DilloConUnLibro: “Caffè amaro” di Simonetta Agnello Hornby

Questa settimana sul blog continuiamo  la nostra rubrica di recensioni di libri da leggere sotto l’ombrellone (non che durante il resto dell’anno ci facciamo mancare il lusso di leggere: da settembre a dicembre è già pronta la lista dei libri da leggere in metropolitana!); gli appuntamenti per questo fine agosto saranno due: oggi daremo spazio allo (s)consigliami un libro dell'estate, venerdì invece il consigliami un libro. Perchè oggi partiamo con una recensione negativa e venerdì con una positiva? Perchè è lunedì e come tutti i lunedì porta con sè noia e tristezza, mentre di venerdì si è più propensi ad accettare buone notizie e buoni consigli (ma anche perchè questa recensione era già pronta e l'altra no, dato da non sottovalutare). Andiamo a noi; poco prima di partire per le vacanze sono andata in libreria alla ricerca di un libro che mi incuriosisse. Ho visto questa nuova uscita, una bella copertina arancione, una giovane ragazza che guarda un punto lontano, una autrice italiana che non avevo ancora avuto il piacere di leggere, un titolo che mi stuzzica: caffè amaro. Dal momento che un libro arancione non lo possedevo dai tempi dei libri della collana del battello a vapore, decido di comprarlo. Il romanzo racconta la storia di Maria, una giovane siciliana nata sul tramontare del 1800 da un padre socialista, che finisce in sposa a Pietro Sala, unico figlio maschio della nobile famiglia aristocratica di Camogli. Accompagneremo Maria nel corso della sua crescita e della sua maturazione come moglie, madre, italiana, si farà introdurre dal marito, molto più grande di lei, agli agii e ai piaceri che il titolo (e chiaramente i soldi) hanno da offrire, ma soprattutto si svelerà al lettore come amante: vedremo una protagonista appena quindicenne che viene introdotta alle gioie del sesso, una “lolita italiana” l’ha definita qualcuno, che non desta scandalo, ma ben coperta dalla sicurezza matrimoniale. Maria resterà sempre vicina e fedele alla sua famiglia, in primis a Giosuè, un ragazzo di poco più grande di lei, figlio del migliore amico di suo padre che lo ha accolto nella sua famiglia una volta rimasto orfano, e i cui legami rimarranno confusi agli occhi di entrambi.
 Ora, in molti mi avevano parlato bene di questa scrittrice; vanta alle spalle diverse pubblicazioni con case editrici molto importanti, non è una neofita nel settore, alcuni suoi romanzi sono stati veri e propri successi negli anni passati. Non so che dirvi, mi fido del parere altrui, eppure per me questo romanzo non decolla. Il personaggio di Maria dovrebbe essere il passepartout di tutta la vicenda, viene disegnato come una donna forte, e sicuramente gli eventi che ha vissuto devono averla resa tale, eppure non è un personaggio che porterò con me nella mia vita di lettrice. Maria no mi ha comunicato nulla. Ho letto tutto il romanzo, denso di fatti e vicende, eppure ho trovato il livello della narrazione molto piatto, meramente esplicativo dei fatti. Non riesco ad essere empatica con Maria o con gli altri personaggi, è come se fossi ferma ad una panchina e vedessi queste storie scorrere davanti ai miei occhi, eppure non ho elementi ulteriori per fare miei i fatti che vedo.
 Il caffè amaro, a mio dire, lo beve il lettore, che dentro questa storia non riesce proprio ad entrare, non riesce a sentire i sentimenti dei personaggi perché non li vive. La delusione per questo romanzo è molta, perché aveva tutte le carte in regola per diventare il romanzo dell’estate, e invece assume a tratti i contorni di un romanzetto rosa.
Titolo: Caffè amaro
Autore: Simonetta Agnello Hornby
Editore: Feltrinelli
Pagine: 348

Prezzo: 18 € 

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