Vedi Napoli e (non) Muori. Cose da fare nella capitale del Regno delle due Sicilie se avete 24 ore di tempo per visitarla

Ma voi lo sapete che, da un mesetto a questa parte, vivo a Napoli?
Probabilmente non ve l'ho detto qui, ma se mi seguite su ig (mi trovate come chiara_mente92, viva l'originalità!) sarete messi ad ampia conoscenza dei miei viaggi in treno, dei week end di ritorno a Roma, delle sfogliatelle viaggianti che ormai hanno un posto assegnato anche loro, del caffè ricostituente a metà giornata e tutto il resto.
Ammetto che, per una serie di motivi, le prime settimane non ho visto molto della città, non ho mangiato neanche una volta la pizza o un babà. Sì, lo so
Non è colpa mia, Novembre mi mette troppa malinconia e presa a male. A rimediare a questa crisi mistica da intercity e valige sempre pronte ci ha pensato lui, l'Ing., che invece, bontà sua!, vive in un grande stato di grazia (è comprensibile: quando ti laurei sembra bello tutto, anche i capelli di Trump) e quindi l'ing mi ha proposto: "maaaaaa se andassimo a passare il fine settimana a Napoli?"

E quindi eccoci alle 7:10 a Termini con lo stomaco brontolante ad aspettare il nostro treno veloce. Dopo un'ora di viaggio la prima cosa che vedi di Napoli è il Vesuvio. Ed è imponente, il cratere spalancato sembra una bocca vorace pronta ad addentare pezzi di città.
No, non è il momento di fare poesia, anche perchè ero così affamata che la cosa più poetica cui pensavo era la lista delle cose che volevo mangiare.
E così, dopo cinque minuti dall'arrivo del treno al binario, noi eravamo già così
Se volete mangiare le sfogliatelle, Attanasio è l'unica soluzione. Ne ho mangiate una marea di sfogliatelle nella mia vita, anche a Napoli, ma dopo averle mangiate qui ho capito di aver mangiato solo pallide imitazioni fino ad ora. è vicinissimo alla stazione centrale e una volta usciti sul piazzale non sarà necessario chiedere informazioni per raggiungerlo: seguite l'odore zuccherino che diventa sempre più persistente all'avvicinarsi al luogo incriminato: in un vicoletto da presepe troverete Attanasio.
"Napule tre cose tene belle
'o mare
o Vesuvio 
e è sfugliatelle"
Parola di Attanasio!

lasciati i nostri bagagli in albergo(sì, perchè per una notte abbiamo voluto fare i signori!), abbiamo iniziato il nostro giro per la città. Se avete una sola giornata per visitare Napoli vi riporto il nostro itinerario: riuscirete a vedere le maggiori attrazioni della città e ritornerete nelle vostre tiepide dimore satolli e contenti.
Iniziate dal duomo di Napoli: qui tutto parla del culto per San Gennaro. A vederlo da fuori sembra una chiesa come tante, perfettamente incastrata e integrata nel tessuto urbano. Varcato il portone d'ingresso la cattedrale si srotola davanti agli occhi in tutta la sua grandezza: l'altare centrale del Bernini, le finestrelle dai vetri aranciati che riscaldano l'aria, argento a profusione per la cappella dedicata al santo. Se vuoi capire Napoli devi passare da qui. E accendere un cero a San Gennaro, che sembra uno di quei santi cui ci si può affidare per una grazia. Proseguendo per via Duomo è giunto il momento di capire cosa si intende quando parliamo di napoletanità: percorrete via dei Tribunali e perdetevi fra le sue botteghe artigianali, l'odore del caffè e del fritto di strada. 
Poi, se proprio vi volete male, come noi ovviamente, deciderete di percorrere via di San Gregorio Armeno, ovvero la nota via dei presepi napoletani. Che è bellissima, davvero bellissima, ma andarci il 18 novembre è da veri allocchi, perchè resterete intrappolati in fila insieme a tutti i turisti che si sono riversati in città. 
Ma se sono riuscita addirittura a fotografare le famose statuine con i personaggi dell'anno, vuol dire che tutto sommato ne sono uscita viva. è il momento di percorrere Spaccanapoli e compiere una meravigliosa deviazione: se siete a Napoli non potete non visitare Cappella San Severo e il famoso Cristo velato di Giuseppe Sammartino. Vidi il Cristo velato per la prima volta durante una gita a Napoli con il liceo: a quei tempi (parlo del lontano 2008 su per giù. Oddio, dieci anni fa. Ugh. Fate finta di non aver letto) cappella San Severo era praticamente sconosciuta e potemmo ammirare il Cristo velato soltanto noi. Oggi invece è meta del turismo di massa e, visti gli spazi ridotti, impedisce di contemplare l'opera con lo spirito giusto. E poi non ho fatto pace con il fatto che c'è il divieto di fare fotografie anche senza flash. Voglio dire: il biglietto costa 7 euro, ma non è detto che tutti possano permetterselo. Quando avremo liberalizzato il mondo della diffusione delle opere d'arte forse potremo parlare di cultura accessibile per tutti, che ce n'è un gran bisogno mi pare. 

