La settimana pontina- seconda stagione
Anche quest'anno arriva l'appuntamento imperdibile con la settimana più fescioooon dell'estate, ovvero la settimana di vacanza nella pianura pontina.
A tal riguardo, è necessario documentare una lamentela che mi viene avanzata da diverso tempo: in molti mi hanno chiesto come mai la metaforica figura del mio fidanzato venga qui identificata con la denominazione "Il Duci". No, non si vuole fare alcun richiamo alle sue origini littoriche nè tanto meno a gusti politici del suddetto soggetto (grazie a Dio, aggiungo). Molto più semplicemente avevamo un'amica siciliana che quando ci vedeva insieme ci diceva "come siete duci", inteso come dolci, e da allora lo chiamo così ogni tanto. Visto però che ormai lui è diventato una persona importante, un instagrammer incallito e convinto ed ha anche un titolo di studi abilitante, d'ora in avanti mi limiterò a chiamarlo L'Ing.
Fatta questa dovuta precisazione, ritorniamo alla settimana pontina, appuntamento fisso del post sessione estivo. già l'anno scorso L'Ing. aveva premuto affinchè girovagassimo insieme nella provincia più terrona del Lazio, e avevo avuto la premura di documentare l'esperienza qui, quest'anno però abbiamo deciso di fare gli intrepidi: con un gruppo di amici all'ultimo minuto siamo riusciti ad organizzare un viaggio oltre i limiti della terraferma: in due ore e mezzo di traghetto abbiamo raggiunto Ponza.
Ponza è un'isola un sacco figa di cui, per secoli, non è importato niente a nessuno, al contrario di Ventotene che già ai tempi dei romani era luogo d'esilio vip only, tipo che ci esiliavano i membri delle famiglie reali. Poi è successo che Ventotene da luogo di esilio vip è diventato luogo d'esilio e basta, mentre nel XVIII secolo sono emigrati i campani a Ponza e l'hanno resa quella che è, ovvero una sorellina di Ischia formato tascabile. Questo è il motivo per cui infatti tutti parlano con accento napoletano, perchè io invece ero convinta che fosse meta turistica per campani e basta. L'isola è davvero molto bella; il porto risulta particolarmente caratteristico per le sue casette colorate e le strade imbiancate di calce, ma sicuramente Ponza e l'arcipelago pontino in generale può essere una meta perfetta per tre tipi di turisti, ovvero:
-chi ama il mare;
- chi ama la vacanza all'insegna della natura;
-chi ha lo yacht.
Io mi sento di rientrare tranquillamente nel primo insieme, sebbene non mi dispiacerebbe poter far parte anche del terzo. Ora, c'è da dire che non tutti sono abituati alle vacanze isolane, nel senso che, a meno che non stiamo parlando di Formentera o Santorini, per il turismo di massa questo tipo di vacanza potrebbe risultare un po' fiacco; già dopo ventiquattro ore dall'arrivo, vedi in giro sempre le stesse facce che in confronto Longobucco è Capital city. I trucchetti per godervi il soggiorno qui sono due:
-averci li sordi (tattica che in genere apre diverse porte);
-avere il vostro personalissimo #capitanPeppe, ovvero colui che è già stato sul posto, ha i contatti e sa come muoversi. Diventa essenziale pertanto fare questo tipo di viaggio in comitiva: fra un tuffo a bomba e un giro spericolato sui taxy dell'isola (non so con quale spirito si definiscono tali, sono camioncini che si muovono con destrezza lungo viottoli larghi quanto Fassino messo di profilo) la vacanza sarà all'altezza delle vostre aspettative. Io mi reputo molto fortunata ad aver avuto in viaggio un rarissimo esemplare di #capitanPeppe: non solo sa guidare una barca con destrezza (il che vi svolta la vacanza: vi affittate una barca per tutta la giornata e si entra subito in modalità isola), ma provvede anche ad individuare i posti migliori in cui cenare a base di pesce (#peppeconsiglia), preparare una quintalata di pasta a persona (#peppechef), fa sembrare i tuffi dagli scogli meno pericolosi di quello che sembra (#peppecagnotto), ma soprattutto può battere palmo a palmo tutta l'isola alla ricerca di Pokèmon (#PokemonPeppego).
Per la ricerca invece di posti chic ed esclusivi in cui passare una bella serata, il membro della compagnia di cui non potete fare a meno è #Filippixsei, ovvero colui che ha voce sufficientemente convincente da chiamare i pr, prenotare con tono sicuro il miglior tavolo per potervi garantire una serata con vista mozzafiato. è il membro del gruppo ideale per garantire gli aspetti glamour della vostra vacanza; noi ad esempio grazie a questo soggetto ci siamo garantiti un tavolo privè a prezzi onesti qui.
Insomma, il succo della storia è: non c'è storia o vanteria di un bel viaggio in compagnia, che tradotto vuol dire che quando si va in gruppo la vacanza è assicurata.
