza. Un'ora buona di paesaggio bucolico salendo verso i monti lepini, fino ad arrivare ai piedi del centro storico del borgo. Eccitati e desiderosi di caffè, in un paesello che già si prospettava grande come il mio soggiorno, chiediamo alla prima nonnina che incontriamo come arrivare alla loggia dei mercanti. Lei non solo ci accompagna fino a lì (deve aver capito che siamo capaci di perderci anche nel bagno di casa), ma ci racconta in cinque minuti tutta la sua vita. Arriviamo al luogo dell'incontro con gli altri igers con largo anticipo, ci concediamo un cappuccino vista colli pontini, cominciamo a scattare foto compulsive per allenare i pollici alla giornata, e cominciano ad arrivare gli altri compagni d'avventura.
Riuniti tutti i circa ottanta partecipanti, ci inoltriamo alla scoperta di Maenza: dalle mura di ingresso della città fino alle case-torri che delimitavano il perimetro della città, la chiesa di Maria Assunta in cielo e il castello baronale, dove è salito alla gloria del Padre Tommaso d'Aquino. Insomma, bellezza, nobiltà e nostalgia, case in pietra a vista, vicoli pieni di splendidi fiori alle finestre, panni stesi a catinelle e meravigliose vecchine che si prestavano a modelle mentre stendevano i loro preziosi panni, perchè voi dovete sapere che niente fa più instagram di nonni, panni stesi e portoncini di ogni grandezza e foggia. E io scattavo complusivamente, senza ritegno, peggio di una turista giapponese.
Arrivati ai piedi del castello baronale, dopo le foto in gruppo di rito e un workshop per aggiornarci sui numeri della community, è arrivato il momento del pranzo. Il menù prevedeva:
-antipasto con mozzarella di bufala, carciofini sott'olio, bruschette;
-polenta al sugo con salsiccia di san Biagio;
-caldarroste;
-il dolce tipico di Maenza, le crespelle.
Io non sono una persona viziata sul cibo, ma:
-i carciofi non mi piacciono, perchè non mi sanno di niente;
-la polenta ha un sapore che non gradisco;
-le castagne le mangio solo crude;
-non mi piace l'uvetta.
Vabbbbeh, è inutile dirvi che avevo così tanta fame che per poco me stavo a magnà pure un dito dell'Ing. insieme alla tovaglia. Poi faceva un freddo becco, per riscaldarci vai giù di vinello e passa la paura.
Come potete capire, questo sabato a Maenza mi è servito per diverse ragioni, ovvero:
-la polenta non mi piace, ma se a prepararla è l'Associazione "La cirasa" di Maenza, allora levateve tutti che voglio il bis;
-quando fa freddo mangio il doppio (ma anche quando fa caldo e quando ci sono le "mezze stagioni");
-l'Italia è piena di borghi bellissimi, visitateli tutti;
- ma la parola "igers" si pronuncia "aighers" o "ighers"?
Ma come ho fatto a mangiare così tanto? Cosa ho fatto per meritare tutte queste bontà caserecce? Semplice: ho partecipato al mio primo instameet made in Italy!
Sì, la precisazione è d'obbligo, perchè non è il mio primo instameet in assoluto: qui infatti potrete leggere le mie gesta in quel di Valencia, alle prese con una birra al porto e un giro su un bus turistico.
....Momento nostalgia per l'amata Spagna......
Ok, riprendiamo da dove eravamo rimasti: gli igers. Allora, fra le varie communities presenti sul territorio italiano, devo dire che una delle più attive (e io posso dirlo, perchè le seguo praticamente tutte) è quella di igerslatina, una comunità fotografica nata con il difficile compito di promuovere un territorio, che è quello della provincia di Latina, indubbiamente bellissimo, come buona parte del territorio italiano d'altra parte, che, purtroppo, ha la "sfortuna" di trovarsi a pochi km da Romabbbbella; una competizione spietata insomma!
