DilloConUnLibro: “Splendore” di Margaret Mazzantini

 L’anno scorso di questi tempi più o meno prendevo parte alla giornata internazionale del libro grazie all’iniziativa #ioleggoperchè (di cui ho parlato qui) che mi ha lasciato due libri: “la verità dell’alligatore” e “splendore” di Margaret Mazzantini.
Non avendo letto nulla della Mazzantini ero molto entusiasta di questa storia dal titolo così poetico, ma fra una cosa e l’altra sono riuscita a leggerlo solo qualche settimana fa.

E ne sono rimasta amaramente delusa.
È la storia di Giudo e Costantino, coetanei nati in una Roma polverosa degli anni ’60 nello stesso palazzo, ma da parti opposte: Guido occupa uno dei ricchi appartamenti, Costantino è figlio del portiere. Un rapporto di repulsione e attrazione che si consolida negli anni del liceo e li terrà legati per tutta la vita. Il loro amore esplode nel pieno della gioventù, nello splendore degli anni. Un amore molto più che tormentato, che sopravvive alle distanze, ai matrimoni, agli anni turbolenti, alla diffusione dell’AIDS, al nuovo millennio.
Cominciamo dallo stile: io ho trovato lo stile della Mazzantini insopportabile. Ovviamente il problema è mio, ma quell’uso eccessivo degli aggettivi, l’ossessione quasi maniacale con cui descrive qualsiasi cosa io l’ho trovata odiosa. Per il tipo di storia che ci troviamo a leggere, per il dolore neanche così velato che questa storia d’amore omosessuale vorrebbe trasmettere quella abbondanza di parole mi è sembrato più un metodo per riempire pagine che un mezzo funzionale alla storia. Certo, dal momento che la storia è raccontata con gli occhi di Guido, che proviene da una estrazione sociale elevata e che ha di base un carattere indolente e refrattario, la narrazione non poteva avere uno stile scialbo, o estremamente succinto, ma questa sua continua insofferenza nei confronti del mondo pe me è più uno stereotipo che una caratterizzazione del personaggio, e il lavoro della scrittrice più un esperimento manierista autocelebrativo che un vero modo di raccontare.
Anche sulla storia sono rimasta molto perplessa: è la prima volta che ho letto un romanzo che ha come protagonista un amore omosessuale e speravo in una storia più vera, realistica. Di base, la storia soffre della mancanza del punto di vista dell’altro protagonista, Costantino: manca una vera e propria parte della storia che avrebbe aiutato il lettore a capire cosa è accaduto, perché il punto di vista di Guido non è lucido, si perde in tante parole vuote, perché Guido forse viene tirato in quella storia non sempre di sua volontà. È Costantino che ha tirato davvero le fila di queste storie, ma la sua volontà, i suoi pensieri ci sono ignoti.
Lo ammetto, la delusione per questo libro è stata cocente, perché le aspettative erano altissime e mi sono trovata in mano un libro a tratti capzioso, che non mi ha parlato, una storia che non porterò dietro in nessun frammento. A voler essere sincera, mi è sembrato un romanzo commerciale, ma non tanto per la storia (sappiamo bene come i legami omosessuali siano un tema caldo  livello civile e anche politico), quanto proprio per il modo di raccontare: un frasario pronto all’uso, tante pillole ben confezionate e carine da poter aggiungere sotto una foto da postare sui social, che hanno quasi più senso fuori dal contesto da cui vengono estrapolate che non all’interno del racconto.
Contro il parere dominante, io devo dirlo: mi dispiace Margaret, per me è no.

Titolo: Splendore
Autore: Margaret Mazzantini
Editore:Mondadori
Pagine:309

Prezzo: 20 €

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