Mostre a Roma: the art of the brick

Ponte lungo sulla penisola questo fine settimana: mi dicono che su mezza Italia la primavera farà un passo indietro per lasciare il posto a pioggia, vento e grandine e, da qualche parte, una spruzzata di neve. che previsioni avete per questi giorni di relax?
Ho una idea last minute per chi si trova nei dintorni di Roma e teme piogge e catinelle che possono rovinare eventuali scampagnate: fino a domani, 25 aprile, al SET- Spazio Eventi Tirso di via Tirso 14 potrete ammirare la mostra "the art of the brick", che io e Duci siamo andati a vedere per voi.
Se da piccoli eravate dei veri appassionati del mattoncino più famoso del mondo l'esposizione dell'artista Nathan Sawaya fa al caso vostro; questo artista statunitense esprime tutta la sua creatività con l'impiego di soli mattoncini Lego.
come ha detto lo stesso Sawaya "i sogni si realizzano... un mattoncino alla volta!": Nathan è sempre stato un bimbo vivace e creativo che, una volta diventato adulto aveva messo da parte il suo spirito da artista per concentrarsi sulla sua carriera da avvocato a New York: nel 2000 abbandona la sua carriera per aprire un atelier in cui passa le giornate seduto a terra a creare opere d'arte con i Lego.
La mostra si apre con una sala in vi si trovano alcune opere che raffigurano oggetti quotidiani: una mela, una matita, un uomo seduto: tutto questo serve a far capire al visitatore che l'occhio di un artista, a prescindere dai materiali usati, usa sempre come punto di riferimento la realtà, da cui poi prende lo slancio per esprimere quello che ha dentro.
Le sale successive sono di transizione: i Lego a servizio dell'arte: le opere d'arte più famose delle varie epoche vengono raffigurate, quando possibile, in grandezza naturale, e assumono forme bidimensionali o tridimensionali a seconda che si tratti di un quadro o di una scultura: si può ammirare così "il pensatore" di Rodin, "il bacio" di Klimt, la "notte stellata", la Gioconda, il David di Michelangelo, la Sfinge e molte altre opere.
dopo una sala dedicata alla ritrattistica si arriva nelle sale in cui è possibile vedere l'estro creativo di Sawaya, il suo spirito di artista in una serie di opere che descrivono l'essere umano e il complesso panorama delle sue emozioni.
un enorme dinosauro lungo 6 metri ci accompagna verso l'ultima sala, dove su lunghi tavoli si trovano migliaia di mattoncini Lego con cui giocare e sbizzarrirsi.
avete meno di 24 ore per correre a vedere una mostra che merita, unica nel suo genere che ha fatto impazzire tutte le città che ha toccato fino ad ora (a Roma la mostra è stata prolungata di oltre un mese vista l'eccezionale affluenza registrata). Nel complesso la mostra si rivela coinvolgente, perchè ogni opera d'arte è accompagnata dalle parole di Sawaya, che ci racconta le peripezie che ogni opera ha visto prima di venire alla luce, una sorta di diario emotivo dell'artista che ci permette di ricollegare tutte le fasi creative che portano dalla genesi dell'opera fino al lavoro finito.
è una occasione per riscoprire l'arte e ritornare bambini: cosa state aspettando? siete ancora qui?

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