DilloConUnLibro: "Sabotaggio olimpico" di Manuel Vàzquez Montalbàn
Le Olimpiadi mi piacciono moltissimo e, durante i venti giorni circa di competizione, sono perennemente sintonizzata sui canali sportivi gonfia di spirito patrio. Detto questo il mio spirito sportivo si esaurisce qui, non provo grande simpatia per il sudore, i polmoni allo stremo, le forze che vengono a mancare, "l'importante non è vincere ma partecipare" (ma tanto poi vogliono vincere tutti), praticare movimento prima, durante e dopo i giorni del ciclo mestruale, perdere tutte quelle kilocalorie cui mi sono terribilmente affezionata negli anni.
Certo, pratico sport estremi quali salto dal letto, lancio della sveglia, tuffo in doccia e maratona di serie tv, ma la disciplina in cui decisamente eccello è scovare tutto ciò che è mainstream per renderlo tale. Dal momento che per essere mainstream durante le Olimpiadi dovrei capirne di sport, mi sono limitata a leggere qualcosa a tema, ed ho quindi dato il via alla lettura delle storie di Pepe Carvalho così come ce le ha raccontate Manuel Vazquez Montalban. Se questo cognome vi ricorda qualcosa, sappiate che Camilleri è da sempre stato estimatore e amico dello scrittore catalano, tanto da dare il suo nome al nostrano commissario Montalbano. Pepe Carvalho, investigatore privato, e Salvo Montalbano hanno più di una cosa in comune: amano entrambi al buona cucina e le buone letture, hanno un intuito eccezionale nella risoluzione dei casi, vivono storie d'amore tormentate con donne decisamente complicate.
In questo romanzo il nostro Pepe vive una torrida estate a Barcellona, circondato dallo spirito fraterno e solidale delle Olimpiadi di Barcellona del 1992, solo nella sua villa a Vallvidrera e tutto ciò che vorrebbe fare è vivere in isolamento completo dal clima olimpico, solo lui, i suoi piatti pesanti, i suoi libri e solo uno slip a proteggerlo dal caldo. Ma non può godersi il meritato riposo, perchè qualcuno tenta di sabotare l'evento che renderà per un mese Barcellona capitale del mondo (con buona pace degli orgogliosissimi catalani). Solo lui può capire chi sta tentando di manomettere i giochi, fra atleti bianchi che diventano neri, attrezzi sportivi impazziti e partecipanti che spariscono nel nulla.
Il romanzo è a dir poco delizioso, uno stile eclettico e personalissimo, in una storia non-storia che però tiene il lettore occupato fra le pagine a cercare di capire se è tutto uno scherzo o se è realtà. Sono stata catapultata in pieno nell'attualità di quegli anni, non risparmiando nessun personaggio allora famoso ironizzando e prendendo in giro tutti, da re Juan Carlos a Giulio Andreotti, da Papa Wojtyla a Bush padre (incapace di distinguere Barcellona da Bagdad). Qualcuno ha definito questa storia per certi versi profetica, e non gli si può dare torto: con i suoi ventitrè anni di storia alle spalle, molti dei fatti, delle alleanze politiche, delle scelte che il mondo ha preso si possono intravedere qui, posso dire quindi che Vazquez Montalban è un genio della scrittura, nella sua abilità nel comporre assurdi siparietti, creare un filo narrativo sottile eppure sempre presente, nel conoscere perfettamente il tempo in cui si è trovato a vivere.
Nel 2005 esce in Italia l'ultimo libro in cui lo scrittore dà l'addio all'investigatore Carvalho, uscendo postumo alla morte dello scrittore avvenuta nel 2003. Carvalho e Montalban, che tanto avevano in comune, vanno via quasi insieme.
Titolo: Sabotaggio olimpico
Autore: Manuel Vazquez Montalban
Editore: Feltrinelli
Pagine: 123
Prezzo: 6,50 €
Certo, pratico sport estremi quali salto dal letto, lancio della sveglia, tuffo in doccia e maratona di serie tv, ma la disciplina in cui decisamente eccello è scovare tutto ciò che è mainstream per renderlo tale. Dal momento che per essere mainstream durante le Olimpiadi dovrei capirne di sport, mi sono limitata a leggere qualcosa a tema, ed ho quindi dato il via alla lettura delle storie di Pepe Carvalho così come ce le ha raccontate Manuel Vazquez Montalban. Se questo cognome vi ricorda qualcosa, sappiate che Camilleri è da sempre stato estimatore e amico dello scrittore catalano, tanto da dare il suo nome al nostrano commissario Montalbano. Pepe Carvalho, investigatore privato, e Salvo Montalbano hanno più di una cosa in comune: amano entrambi al buona cucina e le buone letture, hanno un intuito eccezionale nella risoluzione dei casi, vivono storie d'amore tormentate con donne decisamente complicate.
In questo romanzo il nostro Pepe vive una torrida estate a Barcellona, circondato dallo spirito fraterno e solidale delle Olimpiadi di Barcellona del 1992, solo nella sua villa a Vallvidrera e tutto ciò che vorrebbe fare è vivere in isolamento completo dal clima olimpico, solo lui, i suoi piatti pesanti, i suoi libri e solo uno slip a proteggerlo dal caldo. Ma non può godersi il meritato riposo, perchè qualcuno tenta di sabotare l'evento che renderà per un mese Barcellona capitale del mondo (con buona pace degli orgogliosissimi catalani). Solo lui può capire chi sta tentando di manomettere i giochi, fra atleti bianchi che diventano neri, attrezzi sportivi impazziti e partecipanti che spariscono nel nulla.
Il romanzo è a dir poco delizioso, uno stile eclettico e personalissimo, in una storia non-storia che però tiene il lettore occupato fra le pagine a cercare di capire se è tutto uno scherzo o se è realtà. Sono stata catapultata in pieno nell'attualità di quegli anni, non risparmiando nessun personaggio allora famoso ironizzando e prendendo in giro tutti, da re Juan Carlos a Giulio Andreotti, da Papa Wojtyla a Bush padre (incapace di distinguere Barcellona da Bagdad). Qualcuno ha definito questa storia per certi versi profetica, e non gli si può dare torto: con i suoi ventitrè anni di storia alle spalle, molti dei fatti, delle alleanze politiche, delle scelte che il mondo ha preso si possono intravedere qui, posso dire quindi che Vazquez Montalban è un genio della scrittura, nella sua abilità nel comporre assurdi siparietti, creare un filo narrativo sottile eppure sempre presente, nel conoscere perfettamente il tempo in cui si è trovato a vivere.
Nel 2005 esce in Italia l'ultimo libro in cui lo scrittore dà l'addio all'investigatore Carvalho, uscendo postumo alla morte dello scrittore avvenuta nel 2003. Carvalho e Montalban, che tanto avevano in comune, vanno via quasi insieme.
Titolo: Sabotaggio olimpico
Autore: Manuel Vazquez Montalban
Editore: Feltrinelli
Pagine: 123
Prezzo: 6,50 €

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