Mostre a Roma: Van Gogh Alive
Arriva quel
periodo dell’anno in cui tante persone diventano più ciniche del solito: il 14
febbraio è data nefasta per quanti sono single, vivono un amore non
corrisposto, vivono una storia insoddisfacente, fanno poco booooghie boooooghie,
e quindi si sentono in dovere di scrivere cose tipo:
-“Buon S.
Valentino a tutti i cornuti”;
-“S.
Valentino è una festa consumistica: o si ama tutti i giorni o blablablabla
CORNUTI”
-“S.
Valentino: qualcuno crede di essere amato e invece è solo fregato.”
-“ Per me
oggi è la festa dell’amicizia!!!! [e allora meriti la friendzone a vita dopo
questa ipocrisia!]”
-“ Ma io amo
solo la birra.”
Di tutte,
l’unica che si può legittimare è solo l’ultima, perché anche l’alcol segue il
linguaggio dell’amore. Per tutte le altre invece, l’unica cura è un po’ di sana
attività fisica: propongo la zumba, così a furia di sudare diventate anche
olfattivamente repellenti, che già con tutto questo cinismo ammazza-sientiment
siete sulla giusta via.
MA se
invece:
-avete
un/una partner;
-siete
abbastanza radical chic, o hipster che dir si voglia;
-avete due
lire in tasca;
-vi piace
Van Gogh
eccomi
pronta a suggerirmi il modo migliore per trascorrere una giornata d’amore:
portate la vostra dolce metà (che sia un essere umano, una birra o una sacher)
a vedere la mostra Van Gogh Alive.
Io e l’Ing.
Siamo andati in avanscoperta per voi in una fredda sera di dicembre: faceva un
freddo becco, ma i nostri cuori erano caldi d’ammmmore perché era il giorno del
nostro anniversario. Avevo già adocchiato questa mostra nel lontano 2015,
quando la mostra approdava per la prima volta in Italia a Firenze, nell’ex
chiesa di Santo Stefano. Era maggio e fiorivano i papaveri, ma nel mio cuore e
nella mia testa fioriva solo diritto commerciale, così fui costretta a
rinunciare alla mostra. A distanza di due anni la mostra ha fatto capolinea
nella capitale, e quindi non potevo lasciarmi scappare l’occasione di vederla.
Le opere di
Van Gogh, i suoi autoritratti, le lettere inviate al fratello Theo, gli schizzi
fatti a matita, opere piene di luce e piene di tenebre, il blu della notte di
Saint-Remy e i l’armonia cromatica dei campi coltivati a festa di Arles, il
genio e la follia, la serenità e la disperazione, le lotte sociali e le lotte
personali: c’è tutto Van Gogh in questa mostra multimediale e grazie al sistema
Sensory4, che utilizza più di 50 proiettori in sincrono ad alta definizione ed
un sistema surround per la trasmissione musicale, le opere non perdono
definizione, si muovono e si animano, permettono allo spettatore di entrare
fisicamente dentro i quadri del pittore olandese, di vivere almeno per qualche
minuto dentro una favola olio su tela, ops, olio su muro.
La mostra è
resa ancor più intensa dalla colonna sonora elaborata per accompagnare lo
scorrimento delle opere nell’immenso spazio del palazzo degli Esami: melodie
vivaci o tetre, innamorate o sognanti accompagnano lo spettatore nella
comprensione della vita e delle opere di Van Gogh; sono stati scelti con cura,
lì dove è stato possibile, autori più o meno contemporanei al pittore: da
Debussy a Bach, passando per Vivaldi, Goldard, Lalo e Tobin, in modo tale da
creare una esperienza museale multilivello, che abbracci completamente il
visitatore.
Sì, credo
che da questa mostra si possa uscire ancor più innamorati, non solo della
persona che, magari, ci ha accompagnato nel vederla, ma della vita, dell’arte,
della bellezza delle piccole e grandi cose. Andate a vedere la mostra una
domenica di marzo, quando il quartiere Trastevere in cui si trova l’edificio è
preso dal pasto della domenica, le strade sono vuote e tutte vostre. Oppure
andate un pomeriggio di fine febbraio, quando, uscendo dal buio della mostra vi
affaccerete sul Tevere mentre cala il sole e il fiume d’oro si colora.
Andateci al
mattino presto, quando le strade sono piene dei ragazzi che vanno a scuola e
voi vi sentirete padroni del giorno e del tempo, la sera che illumina i ponti
di Roma per potervi concedere una cena intima e saporita.
Andate alla mostra in qualsiasi ora del giorno, in qualsiasi giorno della settimana, in ogni fase della vostra vita, per innamorarvi, ancora una volta di più, del mondo, del tempo, del bello.

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