Se per caso vi chiedete qual è stato il mio ruolo in questa vacanza, la risposta è #ChiaraPikachu, ovvero pokemon rari scovati in giro a prezzi tenerissimi.
A tal riguardo, è necessario documentare una lamentela che mi viene avanzata da diverso tempo: in molti mi hanno chiesto come mai la metaforica figura del mio fidanzato venga qui identificata con la denominazione "Il Duci". No, non si vuole fare alcun richiamo alle sue origini littoriche nè tanto meno a gusti politici del suddetto soggetto (grazie a Dio, aggiungo). Molto più semplicemente avevamo un'amica siciliana che quando ci vedeva insieme ci diceva "come siete duci", inteso come dolci, e da allora lo chiamo così ogni tanto. Visto però che ormai lui è diventato una persona importante, un instagrammer incallito e convinto ed ha anche un titolo di studi abilitante, d'ora in avanti mi limiterò a chiamarlo L'Ing.
Fatta questa dovuta precisazione, ritorniamo alla settimana pontina, appuntamento fisso del post sessione estivo. già l'anno scorso L'Ing. aveva premuto affinchè girovagassimo insieme nella provincia più terrona del Lazio, e avevo avuto la premura di documentare l'esperienza qui, quest'anno però abbiamo deciso di fare gli intrepidi: con un gruppo di amici all'ultimo minuto siamo riusciti ad organizzare un viaggio oltre i limiti della terraferma: in due ore e mezzo di traghetto abbiamo raggiunto Ponza.
Ponza è un'isola un sacco figa di cui, per secoli, non è importato niente a nessuno, al contrario di Ventotene che già ai tempi dei romani era luogo d'esilio vip only, tipo che ci esiliavano i membri delle famiglie reali. Poi è successo che Ventotene da luogo di esilio vip è diventato luogo d'esilio e basta, mentre nel XVIII secolo sono emigrati i campani a Ponza e l'hanno resa quella che è, ovvero una sorellina di Ischia formato tascabile. Questo è il motivo per cui infatti tutti parlano con accento napoletano, perchè io invece ero convinta che fosse meta turistica per campani e basta. L'isola è davvero molto bella; il porto risulta particolarmente caratteristico per le sue casette colorate e le strade imbiancate di calce, ma sicuramente Ponza e l'arcipelago pontino in generale può essere una meta perfetta per tre tipi di turisti, ovvero:
-chi ama il mare;
- chi ama la vacanza all'insegna della natura;
-chi ha lo yacht.
Io mi sento di rientrare tranquillamente nel primo insieme, sebbene non mi dispiacerebbe poter far parte anche del terzo. Ora, c'è da dire che non tutti sono abituati alle vacanze isolane, nel senso che, a meno che non stiamo parlando di Formentera o Santorini, per il turismo di massa questo tipo di vacanza potrebbe risultare un po' fiacco; già dopo ventiquattro ore dall'arrivo, vedi in giro sempre le stesse facce che in confronto Longobucco è Capital city. I trucchetti per godervi il soggiorno qui sono due:
-averci li sordi (tattica che in genere apre diverse porte);
-avere il vostro personalissimo #capitanPeppe, ovvero colui che è già stato sul posto, ha i contatti e sa come muoversi. Diventa essenziale pertanto fare questo tipo di viaggio in comitiva: fra un tuffo a bomba e un giro spericolato sui taxy dell'isola (non so con quale spirito si definiscono tali, sono camioncini che si muovono con destrezza lungo viottoli larghi quanto Fassino messo di profilo) la vacanza sarà all'altezza delle vostre aspettative. Io mi reputo molto fortunata ad aver avuto in viaggio un rarissimo esemplare di #capitanPeppe: non solo sa guidare una barca con destrezza (il che vi svolta la vacanza: vi affittate una barca per tutta la giornata e si entra subito in modalità isola), ma provvede anche ad individuare i posti migliori in cui cenare a base di pesce (#peppeconsiglia), preparare una quintalata di pasta a persona (#peppechef), fa sembrare i tuffi dagli scogli meno pericolosi di quello che sembra (#peppecagnotto), ma soprattutto può battere palmo a palmo tutta l'isola alla ricerca di Pokèmon (#PokemonPeppego).
Per la ricerca invece di posti chic ed esclusivi in cui passare una bella serata, il membro della compagnia di cui non potete fare a meno è #Filippixsei, ovvero colui che ha voce sufficientemente convincente da chiamare i pr, prenotare con tono sicuro il miglior tavolo per potervi garantire una serata con vista mozzafiato. è il membro del gruppo ideale per garantire gli aspetti glamour della vostra vacanza; noi ad esempio grazie a questo soggetto ci siamo garantiti un tavolo privè a prezzi onesti qui.
Insomma, il succo della storia è: non c'è storia o vanteria di un bel viaggio in compagnia, che tradotto vuol dire che quando si va in gruppo la vacanza è assicurata.
Se per caso vi chiedete qual è stato il mio ruolo in questa vacanza, la risposta è #ChiaraPikachu, ovvero pokemon rari scovati in giro a prezzi tenerissimi.

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