Ad ogni modo, perdetevi in piazza Domenico Maggiore, comprate un babà o un ministeriale da Scaturchio e continuiamo il nostro tour. Il posto in cui vi sto (virtualmente) per accompagnare è uno dei luoghi più belli che abbia mai visto: il complesso monumentale di Santa Chiara. Avete presente la canzone "monasterio e Santa Chiara?", ecco, il sentimento di napolitudine nasce da qui, da questa chiesa maestosa che svetta su tutta la città, che rischiò di andare perduta durante la seconda guerra mondiale e che racchiude il chiostro maiolicato patrimonio dell'Unesco.
Se avrete la fortuna di entrare in una bellissima giornata di sole autunnale non avrete più voglia di uscire. è un posto incantato: i rumori della città restano ben lontani, intrappolati dalle alte mura che cingono tutto il complesso. E siete solo circondati da bello. Ogni volta che avrò bisogno di pensare a qualcosa di bello, chiuderò gli occhi e finirò qui con la mente, a questa bella giornata di sole, all'odore di ammorbidente del mio maglione rosso, ai tuoi capelli morbidi.

Ma anche se è tutto bello, a una certa avrete voglia di mangiare. Che fare? A Napoli il problema è un altro: non dove mangiare, ma cosa saltare per non rischiare di morire di indigestione. Noi per esempio abbiamo preso un mega cuoppo di fritti e una pizza fritta pomodoro e mozzarella da la passione di Sofì. Dalla grandezza del cuoppo e della pizza fritta, devo dedurre che il detto "vedi Napoli e poi muori" sia dovuto al fatto che muori di colesterolo, con il fegato che ti toglie l'amicizia su fb e bollicine di olio fritto che ti ricoprono tutto il corpo. Ma è solo una mia deduzione eh. 

Se volete smaltire mezza frittatina di pasta ( o almeno provarci) continuate lungo spaccanapoli fino ad arrivare su Via Toledo, la via dello shopping partenopeo. Ma chi se ne frega delle vetrine dei negozi quando vi potete perdere fra le strade dei quartieri spagnoli? o quando cominciate a sentire il rumore di mare e all'improvviso vi trovate di fronte Piazza del plebliscito, il mare e il Vesuvio sullo sfondo? Camminate lungo la strada del mare, entrate dentro Castel dell'Ovo, fotografate tutte le coppie che si baciano romanticamente sotto i lampioni, i pulcinella, i gabbiani, innamoratevi senza ritegno della città, del primo che incontrate, del caffè vista mare, dell'aria di Napoli che potrete comprare per strada. Innamoratevi senza ritegno e senza pudore, perchè Napoli è una città che vive d'amore.


Napoli is always a good idea.

(Noi abbiamo soggiornato qui e siamo stati benissimo. Poi a colazione c'erano le sfogliatelle calde vista orto botanico: io dico che ne vale la pena)


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