Devo dire però che i community manager si impegnano moltissimo per sponsorizzare il territorio e, fra le tante attività, organizzano spesso gli instameet in giro per la provincia. Ieri è stato il turno di Maenza, ridente borgo posizionato sui monti Lepini, di origini medievali e perfettamente conservato. Maenza è stata scelta come location per lanciare un nuovo hastag della comunità: #collipontini, l'hastag con cui potete taggare tutte le foto condivise sui social che ritraggono i borghi montani della provincia.
E quindi, dovete sapere che, fra le tante cose, l'Ing. è anche appassionato di fotografia, tipo che ormai è il mio fotografo ufficiale da sei anni, ho l'imbarazzo della scelta per le foto profilo di fb. Eh, lo so, tutte le fortune. Dicevo, è un appassionato di fotografia, fa un sacco di foto per la community e quindi che fai, non vai all'instameet?
Pieni di fiducia, alle 8:50 di un sabato mattina, io e l'Ing. abbiamo preso un cotral, direzione Maenza. Un'ora buona di paesaggio bucolico salendo verso i monti lepini, fino ad arrivare ai piedi del centro storico del borgo. Eccitati e desiderosi di caffè, in un paesello che già si prospettava grande come il mio soggiorno, chiediamo alla prima nonnina che incontriamo come arrivare alla loggia dei mercanti. Lei non solo ci accompagna fino a lì (deve aver capito che siamo capaci di perderci anche nel bagno di casa), ma ci racconta in cinque minuti tutta la sua vita. Arriviamo al luogo dell'incontro con gli altri igers con largo anticipo, ci concediamo un cappuccino vista colli pontini, cominciamo a scattare foto compulsive per allenare i pollici alla giornata, e cominciano ad arrivare gli altri compagni d'avventura.
Riuniti tutti i circa ottanta partecipanti, ci inoltriamo alla scoperta di Maenza: dalle mura di ingresso della città fino alle case-torri che delimitavano il perimetro della città, la chiesa di Maria Assunta in cielo e il castello baronale, dove è salito alla gloria del Padre Tommaso d'Aquino. Insomma, bellezza, nobiltà e nostalgia, case in pietra a vista, vicoli pieni di splendidi fiori alle finestre, panni stesi a catinelle e meravigliose vecchine che si prestavano a modelle mentre stendevano i loro preziosi panni, perchè voi dovete sapere che niente fa più instagram di nonni, panni stesi e portoncini di ogni grandezza e foggia. E io scattavo complusivamente, senza ritegno, peggio di una turista giapponese.
Arrivati ai piedi del castello baronale, dopo le foto in gruppo di rito e un workshop per aggiornarci sui numeri della community, è arrivato il momento del pranzo. Il menù prevedeva:
-antipasto con mozzarella di bufala, carciofini sott'olio, bruschette;
-polenta al sugo con salsiccia di san Biagio;
-caldarroste;
-il dolce tipico di Maenza, le crespelle.
Io non sono una persona viziata sul cibo, ma:
-i carciofi non mi piacciono, perchè non mi sanno di niente;
-la polenta ha un sapore che non gradisco;
-le castagne le mangio solo crude;
-non mi piace l'uvetta.
Vabbbbeh, è inutile dirvi che avevo così tanta fame che per poco me stavo a magnà pure un dito dell'Ing. insieme alla tovaglia. Poi faceva un freddo becco, per riscaldarci vai giù di vinello e passa la paura.
Come potete capire, questo sabato a Maenza mi è servito per diverse ragioni, ovvero:
-la polenta non mi piace, ma se a prepararla è l'Associazione "La cirasa" di Maenza, allora levateve tutti che voglio il bis;
-quando fa freddo mangio il doppio (ma anche quando fa caldo e quando ci sono le "mezze stagioni");
-l'Italia è piena di borghi bellissimi, visitateli tutti;
- ma la parola "igers" si pronuncia "aighers" o "ighers"?

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